domenica, 26 Settembre, 2021

Il Riformismo oggi

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Rispetto, doveri, merito, diritti, equità, responsabilità, libertà, decisione, coraggio, visione.

“Movimento e metodo d’azione politica che, ripudiando sia i sistemi rivoluzionari, sia il conservatorismo, riconosce la possibilità di modificare l’ordinamento politico, economico e sociale esistente solo attraverso l’attuazione di organiche, ma graduali riforme”.
Questa è la definizione chiara e precisa che da di RIFORMISMO l’Enciclopedia Treccani.
Oggi di esigenza di una politica riformista si parla ovunque. In Italia come in Europa e nel mondo intero. Tutte le democrazie occidentali, chi più e chi meno, in quest’inizio di XXI secolo, abbisognano di riforme strutturali e culturali improrogabili, soprattutto per rimediare ai disequilibri sociali e naturali provocati da decenni di conduzione della res publica non sempre responsabile, equa e lungimirante. Di Riformismo si riempiono la bocca molti esponenti del proscenio politico, parecchi anche in maniera strumentale e, mi sia concesso, spesso a casaccio.
Ma il vero RIFORMISMO richiede COMPETENZA, RESPONSABILITÀ, RISPETTO, VISIONE, CORAGGIO, DETERMINAZIONE.
Fare politica e pubblica amministrazione richiede conoscenza dei problemi e delle possibili terapie da adottare, rispetto nell’ascolto delle varie ipotesi di loro soluzione, determinazione nel prendere le conseguenti necessarie decisioni, coraggio nel difenderle. Tutto questo porta a costruire credibilità, fattore indispensabile per dare risposte eque e veloci in ogni ambito. Non ci si inventa tutto questo in una notte, o gridando nelle piazze, o inveendo gratuitamente contro tutti e tutto. Ci vuole tempo, bisogna fare esperienza, anche attraverso gli errori, per arrivare a riconoscere il MERITO e l’affidabilità di una persona, di uno o più leader. Il RIFORMISMO ha bisogno certamente in ogni situazione di persone capaci, riconosciute dai più come tali e quindi investite di una delega importante e, talvolta, decisiva per una comunità, piccola o grande che sia. Fare il Sindaco o il Presidente di una Regione o di un Governo non è cosa per tutte o per tutti. La conoscenza, il merito, le capacità vanno “costruite” nel tempo con disponibilità, rispetto e umiltà. Non siamo tutte o tutti eguali, per fortuna. L’ideologia del “6 politico”, del “tutti promossi”, ha fatto danni, culturali e materiali in Italia e nel mondo. Il riconoscimento del MERITO individuale, sempre e ovunque, è l’unico strumento per garantire la LIBERTÀ individuale e collettiva, oltre che essere l’unica modalità per garantire a tutte e a tutti il giusto ascensore sociale, salvaguardando comunque il benessere di tutti. La mia libertà finisce dove inizia quella di un altro. Il mio merito è riconosciuto liberamente e oggettivamente se sono assicurate la libertà, il rispetto e l’uguaglianza.
Il RIFORMISMO riconosce e difende i DIRITTI universali di tutte e di tutti, sempre e ovunque, ma nel contempo pone con decisione e severità il tema dei DOVERI ad ogni essere umano. Doveri civili, morali, culturali, contrattuali che dir si voglia, ma sempre precisi inderogabili DOVERI. Questo in ogni ambito della nostra vita, sin da bambini e fino all’età matura. Senza osservanza condivisa dei doveri non può essere assicurato con forza alcun diritto.
Il RIFORMISMO, nel suo lungo ma incessante percorso storico, politico, economico e sociale, è condito da questi fondamentali VALORI. Il sacrosanto universale diritto al LAVORO, fonte di dignità e di libertà per ognuno di noi, non può scindersi dal DOVERE di essere lavoratori capaci, leali, generosi, innovativi, collaborativi, rispettosi.
Le progressive conquiste del RIFORMISMO si fondano anche sul garantire a tutte e a tutti il DIRITTO all’ISTRUZIONE e alla SALUTE. Dove la salute è quella delle persone, come pure quella del mondo animale e di tutto l’ambiente che ci circonda. Nessuno è padrone di nessuno, agiamo tutte e tutti inter pares, con RESPONSABILITÀ e con VISIONE. Ovvero con l’abilità e la capacità di dare risposte.
Il discorso con cui qualche mese fa Ursula von der Leyen si è insediata sulla prestigiosa poltrona di Presidente della Commissione Europea, ha segnato per me un punto “RIFORMISTA” di non ritorno. Lo ha pronunciato una donna, una madre, certamente capace. Credo che questo fatto non sia casuale. Ritengo che il RIFORMISMO, abile pure nel trovare i giusti accordi nella sostenibilità dei processi, sia politici che economico – sociali, sia la strada giusta. Anche nella nostra amata Italia il Presidente del Governo Mario Draghi lo sta dimostrando. Con senso di responsabilità, pazienza, rispetto e credibilità le necessarie riforme, alcune attese da decenni, si stanno attuando. Non è cosa da poco, anzi. Noi e soprattutto i nostri giovani hanno bisogno di rinnovata FIDUCIA, di stimolare il loro CORAGGIO. Ne va e ne andrà del loro futuro e della loro serenità di degni e rispettabili cittadini. Alla Politica, ma quella vera, spetta l’ardua ma improrogabile risposta.

 

Paolo Farinati

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