domenica, 26 Settembre, 2021

Rugby: gli esami azzurri non finiscono mai

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Con la sfida fra Italia e Francia, in programma domani sabato 6 febbraio alle 15,15 nello sgombro Stadio Olimpico di Roma con diretta tv Dmax, prende il via il Sei Nazioni 2021 e, virus acconsentendo, si chiuderà il 20 marzo con squadre per quasi due mesi a vivere in asettiche clausure. Per l’Italia sarà la prima delle tre partite “casalinghe” che questa edizione riserva. Un eterno confronto fra “cugini”, quello franco-italiano, sempre più difficile da affrontare, sempre più “impresa” per il nostro generoso ma piccolo rugby. I Transalpini, dopo un anno di stupendo rugby come il 2020, che gli ha visti capaci di una metamorfosi incredibile riportandoli a passati splendori, potrebbero essere i favoriti del Torneo? Non tutti lo credono, l’Inghilterra è una macchina da guerra, ma in pochi lo escludono e pensarlo non è poi così senza fondamento per la carica di talento degli enfant prodige e la magistrale sapienza dello staff di Galthiè. Se gli allibratori pagano la vittoria finale inglese a 2, la Francia campione non è da meno con 3,35, quindi irlandesi a 5, gallesi a 13, Scozia a 20 e, infine, l’Italia a 750 volte la posta puntata.
I fatti parlano da soli e quindi diciamocelo, con schietta serenità, siamo un livello inferiore alle altre nazioni, e nel convoglio Sei Nazioni ci troviamo da soli nella carrozza di terza classe. La stessa Scozia, per anni sventurata compagna di viaggio, come si dice mal comune mezzo gaudio, ha fatto un ridondante balzo in avanti lasciandoci al palo. Sta ai giovani Azzurri dimostrare, partita dopo partita, gesto dopo gesto, che il progetto in atto, lo sconvolgimento generazionale, l’assiduo lavoro, la verde passione, può segnare importanti margini di crescita e questo non è il vero volto del rugby italiano ma ci può essere altro.
Qualcosa sta cambiando, la guida dell’austero Mr. Smith, che non metafora di tunnel e tanto meno di luci in fondo a questi come un piazzista, ma parla di cuore, entusiasmo, impegno, fervore, ambizione, chiedendo il massimo al “giovane gruppo” e chiamando difficoltà per nome e cognome cerca vere soluzioni, si sta accattivando l’interesse della gente del rugby, convertendo il giudizio di buona parte della stampa che non enfatizza più il numero della sconfitta consecutiva ma cominciano a capire come il viatico da intraprendere non può che essere questo, rispettando i tempi giusti e riconoscendo onestamente che la soluzione non è dietro l’angolo.
Contro la Francia non poche le assenze per infortunio, anche importanti, come JJ “Superman” Polledri, Braam Steyn, o Campagnaro e Castello ancora non disponibili al rientro tralasciando il “caso” Minozzi “sconvocatosi” poiché non in grado di tenere la pressione della “bolla” dell’isolamento.
Mr Smith fa di necessità virtù e mette in campo una squadra “coraggiosa” con sei cambi e altro modulo di gioco rispetto all’ultimo match contro il Galles di oltre due mesi or sono. Canna sarà in panchina e niente regista aggiunto ma da “centro” ci sarà l’esordio del “cacciatore di caviglie” Nacho Brex, argentino con salde e profonde radici sicule, ad affiancare Marco Zanon. Difende Trulla estremo con Monty Ioane e Sperandio sulle ali. Immutato lo scrigno di regia con i gioiellini Paolo Garbisi e Stephen Lorenzo Varney. Incrociando uomini Benetton e uomini Zebre, pesante e abrasivo il pacchetto degli avanti, nella più comune storia afrikaner. Per la maglia otto, motivo di forti scommesse fra gli appassionati, l’ha spuntata Michele Lamaro, con due flanker possenti come l’italo-zimbabwese, di nobile lignaggio, Seb Negri da Oleggio e il sudafricano Johan Meyer. Le seconde linee saranno David Sisi e Marco Lazzaroni, mentre in prima linea tornano titolari Traoré e Riccioni con Capitan Bigi tallonatore ma il resto del gruppo pronto a entrare e fare il “proprio”.
Il termine abusato, da un paio di mesi a questa parte, è resilienza. Un vocabolo non nuovo ma non di comune utilizzo e per molto sconosciuto, almeno fino a qualche mese addietro con l’avvento di questa moderna peste.
Dalla pandemia alla crisi politica tutto deve essere resiliente.
Il Treccani riporta: Resilienza, “riferito a persona, che oppone resistenza, che si difende con forza”.
Allora ragazzi siate resilienti, più che potete, fino a dare il tormento, perché ce ne sarà sicuramente bisogno.

 

XV IN CAMPO
15 Trulla, 14 Sperandio, 13 Zanon, 12 Brex, 11 Ioane, 10 Garbisi, 9 Varney, 8 Lamaro, 7 Meyer,
6 Negri, 5 Sisi, 4 Lazzaroni, 3 Riccioni, 2 Bigi, 1 Traoré. HC Smith
A disposizione: 16 Lucchesi, 17 Fischetti, 18 Zilocchi, 19 Cannone, 20 Ruzza, 21 Mbandà,
22 Palazzani, 23 Canna.

 

15 Dulin, 14 Thomas, 13Vincent, 12 Fickou, 11 Villière, 10 Jalibert, 9 Dupont 8 Alldritt,
7 Ollivon, 6 Cretin, 5 Willemse, 4 Le Roux, 3 Haouas, 2 Marchand, 1 Baille. HC Galthiè
A disposizione: 16 Bourgarit, 17 Gros, 18 Aldegheri, 19 Taofifenua, 20 Jelonch, 21 Serin, 22 Carbonel, 23 Penaul

 

Arbitro: Carley (Ing).

 

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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