giovedì, 13 Maggio, 2021

Scrive Antonio Ciuna:
Una favola senza fine

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Sembra di vivere una favola senza fine. Quando le popolazioni meridionali ritenevano che il nuovo governo fosse disposto a risolvere i problemi delle nostre Regioni è arrivata la doccia fredda del Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini. che ha dichiarato che la costruzione del Ponte non è inserita nel ” Recovery plan ” europeo.

Premesso che non potrà mai esserci un valido sviluppo del mezzogiorno se non si assicurerà la continuità territoriale tra la Sicilia e La Calabria, la dichiarazione del Ministro è quanto mai anacronistica e sconcertante ed è sbalorditiva la successiva dichiarazione dello stesso Ministro quando afferma, senza alcuna cognizione di causa, che si proverà a migliorare l’attraversamento dello Stretto potenziando e migliorando le flotta delle navi traghetto. E’ evidente che il ministro ignora del tutto e la composizione dei treni, specialmente quelli ad alta velocità e, fra l’altro, ignora anche che sono inevitabili di eseguire le manovre a terra e sulle navi, dei i veicoli per portare i convogli sulle navi traghetto. Dette operazioni fra le due sponde richiedono un tempo medio di circa due ore compreso il traghettamento. Il signor Ministro deve quindi sapere che le sue proposte sono del tutto peregrine e non hanno alcun senso di ragionevolezza. Risulta quanto mai strano che il piano dei finanziamenti europei è regolato da norme rigide e non modificabili, specialmente quando si devono realizzare grandi opere, che per le evidenti e obiettive difficoltà, richiedono qualche anno in più rispetto ai termini indicati dal piano stesso .Comunque si ritiene quanto mai possibile realizzare co Recovery plan almeno le opere propedeutiche a terra sia in Calabria come in Sicilia.

Si intuisce che in tutto questo c ‘è la forza politica dei 5 Stelle, che fa parte della coalizione che sostiene il governo. Questa forza politica è stata sempre contraria a realizzare e la grande infrastruttura sullo Stretto nonché l’alta velocità sul territorio nazionale. A dire di questa forza politica la struttura del ponte danneggerebbe l’intero paesaggio nonché costituirebbe un danno ecologico alla fauna ed alla flora dell’intera zona. In merito al danno sismico si può affermare che la scienza antisismica sia in Giappone come in America nonché in altre parti del mondo ha raggiunto livelli altissimi di sicurezza attuando sistemi efficientissimi per attutire sensibilmente le onde sismiche oltre il settimo livello Richter

Le forze politiche della nazione devono convincersi, una volta per tutte, che il progresso e lo sviluppo economico del Paese passa anche dal miglioramento e delle vie di comunicazioni e dalla velocizzazione dei trasporti.

 

Antonio Ciuna

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