domenica, 13 Giugno, 2021

SCOSSA ‘POLITICA’ AL PIRELLONE: IL CENTROSINISTRA SFIDUCIA FORMIGONI OGGI IL VOTO IN REGIONE

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La terra trema anche a Milano, ma le scosse in questa calda giornata di giugno non sono telluriche ma politiche. A far oscillare il Pirellone è la possibile sfiducia del presidente della Regione Lombardia. Dopo 17 anni di amministrazione Formigoni e i recenti scandali e polemiche che hanno mandato gambe all’area equilibri consolidati e messo in dubbio la credibilità di buona parte della giunta, sarebbe un evento epocale la dipartita “forzata” del primo inquilino del Pirellone. Va avanti da questa mattina, infatti, tra polemiche e reprimende la discussione sulla mozione di sfiducia presentata contro il governatore lombardo. Promossa da tutto il centrosinistra, la mozione conta anche dell’appoggio dell’Udc ed arriva dopo settimane di turbolenza nelle stanze della Regione. La Lega ha ribadito il suo appoggio all’attuale presidente, dopo le dichiarazioni del neo segretario leghista Matteo Salvini che aveva lanciato un appello a Formigoni perché abbandonasse l’incarico di commissario Expo. Il Consiglio si esprimerà con voto palese.

 

«AMMINISTRAZIONE PESANTEMENTE SEGNATA» – La richiesta di sfiducia è giustificata dal fatto che l’amministrazione regionale risulterebbe «pesantemente segnata, sin dall’inizio, da diverse preoccupanti vicende che hanno fatto emergere, su più fronti, gravi problemi di rispetto della legalità». Il riferimento è alle vicende giudiziarie che hanno portato all’arresto dei faccendieri Antonio Simone e Pierangelo Daccò. Proprio dai verbali degli interrogatori di Daccò, il faccendiere che «apriva le porte» nella Regione Lombardia, era emerso il nome dello “zar” Formigoni, alla guida del Pirellone da 17 anni. Secondo le informazioni filtrate, Daccò aveva dichiarato ai magistrati che Formigoni sarebbe stato il beneficiario di pagamenti per vacanze alle Antille e barche di extralusso.

MARTINA, SEGRETARIO PD, «TORNARE AL VOTO» – Il primo a prendere la parola per illustrare la mozione è stato Maurizio Martina consigliere regionale e segretario lombardo del Pd che ha dichiarato: «Arriviamo dopo due anni molto difficili ed è inutile nascondere che questa legislatura è nata male, dalla vicenda delle firme fino alle ultime novità delle inchieste giudiziarie della sanità». Martina ha continuato sottolineando che si tratta di un tema «tutto politico prima ancora che giudiziario» ribadendo la necessità di «tornare subito al voto» anche perché «17 anni di governo ininterrotto di Formigoni sono tanti per tutti».

VALENTINI, PDL, «BASTA» – Ha replicato in aula il capogruppo del Pdl, Paolo Valentini che ha preso la parola sminuendo la mozione: «Basta con il gossip», ha detto il capogruppo, aggiungendo che il suo schieramento «va avanti con questa maggioranza e questo presidente». Valentini ha ricordato il «buon governo» della Regione Lombardia e ha concluso il suo breve intervento dicendosi sicuro che il dibattito di oggi «non porterà molto lontano».

ALFIERI, PD, «CON I MILIONI DEI FACCENDIERI SI POTEVANO EVITARE TAGLI E LICENZIAMENTI» –  Significativo anche l’intervento del consigliere regionale del PD Alessandro Alfieri che ha chiesto al Presidente della Regione di ispirarsi fino in fondo ai principi della virtuosità ed efficienza ai quali si appella: «Formigoni dovrebbe spiegare come sia possibile che dei faccendieri e lobbisti possano arrivare a ricevere 70 milioni di soldi pubblici destinati a strutture private», ha affermato Alfieri, ricordando che queste somme andrebbero a coprire «proprio i soldi che le strutture ospedaliere devono risparmiare facendo duri tagli di bilancio e licenziando i lavoratori».

Roberto Capocelli

 

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