venerdì, 16 Aprile, 2021

Rugby: azzurri, assenti ingiustificati

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La sconfitta non è mai gloriosa allora accantoniamo la poesia che accompagna le storie del rugby poiché, quando si perde in questo modo, non ci sono versi che la potranno citare onorevolmente ai posteri ne per i vinti, ne per i vincitori.

Con sei mete, tre per tempo, una Irlanda, data seriamente indisposta, sbriga in scioltezza, la pratica Italia allo Stadio Olimpico e centra il primo successo in questo Guinness Sei Nazioni.

Finisce con un netto 10 a 48 per gli ospiti il terzo turno del Sei Nazioni e nulla da fare per l’Italia che, con una prestazione ben al disotto di ogni previsione, ha ribadito, in tutta la sua disarmante ampiezza, i grossi limiti infiocchettati da un generale grigiore d’insieme.

Una squadra assente e “remissiva” nel primo tempo e praticamente sparita dal campo nella ripresa. Non vogliamo sicuramente dimenticare il doppio giallo subito dagli Azzurri, tredici contro quindici non è marginale, ma nel caso specifico sarebbe come indicare la luna e guardare il dito.

Il malessere difensivo italiano è cosa nota e non coglie di sorpresa infatti come, ancora una volta, è stato uno spettacolo deprimente a partire dai più elementari contrasti di base ad una incomprensibile disconnessione in termini di linea difensiva. Ma i ragazzi di Mr. Smith, nelle precedenti partite, avevano, quantomeno, esibito lodevoli ricami palla in mano mettendo in difficoltà, sia Francia, sia Inghilterra.

A parte un bagliore di Garbisi, che ha fruttato la meta di Meyer, non ci sono stati lampi o solo accenni offensivi degni di nota contro l’Irlanda che, con reattività e intensità, ha bloccato nel nascere, in modo severo, ogni velleità, costringendo gli Azzurri, che ci hanno messo del loro, a una sequela di errori banali, decisioni insensate, ingenue fallosità e decine di palle sprecate. I vari Ryan, Connors, Henshaw, Kilcoyne, Kelleher, come nella tradizione irlandese, non si sono risparmiati e in un mix di aggressività nelle collisioni, grande fisicità e tecnica da manuale sono stati padroni del campo. Al resto ci ha pensato Capitan Sexton, guidando le danze e portando fieno in cascina dalla piazzola.

Poiché, bisogna ribadire, a parte rari spunti individuali, per quasi l’intero match una sola squadra era in campo e non era quella italiana.

 

Certo che la mancanza di Varney, infortunatosi nel riscaldamento a pochi istanti dal fischio arbitrale, si è fatta sentire. Non che Braley, che lo ha sostituito in mediana, abbia demeritato ma il rullante del “tamburino” gallese rulla in modo diverso, diciamo più imprevedibilmente jazz.

Chi ha visto il match degli Azzurri e, dopo un’ora, quello delle Zebre decisamente vincenti sui Dragons non può non chiedersi come mai Pierre Bruno è stato rispedito dal raduno azzurro al club, le Zebre si sfregano legittimamente le mani visto la cardiaca prestazione dell’ala genovese, mentre Sperandio, non è bello fare “nomi” ma a volte è doveroso, abbia vestito la maglia titolare della nazionale. La differenza qualitativa, di verve ma anche di approccio alla partita, fra i due giocatori, è talmente netta da impedire qualsiasi paragone.

Alla scelta “verde” di Mr. Smith non ci sono alternative e siamo con lui e i suoi “ragazzi” apprezzandone il coraggio per la complessità ma sappiamo come sfide molto più difficili attendono il nostro rugby. Quella di ieri, innegabilmente, non è stato un punto di partenza decoroso per il lungo viaggio in programma e i dettagli fanno la differenza a partire dalla scelta degli uomini.
Per gli Azzurri la prossima montagna da scalare, tra due settimane, si chiama Galles ed è in corsa per il Gran Slam. Come dire, arrampicarsi sull’Everest senza bombole dell’ossigeno sarebbe più agevole.

 

I XV IN CAMPO

15 Trulla, 14 Sperandio (1′ st Bellini), 13 Brex (30′ st Mori), 12 Canna, 11 Ioane, 10 Garbisi, 9 Braley (36′ st Palazzani), 8 Lamaro, 7 Meyer, 6 Negri (34′ st Mbandà), 5 Sisi, 4 Lazzaroni (4′ st Cannone), 3 Riccioni (4′ st Zilocchi), 2 Bigi, 1 Lovotti (4′ st Traoré).HC Smith

 

15 Keenan (30′ st Earls), 14 Larmour, 13 Ringrose, 12 Henshaw, 11 Lowe, 10 Sexton (30′ st Burns), 9 Gibson-Park (23′ st Casey), 8 Stander (23′ st Conan), 7 Connors, 6 Beorne – Ryan, 5 Henderson (23′ st Baird), 3 Forlong (6′ st Porter), 2 Kelleher (23′ st Herring), 1 Kilcoyne (6′ st Healy). HC Farrell

 

Note: Marcatori: 3′ pt cp Garbisi, 6′, 17′ cp Sexton, 11′ meta Ringrose tr. Sexton, 31′ meta Keenan tr. Sexton, 35′ meta Connors tr. Sexton, 42′ meta Meyer tr. Garbisi; 3′ st meta Stander tr. Sexton, 26′ meta Connors tr. Sexton, 41′ meta Earls tr, Sexton.
Giallo Zilocchi e Bigi
Arbitro: Raynal (Fra)

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RugbyingClass di Umberto Piccinini

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