martedì, 13 Aprile, 2021

Salvini a Budapest incontra Orban

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Il leader della Lega, Matteo Salvini, dopo l’incontro a Budapest con il premier ungherese Viktor Orban e il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, ha affermato: “Non siamo qui per smontare o attaccare ma per costruire qualcosa di longevo. Questa giornata rimarrà storica. Abbiamo parlato di temi che secondo i media ci dividono e invece ci uniscono. Noi chiediamo più Europa in termini di difesa dei confini e della vita. Puntiamo a essere primi per rappresentanza nell’Ue. Qui ci sono i governi di tre Paesi che rappresentano più di cento milioni di cittadini. Abbiamo parlato di un percorso che inizia oggi e andrà avanti in diverse tappe allargando il gruppo coinvolgendo nuovi partiti e nuove famiglie. Ci proponiamo come nucleo storico e alternativo a una sinistra che mette in discussione le radici dell’Ue e non ci poniamo limiti e confini. Non ci accontentiamo di essere quarti, secondi, noi puntiamo ad essere i primi come rappresentanza in Europa”.

Parlando anche a nome dei due leader, il segretario della Lega ha dichiarato: “Noi sogniamo un’Europa che fa poche cose in comune ma bene e un’Europa che non usa l’arma del ricatto. Con ‘rinascimento europeo’ siamo protagonisti di un cambiamento positivo, rimettiamo al centro il diritto alla vita, al lavoro e alla libertà”.
Nella conferenza stampa congiunta ha parlato anche Viktor Orban che, lanciandosi in un’esplicita lode di Matteo Salvini, ha detto: “Non è  un segreto che chiamiamo  Salvini ‘nostro eroe’, perché quando qualcuno diceva che era impossibile fermare l’immigrazione clandestina, da ministro ha saputo arrestare l’immigrazione. Siamo grati per quello che ha fatto Salvini. E l’abbiamo sempre apprezzato”.
Il premier polacco, Mateusz Morawiecki, ha affermato: “Mi piace molto l’idea di Salvini di un ‘Rinascimento Europeo’. Bisogna gettare le basi per una nuova Europa. Mi piace molto l’idea di Matteo Salvini a proposito di rinascimento europeo. Parliamo di valori per costruire il futuro”.
Le lusinghe del premier ungherese verso Matteo Salvini non sono la novità dell’incontro a tre. La novità è che il leghista sia riuscito, tramite  Orbàn, ad incontrare Morawiecki, esponente del Pis di Jaroslaw Kaczynski. I tre, annunciando un progetto di lungo periodo propagandando il “rinascimento europeo” e punterebbero a spingere il Ppe più a destra.

Bisogna comprendere cosa è cambiato dal gennaio 2019, quando Kaczynski accettò di incontrare Salvini a Varsavia, ma respinse con decisione il suo invito a formare un gruppo unico di sovranisti al Parlamento europeo, per via dei suoi legami con Putin.
In Polonia ancora se lo ricordano, tanto che Morawiecki è finito nel mirino dell’opposizione per la sua trasferta a Budapest. Borys Budka, deputato e presidente del partito ‘Piattaforma civica’, ex ministro della giustizia, ha detto: “Invece di dare spiegazioni alla Commissione Europea sulle violazioni dell’indipendenza dei giudici, Morawiecki se ne va in Ungheria a giocare con gli ammiratori di Putin: Orbán e Salvini”. Budka ha fatto riferimento alla procedura aperta proprio ieri dalla Commissione Ue nella Corte di giustizia europea sulla legge polacca che viola l’indipendenza della magistratura.
Ad ogni modo, nella sua nuova veste di sostenitore del governo Draghi, Salvini, apparentemente, avrebbe messo da parte i flirt politici con Mosca. In più, agli occhi del Pis, è diventato più degno di attenzione, proprio in quanto partner di uno dei governi più influenti in Europa in questo momento. E poi c’è il fatto che Kaczynski non può dire di no a Orbán, dati i rapporti stretti tra Polonia e Ungheria, i due governi dell’est che a dicembre piantarono il veto contro il Recovery fund, mettendo alle strette il resto d’Europa e riuscendo a ottenere concessioni sul legame tra l’erogazione dei fondi e il rispetto dello stato di diritto. Bella forza, basata sulla debolezza delle democrazie liberali europee.

