martedì, 3 Agosto, 2021

Scrive Celso Vassalini:
Lettera aperta agli Onorevoli “legislatori”

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Cortese Direttore,

La crepa della maggioranza sul ddl-Zan contro l’omotransfobia, vorrei dire la mia sulle polemiche. La prima osservazione è diretta al Partito Democratico: <>. Poi arriva lo strappo: «Ho letto le proposte di modifiche Secondo il Vaticano, infatti, alcuni passaggi del ddl Zan non solo metterebbero in discussione la sopracitata «libertà di organizzazione» – sotto accusa ci sarebbe, per esempio, l’articolo 7 del disegno di legge, che non esisterebbe le scuole private dall’organizzare attività in occasione della costituenda Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia -; ma addirittura attenterebbero, in senso più generale, alla «libertà di pensiero» della comunità dei cattolici. Nella nota si manifesta proprio una preoccupazione delle condotte discriminatorie, con il timore che l’approvazione della legge possa arrivare persino a comportare rischi di natura giudiziaria. «Chiediamo che siano accolte le nostre preoccupazioni», è infatti la conclusione del documento consegnato al governo italiano. Quindi se anziché dividerci ideologicamente ci si siede, ognuno presenta i suoi emendamenti, propone proposte di modifica e riflessione e si affronta l’argomento dal confessionismo degli Stati italiani preunitari alla laicità separatista cavouriana del nuovo Regno d’Italia, dalla cosiddetta “riconfessionalizzazione” dello Stato operata con i Patti Lateranensi, all’affermarsi e proseguire di una laicità positiva, di collaborazione, con l’avvento della Costituzione repubblicana. Insomma: la vicenda storica delle relazioni tra Stato e Chiesa in Italia negli ultimi centocinquanta anni è ricostruita e sistematizzata seguendo il volgere delle stagioni con i mutamenti, ogni volta radicali, delle politiche e del diritto in materia ecclesiastica. Il “compromesso” è anche nel 2021 un fenomeno positivo, addirittura una virtù; per certi aspetti il “compromesso” è il proprium dell’arte della politica, nella misura in cui sta ad indicare lo sforzo di raggiungere un risultato condiviso da una pluralità di soggetti che partono da posizioni diverse e addirittura contrapposte. Da questo angolo di visuale, la doppia faccia del “compromesso” assomiglia molto alla doppia faccia della “tolleranza”: atteggiamento deteriore nel senso prevalente in passato, di una benevola se non addirittura forzata accettazione di una diversità ritenuta come un errore ma che non si reprime in quanto male minore; addirittura virtù, secondo il linguaggio della modernità, in quanto piena accettazione della pluralità di fedi, di ideologie, di etiche, di opinioni, di comportamenti e soprattutto di entrare in quella spirale pericolosa nel violare in «alcuni contenuti l’accordo di revisione del Concordato. Si tratta di un atto senza precedenti nella storia del rapporto tra i due Stati – o almeno, senza precedenti pubblici. Il ddl Zan, ‘viola il Concordato’. L’obiettivo “non è bloccare ma rimodulare” il ddl…

 

Celso Vassalini

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