martedì, 26 Ottobre, 2021

Catalogna, da Sanchez un atto coraggioso e lungimirante

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Un atto coraggioso e lungimirante quello del Premier spagnolo Pedro Sanchez che ha fatto approvare dal Consiglio dei Ministri il provvedimento di indulto per i nove leader indipendentisti catalani che stanno scontando lunghe pene detentive per l’ organizzazione del referendum illegale del 2017. Un atto di riconciliazione nazionale che permette di affrontare in modo migliore una questione ancora aperta e che le ultime elezioni regionali in Catalogna, con la vittoria degli indipendentisti, hanno fatto tornare alla ribalta in campo interno e internazionale. Una mossa ,quella di Sanchez, che non può essere considerata solo di utilità personale, in quanto i voti o le astensioni degli indipendentisti sono necessari in Parlamento per dare ossigeno al suo Governo. Oltreché nel partito popolare e nell’ estrema destra infatti ,anche nello stesso partito socialista, le voci contrarie all’ indulto erano presenti. Ma Sanchez ha tirato dritto argomentando la sua scelta non solo per favorire la concordia nazionale ma anche con una autocritica su come è stato affrontato un problema che meritava un maggiore approfondimento e non esclusivamente una risposta repressiva. Ricordando le scelte del Governo del popolare Mariano Rajoy, condivise allora dai socialisti, Sanchez ha parlato di errori che hanno portato il muro contro muro facendo mancare il dialogo necessario. C è anche da dire che si stanno avvicinando i primi responsi degli organi di giustizia europei sui ricorsi da parte del condannati indipendentisti dai tribunali spagnoli e il timore che Bruxelles possa considerare positivamente le loro istanze spinge verso una riconsiderazione delle pene inflitte in un momento di particolare tensione. I nove che saranno scarcerati spingevano per un provvedimento di amnistia ritenendo di non aver commesso alcun reato per aver promosso e organizzato il voto referendario del 2017 poi dichiarato incostituzionale dalla Corte Suprema . Il Premier socialista ha scelto invece l’ indulto come gesto di armonia e convivenza che ha sottolineato vuole essere anche un concreto contributo alla! riapertura di un dialogo costruttivo con gli abitanti della Catalogna che deve continuare a essere la protagonista di un progetto di rilancio economico e sociale di tutta la Spagna. Quanto deciso dal Governo Iberico non risolve il caso di quei dirigenti politici catalani, eurodeputati, che dopo la condanna si sono rifugiati all’ estero e per i quali è stata richiesta la estradizione come Carles Puigdemont. Nei marzo di quest’anno il Parlamento europeo ha tolto loro l’ immunità ,passo necessario per arrivare all’ estradizione. Un problema che per Pedro Sanchez pesa come un macigno sulla strada di quella riconciliazione nazionale ricercata con il recente atto di indulto. Come rimane la minaccia dell’ indizione di un nuovo referendum per l’indipendenza anche se sui tempi persistono differenza tra gli stessi separatisti. Una situazione sempre molto delicata e appesa a un sottile filo di trattativa politica che comunque Sanchez ha provveduto a rafforzare ponendosi come reale riferimento di tutti gli spagnoli che credono debba prevalere la ragionevolezza e il dialogo salvando l’ integrità dello Stato.

 

Alessandro Perelli

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