martedì, 18 Maggio, 2021

Russiagate, Conte nella tana del ‘Volpi’

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Una matrioska con dentro non solo il Viminale, ma anche per Palazzo Chigi. È quanto stanno cercando di chiarire le indagini degli ultimi giorni sull’influenza di Mosca. Al Copasir oggi l’audizione del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sulle visite a Roma del procuratore Usa William Barr ed i suoi colloqui con i vertici dell’intelligence italiana.
Il Comitato presieduto da Raffaele Volpi, il deputato leghista eletto pochi giorni fa, ha chiesto chiarimenti al premier sull’incontro che si è svolto a Ferragosto tra il ministro della Giustizia americano, William Barr, e i capi degli 007. Volpi metterà infatti sul tavolo la mancata condivisione con il Comitato dell’autorizzazione all’incontro e chiederà spiegazioni sul perché i ministri competenti non siano stati informati. Un altro personaggio al centro delle indagini è
Joseph Mifsud, docente maltese passato per la Link Campus University di Roma e di cui si sono perse le tracce da un anno e mezzo, che nel 2016 avrebbe passato a George Papadopoulos, consulente dell’allora candidato Donald Trump, la ‘polpetta avvelenata’ delle email di Hillary Clinton in mano ai russi. Richieste d’aiuto fuori da ogni protocollo di scambio di informazioni fra intelligence. Barr era pure accompagnato da John Durham, procuratore speciale dell’indagine sul Russiagate.
Dopo il Presidente Conte saranno ascoltati anche il direttore del Dis, Gennaro Vecchione, Luciano Carta (Aise) e Mario Parente (Aisi).
Da Barr a Mifsud, una sequenza di questioni che saranno sollevate soprattutto da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia nell’audizione del presidente del Consiglio al comitato parlamentare di controllo sull’intelligence. Il nodo centrale è perché Conte non ha informato il Copasir degli incontri a Roma tra i vertici dei nostri servizi segreti e il ministro americano della Giustizia William Barr.
La storia anzi, la spystory è lunga e complicata che parte da Washington attraversa il Continente europeo, passando la Manica e finendo addirittura in Australia, ma la questione è diventata di politica interna ed è motivo di attacco dell’opposizione verso il Premier.

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