mercoledì, 27 Ottobre, 2021

Referendum: Renzi, non sono adatto per galleggiare

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“Vince il sì, così la smettiamo di parlare di cosa faccio. Mettiamola così: io ho 42 anni, considero un privilegio aver servito il paese per due anni, se devo stare in Parlamento a vivacchiare, a galleggiare non sono adatto, posso farlo solo se posso cambiare il paese”.

Matteo Renzi, a Radio Montecarlo, risponde così su che cosa succederà se vincesse il No al referendum.  “Quello che succede – spiega – lo vedremo il 5, io voglio dire a quelli a cui sto sulle scatole che non è un voto sulla mia simpatia o antipatia ma sul paese. Chi vota no per antipatia rifletta, il voto non è un dispetto a me”. Renzi parlando dell’ipotesi spacchettamento dei quesiti ha detto “la costituzione e le leggi ce lo impediscono ma noi avremmo avuto tutto l’interesse a spacchettare, più vai sul quesito, più la gente è favorevole”. Altro teme la legge elettorale e le possibili modifiche. “Si, accetto modifiche. Sono d’accordo – ha detto – ma la legge elettorale non c’entra con la riforma”.

E sul referendum aggiunge: “Il voto antisistema è un dato di fatto ma al referendum chi è l’antisistema? Chi difende i rimborsi dei consiglieri, i super stupendi dei senatori, i professoroni che con una superpensione criticano la riforma o un gruppo di persone che provano a cambiare il paese. Io non rappresento il sistema con mio governo, lo sono quelli che per 30 anni potevano cambiare e se ne sono allegramente disinteressati e ora sono tornati più per tornare al potere che per altro”. “Se vince il sì ci sono meno posti della politica e la politica si semplifica, se vince il No per la politica resteranno l’instabilità, gli inciuci, gli accordicchi”. “Serve che vi muoviate voi adesso – ha detto ancora -.  Il rischio di un voto anti sistema ormai c’è, avete visto negli Usa, abbiamo visto anche con la Brexit”. “Oggi per il no c’è tanta gente normale che o non ha capito, o non è d’accordo con noi, o ha paura di fidarsi del futuro – ha aggiunto -. Noi dobbiamo fare un lavoro porta a porta, casa per casa”. “Se guardiamo i leader che sono per il no l’establishment sta tutto lì. Guidano il fronte del no gli stessi che per venti anni hanno promesso le riforme ma non le hanno fatte e vorrebbero adesso bloccare noi – ha concluso -. Noi dobbiamo  essere capaci di andare nel merito ma prendere atto che tante preoccupazioni ci sono”.

E rivolgendosi agli astensioni ha detto: “Gli astensionisti pentiti li vediamo ora in piazza dopo la vittoria di Trump e prima li abbiamo visti in piazza per la vittoria della Brexit. Devono sapere che ora o mai piu'”.

Redazione Avanti!

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