venerdì, 7 Maggio, 2021

Reddito di emergenza e reddito di cittadinanza. Pagamenti e bilancio

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Reddito di emergenza
PAGAMENTO DI GENNAIO. FORSE LA PROROGA
Sono diversi i pagamenti Inps in arrivo a gennaio 2021 tra pensioni, Reddito di cittadinanza, Naspi, bonus prefigurati dai vari decreti e Reddito di emergenza.
A proposito di quest’ultimo, nel mese di gennaio 2021 l’Inps provvederà all’erogazione della quinta mensilità del sussidio che sebbene sia stato pensato come una misura temporanea, sta continuando ad essere utilizzato per supportare i nuclei familiari in difficoltà. Giova ricordare che il valore del beneficio oscilla dai 400 agli 800 euro.
Pagamento di gennaio
La corresponsione del Reddito di emergenza avverrà intorno alla seconda metà del mese di gennaio 2021. L’Istituto di previdenza specifica che la quinta rata spetterà a chi ha presentato domanda entro la fine di novembre e ha già ricevuto la quarta mensilità nel mese di dicembre. Per chi ha già avuto i due accrediti automatici, fra novembre e dicembre, non sono previsti altri pagamenti.
Quanto spetta
L’importo totale del Reddito di emergenza viene calcolato in base al numero dei componenti del nucleo richiedente, e va dagli 800 ai 1.600 euro, erogati in 2 quote di identico importo: dai 400 euro agli 800 euro per quota e per nucleo. La cifra viene leggermente aumentata (a 840 euro) se nella famiglia è presente un componente disabile grave o non autosufficiente.
A chi compete
Il Reddito di emergenza spetta a tutti i lavoratori che non sono coperti dagli ammortizzatori sociali e dagli attuali bonus introdotti per far fronte all’emergenza Coronavirus. I beneficiari quindi sono: lavoratori precari: lavoratori a chiamata; lavoratori irregolari; disoccupati con Naspi e Dis-coll scadute; lavoratori intermittenti.
Forse ci sarà la proroga
Intanto si parla di una possibile proroga del Reddito di emergenza, che potrebbe arrivare con l’approvazione del decreto Ristori 5  entro il corrente mese di gennaio. Il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo si è detta ottimista in proposito: “Metteremo altre risorse sul Reddito di cittadinanza, tra 800 milioni e 1 miliardo. Le domande sono salite del 25% con la pandemia”.
Quanto al Reddito di emergenza, è “stato richiesto da 700mila persone per 4 mensilità, se occorre lo ripristineremo”.

 

Inps
BILANCIO REDDITO DI CITTADINANZA A INIZIO D’ANNO
Il Reddito e la Pensione di cittadinanza stanno sostenendo 2,9 milioni di persone, o 1,25 milioni di nuclei familiari, che percepiscono un assegno medio di 528 euro mensili. E’ quanto rileva l’Osservatorio Reddito e Pensione di Cittadinanza dell‘Inps, rilevando una crescita del 3,3% dei beneficiari del sostegno.
Il 61% dei nuclei percettori con il 65% delle persone coinvolte – 764.697 nuclei, 1.871.651 persone – risiede al Sud e nelle Isole e percepisce un assegno superiore del 7% alla media nazionale, mentre per i nuclei residenti al Centro (194.127 nuclei, 402.665 persone) e al Nord (290.985 nuclei, 583.930 persone) l’importo risulta inferiore dell’8% e del 14% sulla stessa media.
A livello nazionale, la media dell’importo erogato per RdC è di 573 euro e per la pensione di cittadinanza è di 253 euro. Nel 34% dei nuclei beneficiari è presente almeno un minore, con un importo medio mensile di 647 euro, mentre nel 17% dei nuclei è presente almeno un disabile e l’importo medio percepito è di 518 euro; soltanto il 15% dei nuclei percepisce un importo medio superiore a 800 euro mensili.
L’Ente previdenziale ha fornito un aggiornamento anche sul Reddito di emergenza, istituito dal Decreto Rilancio, che conta 292 mila nuclei familiari che hanno percepito almeno una mensilità sulle due complessive previste. Le persone coinvolte sono 702 mila e l’importo medio mensile è pari a 599 euro. Sono invece 254 mila i nuclei beneficiari del Reddito di Emergenza istituito dal Decreto Agosto, con 581mila persone interessate e un importo medio pari a 550 euro.
Il Decreto Agosto – ricorda l’Inps – prevedeva inizialmente l’erogazione di una sola mensilità, poi il Decreto Ristori ha aggiunto atre due mensilità “a domanda”, quella di novembre e quella di dicembre, per coloro che non hanno mai usufruito del Rem.

