domenica, 28 Novembre, 2021

Retata di neofascisti. ‘Preparavano attentati’

0

L'Aquila-arrestati-neofascistiStavolta i neofascisti alzeranno entrambe le braccia. Stamane i Ros di Roma, coordinati dalla procura dell’Aquila, hanno arrestato 14 persone che si richiamavano agli ideali del disciolto movimento neofascista «Ordine Nuovo» e che progettavano azioni violente contro obiettivi istituzionali.

I neofascisti sono accusati di reati di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico ed associazione finalizzata all’incitamento, alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, tutto questo utilizzando i social network come “strumenti di propaganda eversiva”. I carabinieri hanno anche documentato i ripetuti tentativi degli indagati di reperire armi, tramite una rapina già pianificata o mediante approvvigionamenti all’estero. Gli inquirenti nell’operazione denominata “Aquila nera” hanno scoperto un piano eversivo “studiato a tavolino”. Il piano degli indagati nell’ambito dell’operazione dei Ros che ha portato agli arresti disposti del gip dell’Aquila era “basato su un doppio binario”: “da un lato atti destabilizzanti da compiersi su tutto il territorio nazionale e dall’altro un’opera di capillare intromissione nei posti di potere, tramite regolari elezioni popolari con la presentazione di un loro ‘nuovo’ partito”. L’operazione è partita dall’Aquila in quanto al vertice del gruppo “Avanguardia ordinovista” Stefano Manni, 48 anni, residente a Montesilvano (Pescara).
Tra i bersagli di Manni e del suo gruppo anche l’ex segretario del PSI, Ottaaviano Del Turco, già presidente della Regione Abruzzo, coma l’altro ‘obiettivo’ Gianni Chiodi. Entrambi sarebbero finiti nel mirino del gruppo terrorista perché senza scorta.I loro nomi sono citati in alcune intercettazioni telefoniche in cui si progettavano gli attentati. Oltre Del Turco e Chiodi, anche la senatrice Stefania Pezzopane, anche lei abruzzese e anche lei vista come un bersaglio facile perché senza scorta. Gli attentati fortunatamente non sono mai avvenuti, ma almeno a Chiodi nei mesi scorsi è stata assegnata una scorta H24 perché evidentemente le minacce venivano ritenute più attendibili.

Il gruppo di eversivi aveva un luogo di ‘venerazione’ posizionato in una località della costa abruzzese, ma non è stato svelato il nome della località. Il Segretario Regionale PSI Massimo Carugno, ha così commentato gli arresti partiti dall’Abruzzo: “La retata è stata per me una sorpresa, non ci aspettavamo che l’Abruzzo potesse ospitare queste cellule neofasciste e mi auguro che quello di Manni sia un caso isolato”.

Le perquisizioni infatti riguardano tutta la penisola, le indagini partono da ipotesi di reato in Abruzzo e poi nella loro evoluzione coinvolgono altre regioni tra cui Lombardia, Piemonte Lazio e Campania. A quanto si è appreso le perquisizioni sarebbe almeno 50. I carabinieri hanno arrestato anche un militante a Milano dove hanno eseguito alcune perquisizioni. Proprio Milano che in questi giorni è stata teatro di scontri e proteste a causa della riunione di estrema destra europea che si doveva tenere in un palazzo della Provincia in via Corridoni, a Milano. I partecipanti all’evento, organizzato da Forza Nuova, “Europa, una grande e libera”, per creare una rete di coordinamento tra le formazioni di estrema destra del Vecchio Continente, erano i greci di Alba Dorata, gli inglesi del British National party, gli spagnoli di Democracia Nacional, gli esponenti del Ndp, il partito Nazionaldemocratico tedesco. Dopo le proteste anche da parte del primo cittadino, Giuliano Pisapia, la riunione è stata spostata in un hotel. Ma è avvenuto comunque a Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, anche se non più in un luogo istituzionale ma nella sala conferenze del Milton hotel di viale Janner, alla periferia della città.

