lunedì, 12 Aprile, 2021

REGIONI IN ORDINE SPARSO

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Il ritorno a scuola dopo le vacanza natalizie si avvicina e in mancanza di chiarezza da parte del Ministero dell’Istruzione le Regioni fanno per conto proprio. In Veneto e Friuli Venezia Giulia scuole superiori a casa fino al 31 gennaio. In Campania si tornerà in classe lunedì 11 gennaio, mentre in Liguria di certo la scuola non riaprirà il 7. Insomma, il Governo, indeciso sulla via da seguire sta perdendo il controllo della situazione stretto tra chi insiste sulla via della prudenza e chi invece spinge per un ritorno alla didattica in presenza subito dopo la fine delle vacanze. Quello che maggiormente preoccupa sono i trasporti che in questi mesi non sono stati adeguatamente potenziati.

 

Una qualsiasi forma di rinvio è vista come fumo negli occhi dai 5 Stelle e dal ministro dell’Istruzione Azzolina. “Lo scorso 23 dicembre sono stati presi degli accordi tra il governo e le regioni, messi nero su bianco, che devono essere rispettati” affermano gli esponenti del MoVimento 5 Stelle in commissione Istruzione al Senato. “A maggior ragione – ragionano i senatori M5S – per il fatto che i dati dell’Istituto Superiore di Sanità ci dicono che frequentare gli ambienti scolastici non rappresenta un amplificatore dei contagi, e che se si seguono regole rigorose come da mesi la comunità scolastica sta facendo, la riapertura non solo è possibile ma è doverosa”.

 

“Zaia alza le mani sul trasporto locale e firma l’ordinanza che sospende la ripresa delle lezioni, è immaginabile che tutte le altre Regioni leghiste seguiranno il pessimo esempio del Veneto”. Lo affermano in una nota congiunta Enzo Maraio, Segretario nazionale PSI, e Luca Fantò, Referente nazionale PSI
scuola, università e ricerca.

“Se qualcuno aveva bisogno dell’ulteriore dimostrazione del caos che genererebbe l’autonomia regionale, specie nel campo dell’Istruzione pubblica, ora dovrebbe averne a sufficienza. E’ evidente come sia necessario che il Governo debba riprendere in mano la situazione. Di certo il Ministero dell’Istruzione, più volte smentito nelle sue dichiarazioni, sta dimostrando la propria debolezza e su questo il Governo dovrebbe aprire una riflessione. Noi socialisti crediamo necessario che si riprenda in mano il titolo V della Costituzione per dare forma certa ai rapporti tra Stato e Regioni”.

 

Preoccupazione per una imminente riapertura in presenza arrivano dal segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri. “La Uil – afferma in una nota – considera sbagliata la riapertura delle scuole a partire dal prossimo 7 gennaio. I dati epidemiologici ancora fortemente preoccupanti e le imminenti decisioni del Governo, che sembrano volte a proseguire nella linea delle restrizioni anti Covid, richiedono, a nostro avviso, scelte coerenti anche sul fronte delle scuole”. Per la Uil “non esistono ancora, dunque, le complessive condizioni organizzative per riavviare in sicurezza la didattica in presenza. Una valutazione, questa, che esprimiamo anche alla luce del parere di una buona parte della comunità scientifica e delle considerazioni espresse da alcuni Governatori. Nessuno nega il valore e la necessità della ripresa dell’attività scolastica, ma non vorremmo che, ora, prevalesse una posizione ideologica rispetto alla prioritaria salvaguardia della vita e della salute degli studenti, delle loro famiglie e di tutti i lavoratori coinvolti”.

 

La Cgil parla di una riapertura delle scuole che deve essere in presenza e in sicurezza. “La salute del personale e degli studenti deve essere tutelata. Chiediamo l’immediata convocazione di un tavolo nazionale per monitorare la situazione e valutare i provvedimenti necessari”. È quanto si legge in una nota congiunta di Cgil nazionale e Flc Cgil.

“Ad oggi un provvedimento del Governo prevede la riapertura delle scuole il 7 Gennaio 2021, con gli alunni della scuola secondaria al 50%. Da sempre chiediamo la riapertura in presenza, con le necessarie tutele in materia di salute e sicurezza”. “Attualmente – prosegue la nota – siamo di fronte a contesti e realtà fortemente differenziate, non solo tra territorio e territorio, ma anche tra scuola e scuola, ecco perché sono necessari monitoraggi e strumenti flessibili finalizzati a fornire le giuste risposte alla varietà delle situazioni, valorizzando l’autonomia delle istituzioni scolastiche e fornendo le risorse necessarie”.

Cgil e Flc denunciano che “il Governo è in ritardo su tutta una serie di provvedimenti che chiediamo da mesi, e se ne deve assumere la responsabilità”.  Nel comunicato congiunto si ricorda che “Flc e Cgil in una lettera del 2 dicembre scorso avevano sollecitato i Ministri dell’Istruzione e della Sanità a dare risposte tempestive e soddisfacenti su queste ed altre tematiche, ma ancora una volta scontiamo ritardi, carenze e disomogeneità di intervento. Per questo – ribadiscono – chiediamo la convocazione immediata di un Tavolo Nazionale, prima del 7 Gennaio, che permetta l’individuazione delle problematiche di sistema e metta in condizioni i territori e le scuole di dare le risposte più adeguate, anche in termini di tempistica, ai fini della necessaria riapertura. La scuola – concludono – potrà riaprire solo se le condizioni di sicurezza saranno garantite”.

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