 

Cig Covid
SOSPESO OBBLIGO ASSUNZIONE DISABILI
Stop all’obbligo di assunzione dei disabili e delle categorie protette in caso di ricorso alla cassa integrazione con causale Covid-19. Lo ha recentemente reso noto il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nella circolare n. 19/2020.
La sospensione è applicabile per tutta la durata dell’integrazione salariale, in proporzione all’attività lavorativa effettivamente sospesa e al numero delle ore integrate o alla quantità di orario ridotto.
Una volta terminata la situazione di crisi assistita dagli strumenti di cassa integrazione dovuti all’emergenza, il datore di lavoro avrà nuovamente l’obbligo di presentare la richiesta di avviamento ai servizi di collocamento mirato territorialmente competente.
Sospensione dagli obblighi
La sospensione dagli obblighi di assunzione di lavoratori con disabilità è originariamente stata riconosciuta in favore delle imprese che si trovano in situazioni di crisi aziendale, ristrutturazione, riorganizzazione, riconversione e procedure concorsuali che determinano il ricorso alla Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs). Col tempo l’applicazione della sospensione è stata inoltre riconosciuta nei casi di ricorso al fondo di solidarietà del settore del credito e del credito cooperativo, di imprese che assumono percettori di sostegno al reddito, che ricorrono al trattamento di integrazione salariale in deroga (Cigd), che ricorrono al contratto di solidarietà e nelle ipotesi di accordi e procedure di incentivo all’esodo.
Precisazioni del Ministero del Lavoro
Il Ministero del Lavoro informa che in questo momento di emergenza Covid e crisi economica, il ricorso alla procedura di sospensione nelle ipotesi di Cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo) e Cassa integrazione in deroga risulta opportuna per le aziende in Cigo che non fossero nelle condizioni di adempiere all’obbligo.
L’obbligo è sospeso per tutta la durata degli interventi di integrazione salariale per emergenza Covid-19, in proporzione all’attività lavorativa effettivamente sospesa e al numero delle ore integrate per il singolo ambito provinciale sul quale insiste l’unità produttiva interessata in caso di Cig straordinaria e in deroga o alla quantità di orario ridotto in proporzione. L’obbligo a carico del datore di lavoro di trasmettere la richiesta di avviamento ai servizi per collocamento mirato territorialmente competenti, si ritiene ripristinato al venir meno della situazione di crisi assistita dagli strumenti integrativi dettati per l’emergenza Covid-19.
Una volta conclusa la fase di crisi assistita dagli strumenti di cassa integrazione dovuti all’emergenza, il datore di lavoro avrà nuovamente l’obbligo di inoltrare la richiesta di avviamento ai servizi di collocamento mirato territorialmente competente.

 

Cessione del quinto pensione
RIDETERMINATI GLI ONERI 2021
Con il messaggio del 14 gennaio scorso, n. 131 l’Inps ha comunicato che, per l’annualità 2021, sono stati rideterminati gli oneri a ristoro del servizio reso dall’Istituto nei confronti degli intermediari finanziari che hanno, o non hanno, sottoscritto la Convenzione di concessione di finanziamenti a pensionati Inps da estinguersi dietro cessione fino a un quinto della pensione.
I parametri della rideterminazione dei costi per l’estrazione del rateo pensionistico e di gestione annua saranno applicati in automatico a ciascuna cessione con data contratto dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021 e trattenuti mediante compensazione sui flussi di versamento mensili in favore delle società cessionarie.

 

Carlo Pareto

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