venerdì, 18 Giugno, 2021

Sardegna: nulla di buono per gli ammortizzatori
sociali in deroga

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Sardegna MobilitàQuestione spinosa quella degli ammortizzatori sociali in deroga. Esattamente per capirci bene il pacchetto Cig comprende non solo le ben note – ma anche le “Mobilità in deroga”. Per capire di cosa si sta parlando è possibile accedere al sito Inps e prendere visione delle pagine esplicative nel merito. Qui Cig in deroga . Qui, invece, mobilità in deroga.

Ciò premesso, come suddetto, la questione ammortizzatori sociali in deroga, già entrata nella fase del paradossale dopo i mancati pagamenti relativi alle spettanze 2013, rischia di trovare ulteriore intoppo sia sul versante del saldo che su quello relativo alle competenze 2014. Per quanto concerne il 2013 per il quale un recente D.M. del 16 luglio 2014, comunicava l’autorizzazione alle ripartizioni alle regioni di una somma stimata in 400 milioni di euro, le maestranze sindacali hanno nei giorni scorsi, esattamente il 24 luglio a Roma nel corso di una manifestazione a Montecitorio, espresso viva preoccupazione sulla somma stanziata non sufficiente a coprire il fabbisogno complessivo.

In particolare si sottolinea che occorrono ulteriori 200 milioni da destinare alle Regioni Calabria e Sardegna, oltre alle somme a loro destinate. Rispettivamente 123 milioni per la Regione Calabria e 90 milioni per la Regione Sardegna. “Sappiamo – afferma Susanna Camusso – che a copertura del 2014 occorrono circa un miliardo e 400 milioni che allo stato attuale non si sa dove reperire.” Intanto il ministro Poletti ha annunciato che venerdì 1° agosto in CDM – Consiglio dei Ministri, si discuterà della questione coperture per il 2014.” Non è facile trovare le risorse ma come sottolineato dal Ministro – è possibile che si possano reperire le risorse andando a trarle dal definanziamento del fondo Letta – Giovannini – prevedeva una decontribuzione, a favore delle imprese di 650 euro per 18 mesi, per ogni nuova assunzione.

Come oramai noto, è stato un flop totale, a fronte delle previste 100 mila adesioni da parte di aziende e imprese, ne sono pervenute appena 29 mila. In queste ore il ministro Poletti valuta questa ipotesi unitamente al suo collega dell’economia, Padoan. Insieme al decreto per il rifinanziamento per il 2014 verrà varato anche il decreto che sancirà i criteri di erogazione della CIG e Mobilità il deroga a partire dal 2014. Cosa e come cambia qui di seguito. Premessa, l’obbiettivo è quello di arrivare a restringere l’enorme platea di beneficiari, ridurre le risorse e proporre un uso più virtuoso delle risorse proveniente dalle tasse, o fiscalità generale se si vuole usare un gergo tecnico. Come già più volte annunciato dal ministero del lavoro, dal 2014 si darà atto alla riduzione della durata degli ammortizzatori sociali che andranno ad esaurirsi entro il 2016.

Cig non potrà esser concessi per un periodo superiore agli 8 mesi nell’arco di un anno. Verrà concessa solo ai lavoratori con anzianità lavorativa, presso l’azienda o l’impresa, di almeno 12 mesi. Attualmente ne sono sufficienti 90 giorni. Saranno esclusi apprendisti e, novità, la Cig non si potrà più applicare alle aziende in fallimento. Dal 2015 e fino a fine 2016 il sussidio potrà essere concesso fino a 6 mesi nell’arco di un anno e a 12 mesi nell’arco di un biennio mobile. Per quanto concerne la cosiddetta mobiltà in deroga, i criteri previsti saranno ancora più stretti rispetto alla CIG. Questa, infatti, andrà a svuotarsi completamente, ma vedrà i lavoratori del sud leggermente agevolati in tal senso.

Vediamo, per quanto riguarda il saldo delle competenze non percepite nel 2013, vale quanto suddetto e cioè si darà atto alla ripartizioni delle somme individuate in 400 ml più il reperimento di ulteriori 200 mln per le realtà di Calabria e Sardegna. Per quanto concerne il 2014, la mobilità in deroga potrà esser concessa per un massimo di 7 mesi ( 10 mesi al sud ) per chi ha beneficiato di meno di 3 anni del sussidio e per un massimo di 5 mesi (8 al Sud) per chi ha già usufruito del sussidio per tre anni o più. Le aziende con più di 15 dipendenti che non hanno Cigo e Cigs (e che quindi non versano contributi per questi ammortizzatori sociali) e che non abbiano per il loro settore costituito un fondo di solidarietà dovranno dal 2014 versare lo 0,5% delle retribuzioni a un fondo di solidarietà residuale presso l’Inps.

In questo link tutti i dettagli meglio specificati . In questo senso, di oggi la nota stampa dell’ Assessorato al lavoro della Regione Sardegna – “L’Assessorato regionale del Lavoro comunica che, a partire dalle ore 10 del 31 luglio e fino al 25 settembre 2014 i datori di lavoro e i loro intermediari potranno inoltrare le domande di proroga al 31 agosto 2014 delle richieste di Cig in deroga per via telematica, tramite il portale Sardegna” – . La domanda finale è, a fronte di tutti questi repentini cambiamenti nell’ambito della questione ammortizzatori sociali, come e cosa si intende cambiare per fare i modo che tutti i beneficiari di questo istituto economico/sociale, già ampiamente privati del loro fondamentale diritto al lavoro, non siano ulteriormente privati anche del minimo sostentamento economico che fin ora proveniva dagli ammortizzatori sociali? Prima gli esodati adesso gli smobilizzati. Dopodiché c’è la bagarre della riforma del Senato. All’orizzonte sembra che non ci sia nulla di positivo.

Antonella Soddu

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