domenica, 17 Ottobre, 2021

Scrive Andrea Malavolti:
Il Mossad, anni di lavoro perduti

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“Piani come quelli per gli attentati sugli aerei con i computer portatili o i tablet vengono discussi tra i capi dell’organizzazione terroristica. Adesso staranno già indagando per individuare la talpa, stiamo parlando di un circolo ristretto. Le rivelazioni hanno messo in pericolo una fonte che immagino abbia richiesto anni per essere coltivata”. È l’analisi di Danny Yatom, ex capo del Mossad – i servizi segreti israeliani – che, intervistato dal Corriere della Sera, commenta il caso politico nato attorno al colloquio del presidente Usa Donald Trump con il ministro degli Esteri e l’ambasciatore russi. Trump, secondo quanto riportato dal Washington Post e poi da tutta la stampa americana, ha informato i diplomatici russi sui dettagli di come gli Stati Uniti siano venuti a conoscenza di un piano dell’Isis di usare computer e tablet come ordigni da far esplodere sugli aerei: a fornire queste informazioni top secret, il Mossad che però non si aspettava che Trump rivelasse a un Paese terzo le notizie. Un’azione, afferma Yatom, che mette in pericolo tutto il lavoro fatto dai servizi segreti israeliani in Siria. “Di sicuro i dirigenti operativi – spiega Yatom, che ha guidato il Mossad fino al 1998 – stanno rivedendo alcune procedure. Frustrazione e disappunto sono diffuse. Direi che in molti sono arrabbiati”.

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