venerdì, 16 Aprile, 2021

NUOVO STRAPPO

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Nuovo scontro nel governo. Con il voto sardo e il crollo dei 5 Stelle anche nell’isola, la Lega ormai detta l’agenda di governo al Movimento. Di Maio vuole uscire dall’angolo in cui è stato da cacciato da Salvini inseguendo la Lega sul suo stesso terreno. Il risultato è l’aumento della rissosità e dei toni. La ministra per le Autonomie, la veneta Erika Stefani, conferma infatti la determinazione della Lega nell’imprimere una decisa accelerazione al tema delle autonomie regionali di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, superando le resistenze che vengono da alcuni governatori del Meridione e in particolare da quelli delle Regioni meno efficienti, resistenze alle quali il Movimento 5stelle, che nel Centro-Sud è molto radicato, è inevitabilmente sensibile.

L’obiettivo, conferma la ministra Stefani, è chiudere l’intesa con Veneto, Lombardia ed Emilia prima delle elezioni europee di primavera. L’accelerazione impressa dalla Lega è partita ieri pomeriggio, con un vertice politico a quattro, al quale hanno partecipato il governatore del Veneto Luca Zaia, quello della Lombardia Attilio Fontana, e i ministri Erika Stefani e Matteo Salvini. Al vertice leghista ha fatto seguito la cena tra Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, nel quale Salvini ha posto all’alleato una sorta di ultimatum, legando la questione delle autonomie regionali a quella della Tav e alle norme semplifica-appalti.

“O si fa l’autonomia o io blocco tutto” è l’ultimatum che Salvini ha posto a premier e vicepremier. Il reddito di cittadinanza compreso nel decretone, approvato al Senato, è stata la moneta pretesa di Di Maio e messa al primo punto del contratto di governo. Ora è Salvini che vuole passare all’incasso. E vuole farlo prima delle elezioni europee di maggio. Un sfida vera e propria all’interno del governo. Un braccio di ferro che andrà avanti fino al voto. L’autonomia, ha giurato il leader leghista, si farà. Punto e basta. Laddove Di Maio punta i piedi, tra i mal di pancia del Sud e le resistenze dei suoi ministri: troppi nodi ancora da sciogliere, è la linea, serve tempo.

“Noi sosteniamo l’autonomia – è la risposta di Di Maio – ma non lo spacca-Italia. Permetteremo alle Regioni che lo chiedono di poter gestire alcuni servizi. Ma il percorso non sarà breve. Ci sarà una pre-intesa approvata in Cdm dopo un vaglio politico mio, di Salvini e di Conte. Poi il presidente inizierà una trattativa con i governatori di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Infine si andrà in Parlamento e lì i presidenti delle Camere decideranno se sarà emendabile o no il testo delle intese”

Intanto il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza una risoluzione che impegna la Giunta ad attivarsi perché “non sia attuata nessuna forma di autonomia legislativa che va a modificare la Costituzione, minando i principi di uguaglianza, unità ed equità”. Nell’atto si chiede, di perseguire il “dettato costituzionale”, che prevede il coinvolgimento del Parlamento “nel processo della definizione dei termini delle eventuali intese” e non prevede, al contrario, “improprie procedure di delegazione legislativa che demandano al Governo e alle regioni e poi a commissioni paritetiche di natura tecnica”.

Altro fronte caldo nello scontro tra Lega e M5S resta quello della Tav. Per il momento è tutto fermo. Servirà un nuovo vertice di governo nei prossimi giorni. M5s non esclude la sospensione del progetto fino a fine legislatura, ma la Lega non è d’accordo e punta all’avvio dei bandi di gara da parte di Telt.

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