venerdì, 16 Aprile, 2021

Rugby: Italia – Irlanda crocevia ovale

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E allo Stadio Olimpico di Roma è il turno dell’Irlanda.
E’ lo scontro fra i fanalini di coda nella classifica del 6 Nazioni, compagini che dopo i primi due turni sono a zero vittorie o due sconfitte, come meglio si vuol vedere il classico bicchiere.
Quinti gli irlandesi, a sorpresa, e sesta posizione per gli Azzurri, meno imprevista, per una questione legata ai “bonus”.

 

Come si sono comportate le squadre finora? Francamente per niente bene, più per le insufficienze irlandesi, e la classifica non aiuta a celare le magagne.
L’Irlanda, da favorita, ha subito una sconfitta per 21a16 a Cardiff contro il Galles nel turno di apertura, debacle seguita da un secondo arresto, seppur di misura, contro la Francia per 13 a 15 ma con l’aggravante di aver giocato a Dublino.
L’Italia, in centosessanta minuti, ha già elargito la bellezza di novantuno punti agli avversari con tredici mete al passivo. Letteralmente cancellata in casa, nella prima giornata, dalla Francia con un fragoroso 10 a 50, sette le mete subite, per poi recarsi a Londra ed essere battuta 41 a 18 con sei mete inglesi nel secondo turno di calendario.

 

Questo non vuol dire manchino motivi d’interesse, anzi. La posta è di grande rilevanza e, paradossalmente, potrebbe risultare una partita avvincente tra una giovane sfavorita ottimista e un blasonato gigante che vuole uscire da una profonda crisi di frustrazione. Sebbene gli allibratori non abbiano dubbi quotando la vittoria della nazionale irlandese all’Olimpico a 1.05, l’affermazione dell’Italia è in lavagna a 9.00, e il poco plausibile pareggio proposto a 41.
Praticamente speculari le dichiarazioni dai quartier generali, quando enunciano come il fine settimana di riposo sia stato un “toccasana“ poiché è servito per una seria “introspezione”, ritrovare uomini in fase di recupero e ripetere, rivedere, calibrare, dosare, considerare e valutare. Niente può essere lasciato al caso, nulla può indurre all’errore. Gran parte dell’attenzione critica si è concentrata sulle evidenziate debolezze difensive, sterilità persistenti, oltre a palesi errori di sistema. Vi è il disperato obiettivo di non ripetere le “balbuzie” esibite nei due precedenti turni.

 

Sul versante Irlanda, con il rientro di alcuni titolari di lusso, a partire da James Ryan e soprattutto Jonathan Sexton vero “deus ex machina” del XV del Trifoglio, il discusso allenatore Andy Farrell schiera una formazione con diversi caps. Ha un disperato bisogno di evitare di perdere le prime tre partite del torneo. Sarebbe la prima volta dall’ultimo “cucchiaio di legno” irlandese ma si era nel 1998 e ancora Cinque Nazioni. Altra epoca, altro sport!
Farrell chiede di non sottovalutare gli avversari, come consigliato dalla stessa stampa irlandese, vincolando la squadra a una prestazione impressionante. Ci vuole più di una semplice vittoria sull’Italia, perennemente “sfavorita” del Sei Nazioni e battuta venti volte su ventuno nel Torneo, per cambiare le fortune della squadra e le percezioni dell’allenatore in Irlanda. Pur la sua nazionale ormai fuori dai giochi di alta classifica deve trovare la formula per chiudere la kermesse in una posizione rispettabile che gli darebbe l’opportunità di conservare il posto per se ed il suo Staff. Il lavoro di Mike Cat, allenatore dei trequarti e già al fianco di O’Shea nell’esperienza italiana, pare non privo di incomprensioni per la squadra irlandese.
Per la trasferta di Roma rivoluziona la formazione inserendo sette cambi rispetto l’ultima sfida di Parigi. In regia il mediano Jamison Gibson-Park, sostituendo Murray infortunato, affiancherà capitan Sexton, conferma il tallonatore Ronan Kelleher ma cambia il resto della prima linea e porta due esordienti, Ryan Baird e Craig Casey, in panchina.

 

In “Casa Azzurra”, Mr. Smith pensa al futuro e continua, imperturbabile, nel suo investimento sui giovani ai quali chiede di essere competitivi ogni partita.
“Abbiamo lavorato molto su noi stessi concentrandoci sul nostro piano di gioco”, ha detto Smith in conferenza stampa “Contro l’Irlanda puntiamo a mostrare lo stesso atteggiamento che abbiamo mostrato nell’ultima partita con l’obiettivo di fare un altro passo avanti nel percorso di crescita”.
Si riprende, quindi, dal buono visto contro gli Inglesi e non solo. Progressi che non sono un abbaglio di Mr. Smith ma confortati anche da importanti osservatori esteri che ritengono come, per alcuni aspetti del loro gioco d’attacco, l’Italia è stata più inventiva e ambiziosa dell’Irlanda. Contro l’Inghilterra si è vista una Italia mutata nelle fasi offensive. Andando oltre qualsiasi più rosea aspettativa è’stata insperabilmente impressionante, capace di costruire concrete fasi in contrattacco, andando in meta in modo del tutto più convincente rispetto a quante ne abbiano messe a segno in precedenza parse, in passato, quasi occasionali. Gli Azzurri dovranno giocare sui punti deboli mostrati dagli avversari. Dovranno essere bravi a sfruttare la carenza di una strategia coerente quando si tratta di passare dalla difesa all’attacco dimostrata finora dall’Irlanda. Da quando ha battuto la Scozia, nel 2015, gli Azzurri non hanno più vinto e l’ultimo scontro con gli irlandesi, nel Sei Nazioni 2020, è stato deprimente .
Ma il Capo Allenatore azzurro è uomo di grande “fede” e incurante ripropone il XV sconfitto a Twickenham con l’ormai imprescindibile mediano di mischia Stephen Varney a operare con Garbisi in regia, Lamaro, Negri e Meyer in “terza”, Sisi e Lazzaroni dietro una prima linea esperta composta da Riccioni, fresco fresco di contratto con i Saracens, Bigi e Lovotti. Punta ancora sul “regista aggiunto” con Canna primo centro in coppia con Nacho Brex. Immutato anche il triangolo allargato con Trulla, Sperandio, particolarmente apprezzato dallo Staff nonostante non propriamente impeccabile in fase difensiva, e l’impressionante “Monty.
Bellini, Traoré e Braley novità in panchina. Da evidenziare, ancora, il nulla di fatto per l’attesissimo debutto di Pierre Bruno, funambolica ala delle Zebre, neanche portato “in panchina” ma lasciato libero di rientrare al club dopo una convocazione che poteva far intendere un suo utilizzo contro l’Irlanda. In coppia con Monty Ioane formerebbe, sicuramente, un potenziale offensivo degno del Torneo. Indagare sulle motivazioni sarebbe interessante ma porterebbe poco lontano.

 

Da Dublino uno stimolo amico per la squadra italiana, che suona come un monito per l’Irlanda, arriva da Ian McKinley, ex azzurro e Benetton, ritiratosi dal rugby giocato che ai microfoni di “Game On di RTE 2fm” ha dichiarato senza mezzi termini: “Ritengo che gli azzurri abbiano “giocatori fantastici” e possano essere davvero pericolosi contro l’Irlanda. In particolare Stephen Varney e Paolo Garbisi, rispettivamente diciannove e venti anni, potenzialmente una meravigliosa coppia di mediani per l’Italia in futuro. Ci vuole un po’ di tempo per abituarsi alla velocità internazionale, ma nelle loro brevi carriere finora hanno fatto eccezionalmente bene” e chiude con un fiducioso “Quindi penso che stiano cercando di giocare senza paura e in velocità sulla palla per mettere sotto pressione la difesa irlandese … e l’Irlanda è sotto una enorme pressione.”
Vogliamo essere ottimisti come McKinley, non abbiamo alternative.

 

I XV IN CAMPO
15 Jacopo TRULLA, 14 Luca SPERANDIO, 13 Juan Ignacio BREX, 12 Carlo CANNA.
11 Montanna IOANE, 10 Paolo GARBISI, 9 Stephen VARNEY, 8 Michele LAMARO,
7 Johan MEYER, 6 Sebastian NEGRI, 5 David SISI, 4 Marco LAZZARONI, 3 Marco RICCIONI, 2 Luca BIGI (C), 1 Andrea LOVOTTI, HC Franco SMITH
A disposizione 16 Gianmarco LUCCHESI, 17 Cherif TRAORE’ , 18 Giosuè ZILOCCHI , 19 Niccolò CANNONE, 20 Maxime MBANDA’, 21 Callum BRALEY, 22 Federico MORI, 23 Mattia BELLINI
15 Hugo Keenan, 14 Jordan Larmour, 13 Garry Ringrose, 12 Robbie Henshaw, 11 James Lowe, 10 Jonathan Sexton (c), 9 Jamison Gibson-Park, 8 CJ Stander, 7 Will Connors, 6 Tadhg Beirne, 5 James Ryan, 4 Iain Henderson, 3 Tadhg Furlong, 2 Ronan Kelleher, 1 Dave Kilcoyne. HC Andy Farrell

 

A disposizione: 16 Rob Herring, 17 Cian Healy, 18 Andrew Porter, 19 Ryan Baird, 20 Jack Conan, 21 Craig Casey, 22 Billy Burns, 23 Keith Earls

 

Italia – Irlanda è in programma sabato 27 febbraio Stadio Olimpico di Roma ore 15.15 con diretta TV su DMax canale 52.

 

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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