sabato, 31 Luglio, 2021

ATTO SENZA PRECEDENTI

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“Accorpare il voto di elezioni regionali e amministrative, ad un voto costituzionale, quello del referendum sul taglio dei parlamentari, è un atto senza precedenti, incostituzionale, che potrebbe alterare i risultati di entrambe le consultazioni”. Così in una nota il segretario del Psi, Enzo Maraio. “È una questione che sta assumendo sempre di più l’aspetto di una macchinazione machiavellica che rischia tanto di condizionare sia la campagna elettorale, già di per se straordinaria nelle modalità a causa dell’emergenza coronavirus, quanto di stravolgere gli esiti elettorali”. Il segretario del Psi interviene nel dibattito dell’accorpamento delle elezioni comunali, regionali e suppletive con il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari nel giorno in cui il Governo si appresta a chiedere la fiducia.

 

Sale la tensione e il clima si surriscalda: Il leghista Roberto Calderoli aveva chiesto il voto per non avviare  subito l’esame dell’articolato del decreto. E  con alzata di mano  era stato approvato il rinvio. Ma  la controprova, con voto elettronico, ha dato esito opposto: bocciata la richiesta di Calderoli per 2 soli voti (favorevoli 102, contrari 104).  Da qui la bagarre in Aula. Diversi senatori di opposizione hanno attaccato chiedendo la verifica delle votazioni. E la presidente di Palazzo Madama ha quindi deciso di sospendere la seduta per verificare l’accaduto. Da Forza Italia è arrivata anche la richiesta di monitorare le immagini del circuito chiuso per controllare chi fosse effettivamente presente al momento del primo voto.

La vicecapogruppo di Forza Itallia, Licia Ronzulli, ha chiesto di verificare con le telecamere a circuito chiuso se chi ha votato nella controprova era presente nelle postazioni nelle tribune dell’Aula del Senato anche quando si è votato per alzata di mano.

“Siccome uno dei miei compiti è quello di garantire la buona amministrazione di questo Senato e cioè un Senato che non deve avere nè ombre nè sospeti, sospendo la seduta in vista della verifica della chiusura delle porte nelle tribune”, ha detto Casellati.

La verifica ha evidenziato l’assenza di irregolarità. Dopo due ore di sospensione, il presidente Casellati ha letto in Aula la relazione che ha decretato che nessun senatore è entrato nell’emiciclo e nelle postazioni delle tribune dopo la chiusura delle porte. Confermato quindi il no alla proposta Calderoli anche se per soli due  voti.

 

Nel merito del provvedimento, per il Partito socialista è intervento in Aula il senatore Riccardo Nencini che ha sottolineato come l’accorpamento tra referendum ed elezioni, è come mettere insieme fattori di diversa natura. Una contraddizione dal punto di vista  normativo. “Le consultazioni di cui stiamo parlando – ha detto Nencini – rispondono a criteri, motivazioni e ragioni normative diverse. Ne cito una: nel referendum l’astensione è considerata una modalità di espressione della volontà del singolo cittadino ma non è così nell’elezione. È vero che è stata depennata una forma di censura risalente all’immediato dopoguerra ma è altrettanto vero che il voto mancato viene annoverato nella categoria di un disvalore etico e morale. Il referendum non risponde a questo criterio, anzi lo ribalta, lo rovescia. Quindi mettere assieme due fattori di questa natura è dal punto di vista normativo decisamente contraddittorio”.

 

Il video dell’intervento di Riccardo Nencini 

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