lunedì, 17 Maggio, 2021

Giuliano e Scalzini: “Le fake news su Bettino Craxi”

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Poco tempo fa è uscito il libro di Roberto Giuliano e Nicola Scalzini “Le fake news su Bettino Craxi”, pubblicato da Solfanelli con la prefazione di Stefano Parisi e l’introduzione di Renato Brunetta. Le foto sono state fornite dalla Fondazione Craxi.
Nella prefazione Stefano Parisi sintetizza bene l’opera a quattro mani: “Un lavoro che racconta la verità sugli anni di Bettino Craxi e sull’Italia della fine del secolo scorso è un importante contributo, non solo al riscatto della sua figura, ma soprattutto alla coraggiosa ricerca delle radici dei nostri mali. Questo libro è un ulteriore importante mattone portato alla costruzione dell’edificio della democrazia liberale, indispensabile per porre le basi per ricostruire il nostro Paese”.

Nell’introduzione, Renato Brunetta, con chiara sintesi, afferma: “…il testo è intelligente, ben scritto, pieno di interessanti spunti di riflessione e di approfondimento, puntuale nelle ricostruzioni storiche dei fatti”.

Le affermazioni di Renato Brunetta e Stefano Parisi, da sole, danno l’idea dell’importanza del libro che non fa soltanto luce sul leader socialista, ma su tutte le vicende politiche che sono avvenute da dopo Craxi ai nostri giorni. La cattiva luce lanciata su Bettino Craxi non ha colpito soltanto Lui, ma anche tutti i socialisti assieme al Partito Socialista. I fautori di questo misfatto, non si resero conto che dopo sarebbe stata investita l’Italia intera. Ma nemmeno che, come un boomerang, potesse ritorcersi contro gli stessi artefici del misfatto. Ripercorrendo i fatti da allora fino ad oggi, sempre più mi sembra calzante quella terribile frase di Nietzsche che, quasi come una profezia, recita: “Le cose migliori furono diffamate, perché i deboli o dei maiali ingordi vi gettarono una cattiva luce. E gli uomini migliori rimasero nascosti, spesso ignoti a se stessi”.
Roberto Giuliano e Nicola Scalzini, con grande capacità di sintesi e competenza, analizzano tutti i fatti politici che da allora si sono succeduti segnando la recentissima storia del nostro Paese.
La chiarezza espressiva del libro consente una lettura scorrevole ed avvincente. Le esposizioni delle problematiche, con approfondimenti ed acute osservazioni, sono lineari, concatenate e sequenziali. Senza nessuno sforzo, si sviluppano limpidamente come l’acqua pura che sgorga da una sorgente. Sembra un’opera didattica scritta con naturale fondamento sulle verità dei fatti storici senza tralasciare quegli aspetti teorici che originano l’azione.
Nell’opera di Roberto Giuliano e Nicola Scalzini emerge con forza la necessità dell’etica, ossia dell’aspetto più nobile nell’arte della politica. Invece, le false notizie ingannano il popolo ed alterano la corretta applicazione dei principi democratici. Il popolo viene ingannato da una pessima informazione, spesso manipolata per interessi di parte, finendo per condizionare le scelte elettorali, producendo gravi danni alla democrazia, al Paese ed agli stessi cittadini che inconsapevolmente fanno scelte contro i loro stessi interessi. Sempre più frequentemente non si dà spazio mediatico alle voci della minoranza o del dissenso politico.
Dal libro emerge la cultura illiberale ed antidemocratica del Partito comunista che ha fortemente ingannato i lavoratori sin dalla sua nascita. L’imperativo dei comunisti è stato sempre l’egemonia politica che ha prodotto effetti deleteri per la sinistra italiana e per tutto il Paese. Oggi stiamo raccogliendo i frutti. In Italia non fu sufficiente il crollo del muro di Berlino come momento emblematico della caduta del comunismo nel mondo. Con un’abilità camaleontica straordinaria, i post comunisti italiani, senza rinunciare mai ad un ruolo egemonico nella sinistra, sono andati al potere.
Oggi, ad un secolo dalla scissione di Livorno, i comunisti fanno l’autocritica storica su una scissione che favorì l’ascesa al potere del fascismo, sembra di vedere lacrime di coccodrillo.
L’attualità dell’opera di Giuliano e Scalzini guarda anche al futuro prossimo con uno sguardo sul 2021, mettendo in evidenza il percorso di decadenza politica, economica e sociale iniziato in Italia dopo il giustizialismo dell’operazione ‘mani pulite’. L’azione di ‘mani pulite’ non colpì soltanto Craxi ed il Psi, andò oltre colpendo tutti i partiti che formarono i governi di centro sinistra che dagli anni sessanta agli anni ottanta riuscirono a garantire il progresso civile, economico, culturale e sociale dell’Italia grazie soprattutto al ruolo del Psi che è stato promotore di riforme molto importanti come la nazionalizzazione dell’energia elettrica, la riforma scolastica, il diritto di famiglia, la riforma sanitaria, lo statuto dei lavoratori. Riforme realizzate, secondo il pensiero di Pietro Nenni, per attuare i principi della Costituzione. Oggi, le notizie false, diffuse impunemente attraverso diverse forme di comunicazione, disattendono l’art. 21 della Costituzione e mettono in serio pericolo la democrazia del Paese.
Recentemente, anche l’ex giornalista dell’Unità ed ex militante del PCI, Fabrizio Rondolino, nell’intervista rilasciata al settimanale l’Espresso del 27 dicembre 2020, parlando del suo prossimo libro “Il nostro Pci 1921-1991”, affronta il rapporto tra socialisti e comunisti, dando ragione alla politica socialista di Bettino Craxi. Rondolino afferma che i socialisti hanno saputo cogliere elementi di modernità che i comunisti non sono stati capaci di cogliere. Oggi, tuttavia non basta la tardiva autocritica per sanare i danni prodotti.
Roberto Giuliano e Nicola Scalzini, con grande lucidità, mettono in evidenza ciò che ha migliorato l’Italia, ma anche le cause peggiorative. Le notizie false rappresentano il punto olistico negativo per la tenuta della democrazia: “perché l’informazione non può essere il far west dove vince chi è il più forte, facendo propria la concezione autoritaria Hegeliana: «… se i fatti non coincidono con la teoria tanto peggio per i fatti”. Il messaggio sarà ancora più chiaro leggendo il libro “Le fake news su Bettino Craxi”.

 

Salvatore Rondello

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