venerdì, 14 Maggio, 2021

Salvini: testa grossa cervello fine

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La testa grossa di Salvini non è un dato puramente anatomico ma riferendosi al patrimonio ideologico non può che comprendere tutto il suo armamentario politico e comportamentale, che sulla base delle ultime scelte, del tutto inattese, contiene tutto e il suo contrario. Bisogna riconoscere che il cervello fine si riferisce alla sua attenta valutazione dei dati di fatto profondamente mutati e mutanti. Il colpo più duro al fronte sovranista, di cui Salvini intendeva essere riconosciuto leader in Europa ma con molte diffidenze, è stato certamente il mancato rinnovo della presidenza Trump non solo attuale ma anche futura se dovesse essere riconosciuta la sua istigazione all’assalto del parlamento per avergli sottratto, a suo dire ma senza nemmeno una prova ,una vera e propria truffa elettorale, la riconquista della Casa Bianca. Altro elemento di valutazione, determinante per Salvini, lo sforzo unanime della UE, con qualche sbavatura riconosciuta nella gestione nei vaccini, per affrontare in maniera solidale non solo la pandemia in un’ottica mondiale ma anche le conseguenti crisi economica sociale ed istituzionale. Di fronte a questo cambio di passo l’occasione era troppo grossa per una conversione ad u, unendosi alla maggioranza nell’approvazione dei nuovi regolamenti del Recovery Plan. Una conversione ad u con un occhio all’Europa ed uno doppio all’Italia ed al tentativo Draghi con la premessa dell’appello alla scelta europeistica ed atlantica ed alle prevedibili chiusure verso chi poteva essere considerato un cavallo di Troia. La tempestività di Salvini non è frutto di improvvisazione, essendo tempestato dalla sua base a rientrare nel flusso d’avanguardia dell’Europa, una vecchia aspirazione sin dalla vecchia Lega, rinverdita dal suo vice Giorgetti. Naturale che il primo effetto sia stato l’immediata convergenza con Berlusconi e la messa all’angolo delle aspirazioni della Meloni ad assumere la leadership di tutto il centro destra. Ferma l’intesa di mantenere unito il centrodestra a livello locale, è indubbio che la conversione di Salvini lo riaccredita alla guida. Essendo ben nota la dichiarazione ribadita in tutte le circostanze della sua fede fervente non mi meraviglierebbe che qualche agiografo farà risalire il miracolo della conversione ad una visita riservata a Lourdes.

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