martedì, 11 Maggio, 2021

Roma in tempo di lockdown. Servizi pubblici sotto la lente

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Dal 2003 Roma è l’unica realtà urbana a livello nazionale a possedere un’apposita Agenzia, l’ACoS (Agenzia per il Controllo e la qualità dei Servizi pubblici di Roma capitale) che svolge funzioni di verifica e monitoraggio della qualità dei servizi e di supporto propositivo e tecnico-conoscitivo nei confronti degli organi di governo cittadino (Assemblea capitolina, Sindaco,Giunta comunale). L’Agenzia realizza studi, indagini conoscitive, sondaggi tra i cittadini ed esercita un’attività di verifica delle modalità di erogazione dei servizi comunali, anche per garantire un’ informazione tempestiva e documentata sulle condizioni di svolgimento degli stessi: presentando, ogni anno, una relazione complessiva agli organi di governo cittadino.

Nel Rapporto pubblicato l’11 giugno, vengono presentati i risultati finali di un’indagine sulla “Percezione dei servizi e della vita a Roma durante l’emergenza sanitaria” degli ultimi 3 mesi che è stata condotta in 2 fasi: la prima, coincidente col periodo delle chiusure delle attività e delle restrizioni agli spostamenti, è stata svolta tra il 16 e il 23 marzo, mentre la seconda, riferita alla fase 2 delle riaperture, dal 18 al 23 maggio.

Nella prima fase di indagine è stato chiesto ai romani di esprimersi su alcuni servizi comunali in relazione al periodo emergenziale in atto (igiene urbana, comunicazione istituzionale, farmacie comunali, trasporto pubblico, servizi di prossimità ecc.); nella seconda, i cittadini hanno potuto valutare, anche alla luce delle misure predisposte durante l’emergenza, il supporto offerto dall’amministrazione, indicando inoltre, sul piano personale, se e come l’esperienza vissuta abbia cambiato le loro prospettive personali, soprattutto nel modo di vivere la città e i servizi.
Romani moderatamente preoccupati per il futuro – La maggioranza degli intervistati (58%) ha dichiarato, nella fase 2, di essere molto (13%) o abbastanza (45%) preoccupata per quello che verrà. A destar maggior preoccupazione è l’aspetto economico della crisi (per oltre il 57%), seguono salute/benessere (quasi il 54%) e, a una certa distanza, le relazioni sociali (18% circa: meno, osserviamo, di quanto era logico attendersi, considerando la gravità delle restrizioni agli spostamenti e alle altre libertà personali subite dai cittadini per 2 mesi circa); mentre il 4,7% dichiara di non sentirsi affatto preoccupato. Nell’ambito della sfera strettamente personale, la priorità va alla famiglia nella maggior parte dei casi (78,5%), poi alla salute (56,8%) e al lavoro (34,8%).

Percezione del ruolo di Roma Capitale nell’emergenza – Nell’indagine di maggio, di fronte a una maggioranza che non vi ha fatto caso o non si è posta il problema, e a un 14% che ha dichiarato di non essersi sentito affatto sostenuto, alla richiesta di indicare gli ambiti per cui è stato più sentito il supporto da parte dell’amministrazione capitolina, la risposta più selezionata riguarda la comunicazione istituzionale dell’Ente (oltre il 18%). A seguire, l’attività delle farmacie comunali (che confermano il gradimento degli utenti registrato nella prima indagine di marzo, quando oltre il 90% di coloro che vi si erano recati si era dichiarato soddisfatto del servizio, sia per i metodi di prevenzione adottati che per l’assistenza informativa) e l’efficacia dei servizi di base (circa il 16%).

La presenza delle istituzioni in città è stata percepita soprattutto in relazione a quella delle forze dell’ordine, con il 62% del campione che ha dichiarato di aver notato un incremento in strada della Polizia Locale (sarebbe stata alquanto strana una percezione opposta, osserviamo).
Condizioni della città e responsabilità individuale – Grazie, poi, soprattutto al minor utilizzo della città e al minor carico di imballaggi prodotti dagli esercizi commerciali, fin dai primi giorni delle chiusure i romani hanno percepito un progressivo miglioramento dello stato dell’igiene urbana e del decoro: i più soddisfatti sono stati i residenti del VII municipio, i meno, con risultati al di sotto della media, quelli del XIII. A maggio, dopo oltre due mesi di chiusura generalizzata, i cittadini han confermato la percezione positiva in relazione al livello di pulizia delle strade: al netto di una maggioranza che ha dichiarato di non aver percepito alcun cambiamento, il numero di coloro per i quali il servizio è migliorato è comunque più alto di quelli che, invece, han denunciato un peggioramento. Tuttavia, nell’indagine di maggio, molti cittadini, trasversalmente in tutti i municipi, hanno notato la presenza in terra di guanti e mascherine usa e getta, con punte vicino al 70% nel IV e nel V municipio (presenza che ora è sanzionata, ricordiamo, con multe pari ad alcune centinaia di euro). Per rendere Roma più pulita e decorosa, e agevolare il servizio di raccolta rifiuti e pulizia delle strade, quasi un cittadino su cinque si è detto disposto non solo a impegnarsi personalmente nel fare più attenzione del solito (la posizione più frequente, con una media del 42%), ma anche a sensibilizzare gli altri; mentre coloro che ritengono di non volersi impegnare, ritenendo che la responsabilità ricada solo sull’amministrazione e su AMA costituiscono solo il 5% del campione. Per quanto riguarda le condizioni di parchi, ville e giardini, permane ovunque una sensazione negativa di trascuratezza, a partire dal municipio VIII (64%) sino ai numeri più contenuti dei municipi X e II (43%), e I (40%).

Tutti i numeri e i risultati riferiti anche ad altri argomenti oggetto dell’indagine (accesso al sostegno economico, utilizzo dei mezzi pubblici, offerta culturale di Roma Capitale, manutenzione urbana e del verde) possono essere visionati nel dettaglio all’interno del rapporto (link diretto).

Il minimo che possiamo aggiungere, come operatori dell’informazione, è la speranza che tutta la classe politica romana tenga conto dei dati di questa ricerca. Interessante è, aggiungiamo, il confronto coi dati della precedente Indagine sulla qualità della vita a Roma al 2019 (esposti sul sito dell’ ACoS). Anche se il confronto è lecito solo in parte, riferendosi,quell’indagine, a periodi in cui i cittadini vivevano senza alcuna limitazione, è purtroppo significativa, in negativo, la valutazione di appena sufficienza espressa, in quella precedente indagine, sullo stato di parchi, ville e giardini: valutazione, come già dicevamo, rimasta immutata (se non peggiorata) nell’indagine di ora,nonostante la mancanza di flussi di entrata degli utenti, nelle aree di verde pubblico, tra metà marzo e metà maggio.

Commentando la conclusione dei sondaggi svolti nelle fasi cruciali dell’emergenza sanitaria e sociale,Carlo Sgandurra, Presidente ACoS, ha rimarcato l’importanza per l’Agenzia del giudizio degli utenti, soprattutto se riferibile alla qualità dei servizi in sé, piuttosto che alla sua percezione; la scelta, infatti, come la formulazione delle domande, ha voluto tener conto dell’osservazione oggettiva del fenomeno, che superasse la semplice sensazione emotiva degli utenti. «Certo, l’individuazione di oggettivi indicatori di efficienza, in grado di misurare in modo oggettivo e trasparente un servizio, tutti i servizi, analogamente a come avviene già per alcuni di essi da parte dell’Agenzia, è quanto di più auspicabile, e un obiettivo a cui tendere».

 

Fabrizio Federici

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