mercoledì, 4 Agosto, 2021

Schulz: Sto con Letta e Napolitano

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EUROPA Unita-Schulz-UE

Dal nostro inviato – Si è parlato di  Europa del XXI secolo. Una sfida, un progetto, una possibilità necessaria. Organizzato dalla fondazione Zaninoni e presieduto dalla deputata socialista Pia Locatelli, l’incontro pubblico, tenutosi a Bergamo ha visto la partecipazione del presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz che ha affrontato i nodi relativi al futuro del Vecchio Continente e alle problematiche che il progetto dei Padri fondatori attraversa in un momento storico delicato.

Presente all’appuntamento anche il segretario del Psi, Riccardo Nencini, che ha colto l’occasione per ribadire il sostegno alla candidatura di Schulz come presidente della Commissione in vista delle prossime elezioni europee: «C’è bisogno di coraggio, esperienza, autorevolezza», ha detto Nencini aggiungendo che «soprattutto c’è bisogno di un’Europa meno legata alle banche, di un’Europa solidale, che guardi ai diritti civili e sociali» perché «la destra populista cresce ovunque».

Già, perché come ha ricordato lo stesso Schulz nel suo intervento, «ci sono idee che si credeva appartenessero al passato, ma sono ancora vive e vanno contrastate» soprattutto alla luce del fatto che «se si distruggono le Istituzioni europee» quelle stesse idee possono diventare humus «per spinte pericolose».

L’appello che Schulz ha rivolto ai tanti giovani presenti è stato quello di essere di essere «veri Italiani: intelligenti, passionali, di larghe vedute, interessati allo sviluppo non solo del vostro Paese, ma dell’Europa». Per fare questo, il presidente de Parlamento europeo ha ricordato quanto sia necessario «credere alle capacità dei giovani nell’affrontare le difficoltà», e anche «ribellarsi a chi dice che le soluzioni prese dal proprio Paese, indipendentemente dall’Europa, sono le migliori perché sta mentendo».

Schulz, infatti, non ha dubbi: «l’Italia è un pilastro essenziale per la Ue». L’analisi del presidente dell’Europarlmento si spinge oltre: «Nessun Paese europeo può farcela da solo rispetto a Stati Uniti, Cina e India», soprattutto visto che «nel 2050 i 28 Stati Ue rappresenteranno solo il 5% della popolazione mondiale», dunque, «al tavolo dei G8 non siederanno Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna, ma ci sarà spazio per un solo seggio riservato all’Europa» in un mondo di «9 miliardi di persone».

Insomma, nell’ottica del socialista tedesco Schulz il nostro Paese deve affrontare, in vista del semestre di presidenza dell’Unione, il problema, innanzitutto, della crescita economica: una crescita sostenibile, che sfugga dalla morsa delle restrizioni al credito che strangolano l’economia e il grande patrimonio delle piccole e medie aziende. Ma, soprattutto combattere la piaga della disoccupazione giovanile anche «sfruttando la rete delle nuove tecnologie».

Rispondendo alle critiche che, troppo spesso i movimenti populisti rivolgono all’Europa, Schulz ah detto che «l’Italia ha fatto e continua a fare molti sacrifici», ma non per questo «gli italiani non devono credere che questi sacrifici siano un castigo imposto dall’Europa, sono il prezzo necessario per le nuove generazioni». Il presidente dell’Europarlamento ha ricordato «il sacrificio fatto dai nostri genitori che hanno vissuto la seconda guerra mondiale» che fu «necessario per permettere alla mia generazione di poter godere di certi diritti come l’istruzione, la sanità, l’assistenza». Oggi, secondo Schulz «in Europa si combatte una guerra contro la disoccupazione giovanile».

Il presidente dell’Europarlamento, da Bergamo, non ha mancato di commentare le vicende di casa nostra. Forte sostegno all’azione di Letta e Napoletano: «La stabilità è importante per l’Italia, perché così il Paese acquisisce fiducia. Enrico Letta ha creato un Governo in una situazione difficile. Letta e Napolitano lavorano per dare stabilità in una situazione eccezionale che richiede soluzioni eccezionali».

Roberto Capocelli

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