Il problema del neofascismo, però, resta soprattutto per la sua “presenza in politica”, denunciata già in precedenza nelle interrogazioni parlamentari dai deputati Franco Bordo, Sel, ed Emanuele Fiano, Pd. I deputati hanno denunciato l’ammissione alle Amministrative, dello scorso anno, nel comune di Alagna Amellina (Pavia) di due liste chiaramente ispirate  a riferimenti politici di natura fascista: Movimento Fascismo e Libertà, dal contrassegno costituito dal fascio littorio al centro, e Msab-Mlns, Nationalsozialistische arbeit bewegung – Movimento nazional socialista dei lavoratori.  Proprio riguardo a questi riferimenti oggi viene alla luce che Katia De Ritits infatti, una delle indagate, è un importantissimo punto di riferimento di Manni. De Ritis è vice segretario del partito politico “Fascismo e Libertà – Socialismo Nazionale”, ed è stata eletta consigliere comunale d’opposizione nelle ultime consultazioni amministrative nel comune di Poggiofiorito, in provincia di Chieti.

Per Manni lei ha rappresentato il contatto con i militanti dell’organizzazione semiclandestina di estrema destra “Militia”già finita sotto processo per ricostituzione del partito fascista.

Maria Teresa Olivieri

PS: Ecco alcuni brani delle intercettazioni che hanno portato all’arresto del gruppo di neofascisti.

L’intercettazione dei ROS registra le voci di Luigi Di Menno Di Bucchianico, 47 anni di Lanciano (finito ai domiciliari) e Stefano Manni, l’ex carabiniere ritenuto il dominus dell’associazione.

DI MENNO DI BUCCHIANICO: allora perché non colpire la Fornero
MANNI: perché non ci arrivi (…) lascia perdere, non ci arrivi a meno che
DI MENNO DI BUCCHIANICO: ma non ci arriviamo lì, tu acchiappa la Regione Abruzzo, acchiappa sti porci che hanno fatto chiudere gli ospedali perché si sono mangiati i soldi, prendiamo Del Turco, andiamolo a trovare là sotto e domani lo facciamo trovare impiccato, questi sono senza scorta, al governo, quando si sveglia Renzi e gli portano… ‘porca puttana Presidente legga qui hanno fatto fuori 20 consiglieri, 10 presidenti delle regioni’, però tu hai colpito lo Stato non hai colpito il cittadino
MANNI: tu domani vai da Renzi e gli dici guarda che ha fatto Stefano Manni, ha ammazzato Chiodi, ha ammazzato quello che ora è il presidente della Regione
DI MENNO DI BUCCHIANICO: io lo aprirei in 4 Chiodi (…)
Chiodi nei mesi scorsi venne messo realmente sotto scorta (ad aprile 2013 mentre queste intercettazioni sono dell’estate del 2014) proprio perché venne segnalata dalla procura di Torino una minaccia nei suoi confronti.
I due continuano a pensare a come agire.
MANNI: Renzi sai che fa? gira la ruota
DI MENNO DI BUCCHIANICO: come fa ad andare in giro in Europa a parlare quando gli stanno facendo fuori tutta la politica Regionale e Provinciale, come cazzo ti presenti in giro, vai in giro, hai il coraggio di andare in giro per il mondo a fare che
MANNI: ma oggi il tuo problema qual è? (si accavallano le voci) è il Governatore della Regione Abruzzo?
DI MENNO DI BUCCHIANICO: no, sono i politici, è la casta dei politici, il cittadino che è costretto per un gioco forza di sopravvivenza a stare in questo meccanismo io lo voglio liberare, non lo voglio far fuori, se faccio così il porco là sa quanto ci rimette (…) a me interessa colpire il politico è lui il problema (…) pianifichiamo di mettere in ginocchio i politici Stefano, in ginocchio, poi quello che hai detto tu lo facciamo veramente (…) ho delle belle lame che si sono stancate di tagliare solo il prosciutto
MANNI:in ginocchio il politico ce lo metti solo se gli chiudi la fonte dei voti
DI MENNO DI BUCCHIANICO: c’hanno inculato con la storia dei voti ora non conta più un cazzo
MANNI: tu Luigi tu Luigi vali solo se mi pori 1000 voti perché se me ne porti 600 non vali più
DI MENNO DI BUCCHIANICO: io ho fatto il galoppino per il vice di Biase per Pace per Nazario Pagano

Molto pericolosa appare anche Katia De Ritis, consigliera comunale di Poggiofiorito, vicesegretario nazionale Sud Italia del Mfl-Psn (Movimento fascismo e libertà-Partito socialista nazionale) nota alle cronache perché venne esclusa dalle elezioni di Fallo nella tornata elettorale del 2013 per aver proposto un simbolo fascista per la sua lista. L’anno prima lo stesso ‘incidente’ l’aveva tenuta fuori dalle elezioni di Montelapiano. Lunedì mattina De Ritis è stata arrestata e nelle intercettazioni la sua posizione è abbastanza chiara. Lei suggerisce di puntare a dieci politici in un colpo solo.

