giovedì, 5 Agosto, 2021

Roma come Parigi?

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“Solo Parigi è degna di Roma e solo Roma è degna di Parigi».
Questa la frase con cui venne suggellato il gemellaggio tra Roma e Parigi nel 1956. Da allora il legame tra le 2 Capitali è stato tradotto in alcuni vantaggi reciproci per i cittadini di Roma a Parigi e viceversa, come l’ingresso gratuito nei musei.
Fantastici giochi di luci hanno celebrato i 60 anni del gemellaggio e in molti si sono esercitati a decantare le affinità elettive delle 2 città. A volte anche a sproposito.
“Roma come Parigi” titolavano molti quotidiani all’inaugurazione nel 2017 di Tiberis, la spiaggia di Ponte Marconi confrontata a quella sulla Senna. Si è visto come è andata.
Il confronto su come le 2 capitali stanno vivendo il futuro post Covid viene dunque spontaneo, nonostante le tante differenze. A cominciare da quella della estensione territoriale.

Anne Hidalgo, sindaca dal 2014, ha scelto da tempo di trasformare Parigi in una città verde dei 15 minuti, dove le persone, a piedi o in bici, possono raggiungere ciò che serve in un quarto d’ora.

La città dei 15 minuti e’ un’idea di sviluppo urbano contemporanea, opposta alla progettazione urbana di città divise rigidamente in quartieri in cui si dorme, in quartieri in cui si consuma, in quartieri in cui si lavora.
Sono state le diverse forme del lavoro e della produzione che hanno determinato la fisionomia delle città.
La città dei 15 minuti è una visione, un idea moderna di città green e sostenibile, policentrica, consentita dalla rivoluzione digitale applicata ai processi produttivi e al lavoro. Una visione spinta dalla nuova consapevolezza dei limiti del modello produttivo pre- Covid. Una risposta al modello urbano di centri congestionati e periferie abbandonate.
Parigi ospiterà i Giochi Olimpici del 2024.

Anche Milano si sta muovendo nella stessa direzione con gli stessi obiettivi, con la stessa visione. Con il progetto “Milano 2020” l’amministrazione ha chiesto la partecipazione pubblica alla definizione di un nuovo modo di abitare la città, la città dei 15 minuti a piedi, appunto.

D’altra parte da tempo Milano sta sperimentando i nearworking, coworking di prossimità, luoghi attrezzati con il meglio della tecnologia per lavorare da remoto senza rinunciare alla socialità e senza dipendere dai limiti delle proprie abitazioni.

E veniamo a Roma. Roma è stata mortificata in questi anni, umiliata nelle sue aspirazioni e nelle sue potenzialità.
Lo stato del suo degrado è nella esperienza dei suoi cittadini, nelle condizioni delle strade, del ciclo dei rifiuti, nel basso livello e alto costo dei suoi servizi.
L’amministrazione di Virginia Raggi ne ha grande responsabilità. Per le scelte amministrative compiute, per quelle mancate, per la rinuncia all’ambizione di ridare a Roma prestigio internazionale, non solo alle Olimpiadi, per la cultura politica che ha ispirato l’amministrazione.

Il declino di Roma non nasce in questi ultimi anni. Ma il declino di Roma non e’ un destino.
Roma può essere governata e lo è stata. In alcune stagioni ha anche rappresentato un modello di innovazione sociale e politica.

Per battere il declino non basterà la riforma istituzionale che pure e’ assolutamente necessaria per dare ai Municipi poteri e risorse.

Ciò’ che serve è una nuova idea di Roma e una nuova classe dirigente di donne e uomini capace di interpretarla e amministrarla. A partire dai Municipi, i luoghi più prossimi ai cittadini, in cui abbiamo bisogno di una nuova squadra di amministratori e amministratrici consapevoli della necessità di costruire una nuova normalità. Non certo di tornare alla Roma di prima del Covid.
Il IX Municipio, quello in cui mi candido alle primarie del centro sinistra come Presidente, è un territorio grande come Milano. Una città nella città in cui esistono realtà produttive e sociali molto diverse: dall’EUR a Santa Palomba, dal Torrino a Spinaceto, da Trigoria alla Cecchignola, dall’eccellenza della farmaceutica di Castel Romano all’Agro Pontino, con un reddito medio un po’ più alto di quello romano, ma con la presenza di grandissime fragilità sociali.
La diversità di questo nostro territorio è la causa della sua complessità, ma può anche essere il motore delle sue opportunità, se sarà amministrato con visione e con la capacità di mettere insieme, di fare sistema.
Dopo 5 anni di incuria e assenza dell’attuale amministrazione di D’Innocenti.
Perché’ se e’ vero che ci vogliono più risorse e più poteri per i Municipi, e’ altrettanto vero che a normativa vigente fa la differenza la capacità di mettere insieme le risorse pubbliche, private e le esperienze civiche esistenti e la capacità di rappresentare il territorio e le sue esigenze nei confronti del Campidoglio e della Regione. È vero sempre. Ma lo è soprattutto oggi in cui e’ necessaria una visione per guidare il cambiamento, si avvicinano appuntamenti di straordinaria rilevanza per Roma, dal G20 al Giubileo. E sono a disposizione le risorse del PNRR per finanziare progetti di rigenerazione urbana.

Come si può fare? Con un “patto per lo sviluppo del Municipio” tra associazioni, imprese, amministrazioni, sindacati per il suo rilancio e per l’innovazione. Che può trainare tutta la città dopo anni di cattiva amministrazione.
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Titti Di Salvo
Candidata alle primarie del centrosinistra come Presidente del 9 Municipio

 

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