giovedì, 5 Agosto, 2021

Rugby: Azzurri superati da una Inghilterra senza genio

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Battere gli inglesi si può, lo stanno dimostrando largamente le vele di Luna Rossa che, nei mari del sud in prossimità delle isole Waiheke e Rangitoto in Nuova Zelanda, stanno abbattendo i britannici di Ineos Uk.
Altra storia, invece, nell’Emisfero Nord dove, sul leggendario manto di Twickenham, si è disputata la seconda prova del Sei Nazioni fra gli inglesi, padroni di casa, e la nazionale italiana.
Si temeva l’ennesimo maltrattamento dei ragazzi di Mr. Smith ma così non è stato.
Certo il grasso risultato finale, 41 a 18 per gli inglesi, e le sei mete a due subite non depongono a favore degli Azzurri.
E’ chiaramente diffcile scrivere che si è assistito ad un exploit, non ne siamo ancora capaci, ma la partita ha evidenziato frangenti “quasi” lodevoli e non è stata, come si temeva, la copia della sciagurata interpretazione contro i francesi di sette giorni or sono.
Già questo aiuta a non inveire e fa tirare un sospiro di sollievo sebbene gli inglesi ci abbiano messo del loro per rendere la pozione più edulcorata.
A distanza di una settimana entrambe le squadre avevano necessità di dimostrare, a iniziare da stessi, che i rispettivi match di apertura del Torneo erano stati degli scivoloni assolutamente occasionali e riscattabili.
Una lotta impari fra egual delusi.
Dovevano rifarsi una reputazione e scrollarsi dalle spalle le dure critiche della stampa, domestica e straniera, che andavano dai consueti “fuori l’Italia dal Torneo” al “gioco noioso e pasticcione” affibbiato alla “Rosa” di Jones.
Benissimo, per gli Azzurri, che l’attuale indisciplinata e arruffona Inghilterra è altro rispetto alla squadra vista nell’ultimo Sei Nazioni, o comunque nel periodo pre covid, ben lontana “anni luce” dalla “magnifique France” di Galthiè-Edwards forte di strapazzarli a Roma.
Perfetto, per gli inglesi, che l’Italia, sebbene corretta concentrata e tenace, non ha nessuna similitudine con la tignosa Scozia capace di infliggere una storica sconfitta casalinga ai sudditi di Sua Maestà dopo trentotto anni di sconfitte ininterrotte.
Sebbene le due squadre abbiano cambiato atteggiamento, più gli Azzurri che non gli inglesi, questo non è stato soddisfacente e le sole indicazioni trasmesse ai rispettivi Head Coach si limitano alla gratificazione rispetto i passi avanti ma consci che tanto lavoro ci sia ancora da fare.
Certo che mai il risultato è stato messo in dubbio, sebbene in equilibrio per quasi un tempo, e con gli italiani che sbloccano il punteggio al terzo minuto con una meta lampo di Ioane, da poter definire da manuale per esecuzione finale e costruzione di squadra.
Gli inglesi hanno accelerato il ritmo e tenuto la palla molto di più rispetto al fine settimana passato ma la performance non è stata sgargiante, per usare un eufemismo, mentre gli Azzurri hanno difeso e placcato meglio, Bigi migliore placcatore assoluto del match, rispetto l’ultimo melodramma di cui sono stati protagonisti, performance non difficile da battere, ma questo non gli ha evitato le sei mete.
Le piattaforme sulle quali hanno edificato gli ottanta minuti sono diametralmente opposte. L’Inghilterra su eccellenti individualità che gli hanno regalato segnature e vittoria, gli italiani sul gioco di squadra risultato in leggera crescita e con un apprezzabile miglioramento corale che hanno permesso mirabili manovre e di uscire non bastonati.
Fra gli Azzurri in vista Monty Ioane, Nacho Brex, Lovotti e Stephen Varney che hanno confermato la qualità superiore di cui sono in possesso, abili nello svolgere perfettamente il loro compito in campo.
E’ il giovane mediano italo-gallese, non ancora ventenne, a brillare per autorevolezza, timing, gestualità tecnica e visione del gioco. Rendendoci conto di avere un “gioiellino”, è ’ doveroso chiedersi se “tanto talento” non avesse trovato spazio e miglior valore incastonato nelle nazionali gallese o inglese, nelle quali avrebbe potuto giocare per nascita e militanza nel club.
Una settimana di stop potrebbe anche portare sostanziosi consigli su come sconfiggere l’Irlanda a Roma nel prossimo turno proprio partendo da quel cenno di buono mostrato a Londra.

 

 

I XV IN CAMPO

15 Daly, 14 Watson, 13 Slade, 12 Farrell, 11 May, 10 Ford, 9 Youngs (10′ st Robson), 8 B. Vunipola (19′ st Earl), 7 Curry, 6 Lawes (19′ st Willis, 35′ st Malins, 5 Hill (10′ st Ewels), 4 Itoje, 3 Sinckler (33′ st Stuart), 2 Cowan-Dickie (10′ st George), 1 M. Vunipola (10′ st Genge). All. Jones

 

15 Trulla, 14 Sperandio, 13 Brex (19′ st Canna), 12 Canna (dal 10′ st Mori), 11 Ioane, 10 Garbisi (24′ st Allan), 9 Varney (30′ st Palazzani), 8 Lamaro,7 Meyer, 6 Negri (dal 20’al 30′  pt Negri), 5 Sisi, 4 Lazzaroni (5′ st Cannone), 3 Riccioni (dal 10′ al 20′ pt Zilocchi), 2 Bigi (30′ st Lucchesi), 1 Lovotti (dal 30′ pt al 13′ st Fischetti). All. Smith.

 

Marcatori: 2′ pt meta Ioane, 9′ cp Farrell, 14′ meta Hill, 20′ cp Garbisi, 26’meta Watson tr Farrell, 41′ meta May;  45′ st cp Garbisi, 49′ meta Watson tr. Farrell, 60′ meta Willis tr. Farrell, 65′ Allan tr. Allan, 68′ meta Daly tr Farrell.

 

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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