giovedì, 5 Agosto, 2021

Salvini, Orban e i sovranisti europei cercano casa

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Detto, fatto. Anche se la data del primo aprile poteva collegarsi più a uno scherzo  che a un appuntamento politico, giovedì scorso Viktor Orban  si è incontrato a Budapest con Il leader della Lega  Matteo Salvini e con il Primo Ministro polacco Mateusz Morawiecki. Ha quindi dato seguito all’annuncio, fatto dopo la uscita della sua forza politica dal gruppo e dal partito popolare europeo, di puntare alla costituzione di un nuovo raggruppamento sovranista unitario. Ma la cosa, dal punto di vista pratico sembra, al momento, inattuabile e utilizzabile più a livello propagandistico  che altro. Vediamo perché. Per prima cosa non si capirebbe perché la Lega, subito dopo essere entrata nel Governo Draghi e aver accettato la fedeltà all’Unione Europea, trovasse una sintesi politica con chi, ungheresi e polacchi, si sono distinti nelle critiche all’adozione del nuovo bilancio e del Recovery fund, mettendo in pericolo proprio quelle misure economiche essenziali per il nostro Paese. Senza parlare delle spinte, in atto da parte del Ministro Giorgetti e di alcuni Governatori regionali come Zaia e Fedriga, per una direzione politica moderata da parte della Lega e per una  adesione al gruppo popolare europeo, proprio quello fortemente criticato e abbandonato da Orban.

L’unica spiegazione potrebbe essere quella di Salvini di essere alla guida di un nuovo raggruppamento europeo senza condizionamenti da parte della Le Pen, considerata troppo estremista per farne parte e neanche invitata al vertice di Budapest.  Ma è su questa ipotesi  che si aprirebbe un altro problema che pare insormontabile. Il Pis di Morawiecki, infatti da parte del gruppo europeo dei Conservatori e riformisti che comprende anche Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e con la sua consistenza numerica ha una posizione di prevalenza. Morawiecki non vuole entrare in un nuovo Gruppo dove questa posizione non sarebbe conservata e dove difficilmente potrebbe orientare le decisioni a seconda delle sue esigenze interne. Non parliamo poi dei rapporti internazionali dove le differenze sono molto pronunciate. Mentre la Lega e Fidesz di Orban  hanno buoni rapporti con la Russia di Putin, il Governo polacco rinnova quasi quotidianamente gli attacchi contro Mosca  dando ospitalità a basi e armamenti Nato con una significativa presenza militare americana. Mentre Orban distribuisce il vaccino cinese e sta costruendo una Università con relativo campus diramazione di un ateneo di Pechino, Salvini se la prende con l’espansionismo di Xi Jimping e con il progetto di investimenti cinesi nei porti italiani per realizzare la nuova Via della Seta. L’unico punto reale di accordo tra le tre forze politiche riunitesi a Budapest sembra essere quello  della negazione di  sacrosanti diritti civili e di libertà e della interpretazione conservatrice della dottrina cattolica con punte vergognose come quelle recenti in Polonia contro la libertà di aborto. Più che “rinascimento” europeo, il nome proposto da Salvini per il nuovo raggruppamento, forse il termine da usare sarebbe quello di oscurantismo.  Un incontro dai contenuti pressoché nulli quello di Budapest,al di là delle roboanti dichiarazioni stampa dei protagonisti. Arrivederci alla prossima puntata, per la verità non ancora fissata.

 

Alessandro Perelli

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