lunedì, 2 Agosto, 2021

Scrive Sandro D’Agostino:
nel Psi un disagio profondo

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Il recente comunicato di Area Socialista, a firma del compagno Bobo Craxi, lascia trasparire, ma solo in parte, il disagio profondo che serpeggia nel PSI. Sono sempre di più i compagni che stanno prendendo coscienza della lenta eutanasia a cui il Partito è sottoposto. Leggo che gli attuali quadri dirigenti sarebbero intenzionati a ricandidarsi alla guida del Partito, in primis il Segretario Nencini. Io, però, vorrei sottoporre all’attenzione di tutti i compagni alcune questioni e gradirei una risposta da parte di Nencini:

1) Perché il PSI ha votato l’Italicum in Parlamento, nonostante il parere contrario del Consiglio Nazionale del Partito (mozione Mucciolo – Del Bue)?
2) Perché il PSI ha sostenuto la Buona Scuola di Renzi? Si osservi, infatti, come i principi ispiratori di questa legge siano molto lontani dalla visione socialista del sistema dell’istruzione pubblica. In particolare, l’eccessivo potere discrezionale dei presidi, l’abbandono al loro destino di centinaia di migliaia di precari (sia docenti che ATA), l’apertura alla possibilità di ingresso di capitali privati con pesanti potenziali ricadute sulla libertà di insegnamento, sono solo alcune delle criticità che rendono molto grave, a mio avviso, la decisione dei parlamentari del PSI di votare la legge.

3) Perché il PSI ha sostenuto la Riforma Costituzionale di Renzi? Come possiamo accettare che si privi il Senato della prerogativa di votare la fiducia al Governo e, contemporaneamente, si lasci che la Camera dei Deputati venga designata, in gran parte, dal segretario del partito di maggioranza relativa, che farà anche il premier?
4) Perché il PSI ha sostenuto il Jobs Act che, per ora, non ha prodotto effetti eclatanti in termini di aumento dell’occupazione e, contemporaneamente, ha abolito importanti tutele? Come si è potuto accettare l’approvazione di una legge senza contestualmente mettere in piedi gli opportuni ammortizzatori sociali con idonee coperture (servono decine di miliardi di Euro, non le piccole somme che il Governo è riuscito a trovare)?
5) Perché il PSI non ha chiesto l’estensione del bonus 80 Euro ai pensionati? Abbiamo forse smesso di tutelare una delle categorie più deboli della nostra società?
6) Cosa intende fare il PSI per arginare il taglio delle prestazioni sanitarie gratuite che il Governo intende attuare?
7) Perché, anche nella recente ridistribuzione di poltrone (viceministri e sottosegretari) il PSI è stato escluso? Forse il nostro voto in Parlamento è già ampiamente assicurato e non in dubbio come quello dei centristi?
8) Perché il PSI, anche nelle recenti elezioni regionali, non ha presentato liste socialiste, salvo sporadiche eccezioni? Cosa intende fare il Partito per le prossime amministrative? Continueremo a regalare i nostri voti al PD ed a scomparire dalla scena politica?

Infine, ultima e più importante domanda. Perché la Segreteria, con in testa il suo Segretario, non riconosce il fallimento di questi anni? Il Partito Socialista di Boselli si attestava a circa l’1% a livello nazionale, bene, in 8 anni, non solo la percentuale non è salita, ma siamo praticamente spariti da tutti i sondaggi.

Solo una precisazione: queste righe non hanno un intento polemico né vogliono essere un atto d’accusa fine a sé stesso. Tuttavia, trovo inconcepibile che nel Partito vi sia stagnazione. Quando il compagno Del Bue scrive che non possiamo fare riferimento al PSI della Prima Repubblica, in parte fotografa la realtà dei fatti, tuttavia mi permetto di dissentire circa l’ineluttabilità di questo assunto. Ne spiego il motivo: se smettiamo di lavorare affinché il PSI torni ad essere un partito con percentuali a 2 cifre, la nostra militanza cessa di avere un senso. Se dobbiamo sottoscrivere una tessera, e poi votare un partito, solo per ottenere una poltrona di viceministro e qualche altro sporadico contentino dal PD, è preferibile darsi all’ippica. Concludo dicendo che sarebbe un atto di buon senso rinviare il Congresso a dopo le Amministrative, affinché la discussione sia vera e proficua e non influenzata dalla contingenza elettorale dell’immediato. Ma so che, probabilmente, questo appello, come tutti gli altri, cadrà nel vuoto.

Sandro D’Agostino

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