lunedì, 18 Ottobre, 2021

Scrive Angelo Zubbani:
Lettera aperta a Claudio Martelli

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Alcune riflessioni di un vecchio e irriducibile socialista sentimentale ispirate dalle note di Claudio Martelli

 

Caro Claudio, nella vita ci sono per tutti tempi di luce e tempi bui, il passo è agile e leggero quando il vento soffia bene e si fa più fatica quando si resta in pochi su una zattera senza timone. Chi resta a bordo cerca di trovare e si affanna come può per non perdere la rotta che stava seguendo, la mèta è sempre la stessa, credimi. Sei sceso alla prima fermata portandoti in dote il tesoro più prezioso rimasto, la nostra gloriosa testata, quasi fosse la buonuscita di un amministratore delegato, le stock options per il servizio reso; ti sei portato via il pallone con cui tutti giocavamo, altro da prendere non c’era. In quella stagione del buon vento c’eri anche tu e hai fatto la tua parte, c’erano anche molti di noi, quasi tutti. Abbiamo vinto e perso insieme, riso e sofferto, ma a nessuno di noi, di quelli che siamo ancora qui, viene mai in mente di accusare, recriminare, rinnegare, insieme abbiamo fatto bene e qualche volta meno bene, la politica è anche fatta di sbagli, leggiti l’ottimo libro di Riccardo Nencini sul meraviglioso, disperato, sognante viaggio che è stata la vita di Matteotti.
Pochi si salvano, la politica è anche storia di umanità. Pare che il nostro destino debba essere un destino di separazioni e un cammino quasi tutto in salita.
Così mi rattrista oggi leggere sulle pagine di quello che fu il nostro giornale giudizi così rancorosi, partigiani nel senso peggiore della parola, e, perdonami, un pò spocchiosi, come fossi l’ultimo della tribù dei buoni, dei virtuosi, l’ultimo dei profeti che sanno vedere e capire. Questo cammino di fatica ci ha insegnato, anche forzatamente, l’umiltà, ne abbiamo fatto tesoro, ci siamo presi la croce che era rimasta a terra e ce la siamo caricata. Abbiamo tradito qualcuno? Qualcosa? I vecchi ideali, dimenticato le vecchie battaglie?
Non credo, non direi, forse quella di questa stagione è la battaglia più nobile ed è ancora battaglia di socialisti, i socialisti sono ancora qua, molti invecchiati, ma vivi, combattivi e legati come sempre alle nostre battaglie per una civiltà fondata sulla libertà e sulla giustizia.
Il liberismo non ci ha sedotti, credimi, vediamo anche da qui le cose come vanno e continuiamo a credere che come il Kon-ti-ki la nostra zattera sappia trovare la mèta che nei suoi valori è ancora la stessa da quasi centotrent’anni. Fa buon viaggio anche te, ma con onore e dignità.

 

Angelo Zubbani
Segretario Psi Toscana

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