sabato, 25 Settembre, 2021

Elezioni Sassonia, cresce intesa tra le forze europeiste

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Ci sono dei risultati elettorali amministrativi che, per il periodo in cui si svolgono e per le specifiche caratteristiche dei territori coinvolti, assumo un valenza di ordine nazionale. Così si può dire del voto che ha interessato domenica, in Germania, il Land della Sassonia. L’ultimo test prima delle elezioni politiche di settembre che ha chiamato alle urne più di due milioni di abitanti in una regione dove governava la cosiddetta coalizione Kenya che comprende Cdu, Spd e verdi. Un Land, dove nella precedente consultazione si era avuto l’exploit dell’estrema destra dell’ AfD (Alternative fur Deutschland) che aveva raggiunto quasi il 25% e che in questa occasione puntava al pareggio con il partito della Merkel. Dalle urne è invece uscito un verdetto clamoroso. I cristiano sociali sono aumentati di sei punti raggiungendo il 37%  mentre l’AfD è scesa al 21%. Un risultato che non lascia spazio a dubbi di sorta e che premia  la Cdu del Governatore uscente Haseloff e soprattutto del candidato alla cancelleria Armin Laschet, che guardava con preoccupazione a questo voto per due motivi: lo scetticismo dei cristiano sociali bavaresi sull’alleanza Kenya e una conferma dell’ascesa dei Verdi  che con la candidatura a settembre di Annalena Baerbock puntano alla poltrona della Merkel. Non ha giovato all’estrema destra la campagna elettorale del leader locale Oliver Kirchner con i suoi proclami di stampo razzista sui musulmani, con la richiesta di eliminare i programmi di integrazione, con le esternazioni aperturistiche sulla pandemia da coronavirus. A sinistra c’è da registrate il leggero aumento dei Verdi (neanche un punto in percentuale) che passano al 6 %, l’inarrestabile discesa dei socialdemocratici che ottengono l’8,5 % (molti elettori moderati di questo partito hanno preferito votare Cdu per contenere l’estrema destra) e la tenuta della coalizione di sinistra (comprendente gli ex comunisti) con l’11%. Un buon successo è stato riportato dai liberali che hanno superato agevolmente la soglia di sbarramento e che, in realtà, costituiscono ora,  con un loro possibile ingresso per rafforzarla ulteriormente, l’unica variante alla riproposizione della maggioranza formata da Cdu, Spd e Verdi.  Ed è questo anche il quadro che pare presentarsi per le politiche. Una netta chiusura a destra e un rafforzamento dell’intesa tra le forze europeiste. L’attuale maggioranza tra conservatori e socialdemocratici pare improponibile anche nei numeri e bene ha fatto Laschet, sulla scia di quanto ha fatto Angela Merkel, ad abbandonare i temi di chiusura sulle migrazioni per passare a programmi di solidarietà e di condivisione del ricollocamento dei clandestini che chiedono l’asilo politico. Con un attenzione particolare per i temi ambientali, cari ai Verdi, ma salvaguardando le esigenze dei ceti produttivi. Dal canto loro i Verdi sembrano pronti a entrare nella nuova maggioranza nazionale rivendicando addirittura la Cancelleria. Il voto di domenica in Sassonia rafforza questo quadro politico, magari con l’aggiunta dei liberali, ma la innegabile vittoria dei cristiano sociali, è per Laschet di buon auspicio per rivendicare il ruolo di Premier.

 

Alessandro Perelli

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