lunedì, 18 Ottobre, 2021

Sandro Pertini una storia socialista che non si ferma

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Sabato 25 settembre a Stella San Giovanni tutte le Autorità cittadine e politiche saranno presenti per commemorare il 125° del compagno Presidente Sandro Pertini. Parteciperà Enzo Maraio segretario Nazionale PSI e tutte le federazioni Liguri del PSI e la Sindaca di Stella Marina Lombardi. Tutti i socialisti e non solo, in presenza o con un pensiero cordiale saranno a Stella a Savona.
Pensare oggi a Sandro Pertini, a 125 anni dalla nascita, 25 settembre 1986, appare molto difficile, perché si rischia di cadere facilmente nella retorica Per questo motivo voglio rinvangare il primo incontro con Lui, a 18 anni, a Genova Sestri Ponente nel Giugno del 76 in un periodo difficile e complesso per l’Italia.
Giornata calda, siamo in piena campagna elettorale per le elezioni per il rinnovo del parlamento. E’ di fatto la mia prima vera esperienza politica dopo l’adesione alla FGSI nel 1973, subito dopo l’assassinio del Presidente socialista cileno Salvador Allende.
Il comizio del Presidente della Camera dei Deputati Sandro Pertini, medaglia d’oro per la Resistenza, era programmato alle 17 nella grande Piazza Baracca. L’altoparlante continuava a suonare l’inno dell’Internazionale: “…rosso un fiore in petto ci è fiorito e una fede c’è nata in cuor…”
La piazza lentamente si riempie, l’emozione aumenta. Poco prima delle 17 arriva Pertini, la folla in piazza è immensa e grida: Sandro, Sandro, Sandro…! Pertini stringe le mani a tanti cittadini, lentamente i giovani socialisti lo accompagnammo verso il palco e sale dalla piazza un’ovazione speciale dedicata solo agli erori della resistenza. Inizia e parla a braccio per un’ora, con una ars oratoria propria dei grandi della storia.
In modo particolare si rivolge ai giovani: “Giovani che mi ascoltate, armate il vostro animo di una fede politica e difendete la libertà, che noi abbiamo conquistato a caro prezzo.
Ricorda le grandi battaglie socialiste per la difesa delle libertà civili e per l’unità della classe lavoratrice e il suo maestro Filippo Turati, esalta il sacrificio di Giacomo Matteotti, sprona i socialisti ad essere coerenti, onesti e a compiere fino in fondo il proprio dovere con coerenza e serietà.
Termina il comizio, è un’apoteosi, noi giovini ci avviciniamo, la gente lo stringe in un abbraccio immenso…mi avvicino con gli altri e biascico con timidezza adolescenziale: “Piacere signor Presidente…” Mi guarda con vivacità e con fare perentorio mi dice:” Belinon (scemo in genovese), dammi del tu, io sono il compagno Sandro. ” Rimango imbarazzato, lui se ne accorge, mi abbraccia, mi prende il braccio e ci avviamo verso la sezione socialista in via Sestri con tante compagne e compagni e li prosegue un caloroso e affettuoso rapporto da compagni che solo chi ha frequentato le “sezioni” dei partiti può comprendere. Una scuola una palestra per la vita, educativa pedagogica, sociale, politica. E tanto calore che non so spiegare.
I vecchi compagni della sezione mi fanno sedere a fianco a lui, mi autografa il suo libro “Sei condanne, due evasioni…” e inizia a tracciare momenti importanti della grande battaglia per la libertà.
Arrivano in sala decine di persone, la terrazza della sezione si riempie, tanti iniziano a intonare Bella ciao…Ecco il primo incontro con Sandro Poi nel 1978 appena eletto Presidente della Repubblica al quirinale invitati da Lui senza tanti fronzoli, in qualità di Giovani Socialista della FGS Ligure.
Come FGS lo abbiamo conosciuto giovanissimi. Ascoltato e ammirato per la sua concezione nobile della politica, per la sua passionalità, per il suo essere schietto, irascibile e dolce, per il suo grande esempio di onestà politica.
L’ ultimo dei tre incontri al Quirinale, ci ha ripetuto più volte il concetto di libertà a cui tengo particolarmente: “Voi giovani non venite mai meno all’impegno per la giustizia e la libertà, non scendete mai a compromessi, difendete la vostra dignità, ad ogni costo”
Poi un lungo caro abbraccio, che continua come la “Sua storia Socialista”… Sono convinto che il suo cuore di socialista romantico continuerà a battere nel cuore di chi, come noi, crede fermamente nella giustizia e nella libertà di ogni essere umano, nei valori e nella storia del Socialismo Italiano e Europeo sempre più internazionale che mai.

 

Mario Oppedisano

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