 

Ora Orbán è uscito dal PPE e, forte dell’asse di ferro con la Polonia, cerca una nuova casa politica. Analogamente anche la Lega, a cui il gruppo sovranista di ‘Identità e democrazia’, con Marine Le Pen, i tedeschi dell’Afd e il resto dell’ultra-destra europea, adesso non va più bene dovendo sostenere l’esecutivo Draghi.
L’incontro fatto a Budapest non annuncia un ingresso della Lega e di Fidesz nel gruppo dei Conservatori europei, dove ci sono i polacchi del Pis e gli eurodeputati di Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni, presidente dei Conservatori europei, che non sarebbe entusiasta di un eventuale arrivo dei leghisti. Del resto, non lo sarebbero nemmeno i polacchi, la cui delegazione verrebbe superata dai 27 europarlamentari del Carroccio che avrebbero i numeri per chiedere la presidenza.

Il tentativo invece sarebbe un altro e si poggerebbe su altre novità intervenute da quel lontano gennaio 2019, quando Salvini, ricevuto da Kaczynski in una fredda Varsavia, fu contestato da qualche manifestante per i suoi legami col Cremlino.
La novità più importante è la pandemia, che rischia di mandare gambe all’aria partiti e governi della Europa pre-covid, compresa la Cdu di Angela Merkel, in seria difficoltà in vista delle elezioni di settembre. Non a caso, la campagna vaccinale europea con tutte le sue falle è stata al centro dell’incontro di Budapest.
L’altra novità è un Ppe che ha messo alla porta Fidesz per le violazioni dello stato di diritto in Ungheria, ma che presto rimarrà orfano della Merkel, leader carismatica degli ultimi 15 anni.
Orbán, Morawiecki e Salvini, al netto delle differenze sul rapporto con la Russia e delle contraddizioni che contraddistinguono qualsiasi alleanza tra sovranisti, potrebbero puntare a inserirsi in questo vuoto: quello politico nel Ppe e quello di una Europa che potrebbe restare gravemente ‘offesa’ dalla pandemia, a meno di una iniziativa europeista forte e immediata che riesca a rinnovare le istituzioni, a dare una ventata di aria fresca alle sue democrazie liberali che finora non si sono imposte sufficientemente sulle violazioni dei diritti nei paesi dell’est. L’obiettivo dei tre di Budapest è spostare a destra l’asse dei Popolari, tirarli verso un’alleanza con la destra piuttosto che con liberali e socialisti.

 

L’idea è di trovare altri alleati. Non solo Meloni, all’opposizione del governo Draghi ma pur sempre alleata di Salvini nel centrodestra italiano e vicina a Orbán. Dall’incontro di Budapest si cercherà di poter stringere intese anche con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, ‘astro nascente’ del Ppe, che negli ultimi giorni si è distinto per la protesta contro Bruxelles sulla distribuzione dei vaccini nell’Ue, non equa, secondo lui. Chi erano i suoi compagni di battaglia? Il premier sloveno Janez Jansa (che si sta distinguendo in patria per repressione della libertà di stampa, un pò come Orbán in Ungheria), il ceco Andrej Babis, il bulgaro Boyko Borissov (al voto domenica per le politiche), più Lettonia e Croazia. Tutte personalità che potrebbero stare bene nel disegno di Orbán, Morawiecki e Salvini.
Nella conferenza stampa ci sono state solo dichiarazioni dei tre senza domande dei cronisti. La loro idea di costruire qualcosa di più longevo, di formare un nuovo gruppo europeo tutti insieme, non è progetto immediato. Potrebbe riguardare anche la prossima legislatura europea. Per adesso, c’è tempo anche per rabbonire la Meloni.
Di certo, si guarderebbe anche alle presidenziali in Francia: se Le Pen non le vince (difficile con il sistema a doppio turno, anche se la popolarità di Macron è in picchiata), sarà più semplice per Salvini proseguire il distacco da Fratelli d’Italia già iniziato decidendo di sostenere Draghi. Mezzo passo è compiuto, ora si tratta solo di trovare una nuova collocazione. Per ora Salvini è accanto alle destre dell’Ue (checché ne pensi Draghi o lo stesso Giorgetti) prestandosi a logiche doppiogiochiste.
Il futuro dipenderà dalla forza delle democrazie e dei partiti liberali dell’Ue, ma anche dal successo del governo Draghi e dall’impegno di Biden che ha deciso di battersi per la libertà contro tutte le forze antidemocratiche esistenti sul pianeta Terra.

 

Salvatore Rondello

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