DE RITIS: (…) noi quello che dobbiamo fare è accendere una miccia, una volta accesa la miccia il resto viene da solo quindi è giusto quello che tu dici però noi non abbiamo le forze adesso di poter colpire, perché se tu adesso vai a colpire una casa di accoglienza a Lanciano ne parlano ma (…) tra 10 giorni non se ne parlerà più
MANNI: perfetto
DE RITIS: però se tu ammazzi 10-11 politici in un giorno e la cosa farà scalpore tutti d’accordo, la miccia è accesa e ricordati che ci sono pure le 100 persone dietro e allora in quel caso forse si incomincerà a mettere le bombe di qua le bombe di là, è un altro discorso, mi capisci cosa voglio dire
MANNI: perfetto tu fai una questione di accendere la miccia
DE RITIS: la miccia questo è il punto, è normale perché tu quello che dici
MANNI: colpire Stefania Pezzopane (ex Presidente della Provincia, Senatore della Repubblica Italiana ndr) è un gioco da ragazzi e tu che effetto pensi che faccia
DE RITIS: ma se tu colpisci la Pezzopane, Vendola, Chiodi, quello dell’UDC allora se tu colpisci non solo la Pezzopane ma 10 – 11 politici, Renzi …. solo la miccia dobbiamo accendere (…) noi dobbiamo agire adesso dobbiamo agire …Luigi tu che hai fatto il militare, conosci le montagne fai un piano di attacco sui politici a stilare un elenco di quelli più facili da …e più o meno le persone che…cioè le persone che servono stiamo qua
DI MENNO DI BUCCHIANICO: posso preparare un elenco su quelli che ritengo i probabili…i papabili come si dice
DE RITIS: si, capito , per noi, l’importante è che diamo questo segnale, in modo che ci ritroviamo qua tra qualche giorno
DI MENNO DI BUCCHIANICO: si ma non è un gioco
DE RITIS: lo so, non pensare che non abbia mai sparato
DI MENNO DI BUCCHIANICO: si, noi non finiamo in galera, non finiamo in galera

Tra gli obiettivi del gruppo non ci sono comunque soltanto esponenti politici ma anche extracomunitari. Si vuole entrare in azione a Pescara e colpire ‘nel mucchio’, a casaccio.

MANNI : le alternative sarebbero anche colpire dove si aggregano, dove uno sa che.. in un palazzo ce ne sono 5-600 e qui a Pescara ad esempio c’è ne sono 3 o 4 di obiettivi così (…) perchè secondo me basta dare 4 o 5 segnali di quelli potenti e chi sta facendo di tutto per farli arrivare inizierà a pensarci su..
TIZIANA: e si perchè finchè siamo tutti qua ad aspettare che arrivino a salutarli con la manina e con la banda eee che scendono dalle navi (…) secondo me dobbiamo davvero (…) questi stanno veramente a macchia d’olio arrivando e fanno quel cazzo che vogliono, decidono, fanno, disfano, spaccano, violentano.. o ragazzi!!
MANNI: si ma siccome sono bestie, bestie tra l’altro malate (…) quando.. quando il politico perde il controllo della situazione anche fosse per episodi isolati inizia poi la destabilizzazione quindi se noi riusciamo a dare 4 – 5 segnali importanti..

MANNI: «Una volta che hai cIò che ti serve è molto facile ad esempio a Pescara davanti alla stazione centrale e tutti i giorni c’è un mercato esclusivamente loro e uno va li alle 7:30 gira per le bancarelle, si misura qualche maglione, lascia la borsa e se ne va…. e poi che Dio li abbia in gloria, chiaramente uno ci va travisato, ci va come ci deve andare e poi vi spiego come, quello ve lo spiego io, quello è l’ultimo dei pensieri e dei problemi però è di facilissima attuazione».

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply