domenica, 9 Maggio, 2021

Rugby: magia gallese, angoscia azzurra

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Non giriamoci intorno, era scritto, le vicendevoli “evidenze” mostrate nel corso del Torneo, facevano intuire, o qualcosa più vicini alla concretezza, sarebbe stato un pomeriggio difficilissimo per i “ragazzi” di Mr. Smith.
La fiducia gallese è alle stelle consci che quello di Roma è solo un semplice atto dovuto ma già con la testa alla sfida di Parigi e con lo Slam da vincere.
Il Galles, fiero e sicuro, ha così, agevolmente, demolito l’Italia con una prestazione professionalmente priva di smagliatura, degna dei contendenti al Gran Slam quali sono.
Gli Azzurri, a loro volta deboli e indifesi, vanno a segno con “Monty” Ioane ma contabilizzano altre sette mete al passivo in un match, mai giocato alla pari con gli avversari, chiuso con la sconfitta per 7 a 48.

 

Risultato che eguaglia il massimo margine di vittoria del Galles a Roma.

Le magie dei “Rossi” sono chiaramente rese ancor più altisonanti dalla palese angoscia italiana.
A iniziare dall’intramontabile fallosità azzurra, particolarmente assidua professionale o meno e ha generato con due gialli, che ha dato la possibilità al Galles di capitalizzare sfruttando sapientemente il quindici contro quattordici. Un cadot di cui non avevano sicuramente bisogno.
Nei venti minuti con l’uomo in più hanno schiacciato ben quattro delle sette realizzazioni bollate.
Contro avversari esauriti tutto diventa facile specialmente quando il divario è immenso.
Ma di tutto il “grigio” che l’Italia ha potuto far vedere sicuramente l’aspetto più allarmante, perché chiarissimo, è l’alone di depressione, una sfiducia crescente.
E’ sparito anche quel bell’atteggiamento azzurro, visto nell’Autumn Cup, che gli inglesi meravigliati avevano denominato “pack of wolves” ovvero il branco dei lupi. Era un festeggiare corale, un compiacimento di gruppo, un abbracciarsi collettivo, uno stringersi d’insieme, un quasi “annusarsi” dando il segno di appartenenza, per qualsiasi palla conquistata, mischia vinta, turnover effettuato, placcaggio rifilato, calcio piazzato centrato. Frammenti e stimoli e suggestioni molteplici che galvanizzavano, pur perdendo.

 

Tutto questo non c’è più, ora rimane la fredda sconfitta.

Se una fotografia potesse darci l’immagine della sconfitta contro il Galles, questa dovrebbe rappresentare la sofferenza e il palese crollo psichico di questo gruppo… a tutti i livelli.
Le ombre da tragedia greca che aleggiano, nei volti dei giovani giocatori al fischio finale’arbitrale o nelle rotte inflessioni dell’esperto Mr. Smith nella conferenza stampa del dopo partita, fanno comprendere profondi dilemmi interiori che vanno oltre il gesto tecnico errato.

 

Qual è il passo che serve per trasformare una squadra amorfa in una grande squadra?

Il rugby è lo sport per antonomasia, dove si esalta la relazione fra causa ed effetto non solo in campo.
Dobbiamo ammettere che esiste un fattore tempo. Le decisioni non prese al tempo giusto equivalgono a decisioni di effetto contrario che aggravano i problemi.

Il Dottor Innocenti Marzio, neo Presidente della Federazione Italiana Rugby, ne è sicuramente consapevole, quindi il cambiamento può avere corso da subito.

 

I XV IN CORSO

 

15 Jacopo Trulla, 14 Mattia Bellini, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Carlo Canna, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Stephen Varney, 8 Michele Lamaro, 7 Johan Meyer, 6 Sebastian Negri, 5 David Sisi, 4 Niccolo Cannone, 3 Giosuè Zilocchi, 2 Luca Bigi (c), 1 Danilo Fischetti
A disposizione: 16 Oliviero Fabiani, 17 Andrea Lovotti, 18 Marco Riccioni, 19 Marco Lazzaroni, 20 Maxime Mbanda, 21 Marcello Violi, 22 Federico Mori, 23 Edoardo Padovani
cartellini: Bigi (7’) Riccioni (57’)
mete: Ioane (51′) trasformazioni: Garbisi (52′)

 

15 Liam Williams, 14 Louis Rees-Zammit, 13 George North, 12 Jonathan Davies, 11 Josh Adams, 10 Dan Biggar, 9 Gareth Davies, 8 Taulupe Faletau, 7 Justin Tipuric, 6 Josh Navidi, 5 Alun Wyn Jones (c), 4 Cory Hill, 3 Tomas Francis, 2 Ken Owens, 1 Wyn Jones
A disposizione: 16 Elliot Dee, 17 Rhys Carre, 18 Leon Brown, 19 Jake Ball, 20 Aaron Wainwright, 21 Lloyd Williams, 22 Callum Sheedy, 23 Uilisi Halaholo
mete: Adams (9′), Faletau (14′), Owens (22′, 29′), North (42′), Sheedy (57′), Rees-Zammit (64′) trasformazioni: Biggar (10′, 23′, 43′), Sheedy (58′,64′)
punizioni: Biggar (4′)

 

 

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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