mercoledì, 16 Giugno, 2021

Risorgi, Italia, dei doveri della Repubblica

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Crediamo che l’ascolto sia il primo dovere per chi fa politica, cui segue quello di ricercare soluzioni ai problemi di una comunità componendo, non contrapponendo, esigenze diverse. Per questo abbiamo fatto nostro l’appello a Draghi dei docenti del Liceo Da Vinci, un grido di dolore per le conseguenze della lunga chiusura delle scuole a cui ha fatto seguito l’utilizzo della DaD, un’istruzione virtuale non sostitutiva di quella in presenza. Stesso disagio espresso dal personale dei supermercati della nostra città alle porte di Bologna per un servizio svolto con pericoli simili a quelli dei sanitari ma non compreso nella narrazione ufficiale.
Siamonel15°mesedipandemiaediprivazionedellelibertà, tantelecontraddizioniemerse, sia nei comportamenti che nelle misure predisposte dove si è scambiata, spesso, la rigidità per il rigore: l’anno scorso i ristoranti erano aperti purché fossero allestiti divisori fisici fra i tavoli, adesso si riapre ma solo nei dehors, senza tener conto delle differenze climatiche del Paese. Lo stesso per i mercati all’aperto, più sicuri di quelli al chiuso ma aperti solo adesso. Poi il coprifuoco: un conto è impedire la movida, un altro considerare, in arrivo della bella stagione, insuperabile il limite delle 22 che l’anno scorso non c’era, cosa che porta la gente ad incontrarsi in altri luoghi senza contare che la chiusura degli spazi d’intrattenimento e cultura ha comportato danni sia agli operatori che al sistema delle relazioni umane regredendole al buio della paura e del sospetto, non di solidarietà e aiuto verso il prossimo.
Rigore non è chiudersi in casa, non vedere più nessuno alzando inutili muri in una illusoria speranza di sicurezza che ignora i danni fisici e psicologici di un’assenza di relazioni, di amicizie, di interessi: è seguire poche ma chiare regole che vanno spiegate e fatte rispettare, anche a questo serve il personale dedicato alla sicurezza intesa come servizio rivolto ad un bene comune, quello della salute, vedendola però nella sua integrità. Dopo tante parole e sacrifici per un ritorno a più libertà sempre rinviato lo Stato, non il mercato, governino il processo di rinascita dando fiducia e chiedendola, ai cittadini e, soprattutto dando l’esempio.
Per noi, che assegniamo un grande valore alla Costituzione repubblicana ed ai suoi principi pare paradossale citare come esempio la decisione dello Stato Vaticano, monarchia assoluta elettiva, di erogare un contributo di solidarietà coatta prelevato dai Cardinali e da tutto il personale .per sovvenire agli effetti della crisi prodotta dalla pandemia. E’ quello che dovrebbe fare anche il nostro Parlamento in favore del popolo italiano impoverito e stremato da 15 mesi di pandemia perché la Repubblica si ricordi dei suoi doveri verso di esso. Per noi il modo di ricordare il 150° del Patto di Fratellanza da cui sorsero le società operaie di mutuo soccorso per promuovere l’emancipazione di uomini, donne, adolescenti. Per tutti per un new deal italiano per far risorgere il nostro Paese nel segno di un’Italia più giusta e migliore, dunque sociale.

 

p.PSI Sezioni Unite Colli bolognesi

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