domenica, 17 Ottobre, 2021

Salerno. Una mostra per gli artisti del Chelsea Hotel

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Ci sono storie che hanno segnato in maniera indelebile del ventesimo secolo. E ci sono luoghi che le hanno accolte, protette, fomentate, offerte all’attenzione di tutti. A Salerno, fino al prossimo 5 settembre, nelle stanze di Palazzo Fruscione, saranno esposte 109 opere fotografiche dedicate agli artisti che hanno abitato il Chelsea Hotel. Si intitola “Stories from the Rooms” la collettiva di 30 artisti internazionali – unica nel suo genere – voluta dall’associazione culturale Tempi Moderni con Ono Arte Contemporanea. Il mito, gli eccessi, gli amori, le sfide, il glamour, l’arte, la creatività, la follia. È una bellezza sfaccettata e complessa quella dei volti e delle storie di chi ha abitato il più iconico tra gli alberghi newyorches. Le immagini sono accompagnate dai testi scritti, per l’occasione, da Carlo Massarini, giornalista e critico musicale tra i più importanti divulgatori di musica nel nostro Paese.

Qui, nel palazzo voluto dall’architetto Philip Hubert s’intrecciano le storie e le immagini di Arthur Miller, che aveva appena lasciato Marilyn Monroe, si ritira a scrivere; Patti Smith e Robert Mapplethorpe vi si stabiliranno per diversi anni, così come Jackson Pollock, Dylan Thomas, Leonard Cohen e Janis Joplin; Sid Vicious dei Sex Pistols in una di quelle stanze uccise la fidanzata Nancy Spungen mentre Andy Warhol vi girò il suo film Chelsea Girls. E ancora Madonna, Tom Waits, Dennis Hopper, Bob Dylan, Jack Kerouac, e tanti altri. Queste e molte altre storie verranno raccontate in un’esposizione che non vuole però essere solamente un’antologia di personaggi e momenti fondamentali della storia della cultura popolare, ma anche un’occasione per riflettere sul particolare clima che ha contribuito a influenzare e dare forma all’arte e alla cultura del XX secolo.

Clima culturale che trae spunto dal pensiero del filosofo Charles Fourier, il quale immaginava una società perfetta, sull’esempio delle Falangi greche, che potesse autosostenersi attraverso il contributo delle singole attitudini degli individui, capaci di dar vita a un sistema che non dividesse in 2 la società, con poveri e ricchi, ma muovesse dalla singola passione e predisposizione personali per creare un impianto armonico strutturato sulla forza della diversità. Secondo i seguaci di Fourier, era compito degli artisti, in particolare, trovare le parole e le immagini che avrebbero potuto unire una popolazione. “Come i mugnai che trasformano il grano in farina, i poeti e i compositori trasformavano i flussi di pensiero e i sentimenti che attraversavano un popolo di narrazioni tangibili nelle quali la comunità si riconoscevano.” Attraverso questa esperienza condivisa un gruppo disparato si trasformava in una falange unita, rafforzata e pronta ad evolversi. Così, fin dagli inizi del ‘900, grandi scrittori come Edgar Lee Masters, Thomas Wolfe, William Dean Howells, Mark Twain, Virgil Thomson, Dylan Thomas, iniziarono a fare del Chelsea un punto di riferimento, influenzandosi l’un l’altro, nel corso del tempo, sempre di più, fino a modificare totalmente la visione del proprio lavoro.

A Palazzo Fruscione saranno presenti le opere di: Rita Barros, Peter Cunningham, Deborah Feingold, Barry Feinstein, Tony Frank, Guido Harari, John Jay, Matt Mahurin, Fred W. Mc Darrah, Inge Morath, Anton Perich, Michael Putland, Sam Shaw, Steve Schapiro, Norman Seeff, Peter Angelo Simon, Ronn Spencer, Allan Tannenbaum, John Tiberi, Fabio Torre, Baron Wolman, Susan Wood. In dialogo con i fotografi che hanno immortalato la leggenda del Chelsea Hotel, negli altri ambienti del palazzo, ci saranno: il duo storico dell’arte contemporanea Perino&Vele, il designer e illustratore Stephen Alcorn, la fumettista Vanna Vinci, il video-artista Nicola Di Caprio e Licio Esposito e Paola Vacca della Cactus Film.

Una mostra unica che si accompagnerà a una serie di eventi, dai talk alla musica live al cinema che guideranno i visitatori in un’approfondimento “tridimensionale” di una storia alla quale siamo tutti legati.

 

Carlo Pecoraro

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