lunedì, 10 Maggio, 2021

Scrive Celso Vassalini:
Onorato per la visita di Mattarella

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Gentile direttore,

Onorato che il prossimo 18 maggio il presidente della Repubblica Prof. Sergio Mattarella, arriverà in visita nella nostra città. L’occasione partecipa alle celebrazioni di inaugurazione del trentanovesimo anno accademico dell’Università degli Studi di Brescia, “trentanove anni rappresentano motivo di una ricorrenza di grande importanza per gli eccellenti risultati conseguiti durante questo tempo”. “Celebriamo in un momento particolare che condiziona lo svolgimento degli incontri ma ne mantiene inalterato il valore”, “apprezzamento da tutto il mondo accademico per la presenza del Presidente della Repubblica Prof. Sergio Mattarella, aver mantenuto la preziosa Sua venuta”. Le confido, conoscendo l’umiltà del mondo accademico-tecnico e amministrativo, con il timoniere il Magnifico Rettore Prof. Tira, sino dalle prime notizie che lo riguardavano il nuovo coronavirus ci parve subito pericoloso e inquietante. Tuttavia, quando cominciammo a preoccuparcene senza che ciò cambiasse la nostra vita di sempre, mai avremmo pensato che in poche settimane esso avrebbe sconvolto il mondo intero, sconvolgendo la vita individuale di ciascuno, mettendo a soqquadro le strutture e le pratiche sanitarie e, il mondo universitario, trasformando le megalopoli in cui ci eravamo addensati in ghetti giganteschi con le serrande abbassate e le strade vuote e con una parte crescente dei loro abitanti costretti a vivere (se non morivano) di carità e di soccorso pubblico. Non si può uscire oggi da un’apocalisse del genere ritornando alla vita di prima e mettendosi alle spalle quella che abbiamo vissuto nelle settimane scorse. Non si può, perché forse ci è ormai impossibile guardare l’altro, l’altro che non conosciamo, senza che insorga il timore del contagio. Non si può, perché forse non riusciamo a liberarci delle nuove vibrazioni del nostro io maturate nella lunga solitudine. Non si può soprattutto perché quello che ci è accaduto ci ha aperto gli occhi sulle tragedie a cui ci esponiamo, avvalendoci del creato, come sinora abbiamo fatto, non per preservarlo e migliorarlo, ma per ricavarne senza limiti tutto ciò che soddisfa i nostri fini egoistici e immediati. Ha inoltre messo a nudo, a volte esaltandolo grazie alla solidarietà, a volte ferendolo a causa delle diseguaglianze, il valore incommensurabile della persona. E ci ha fatto capire quanto il bene comune dipenda certo dai governanti, ma non dipenda meno da ciascuno di noi della Statale di Brescia, anche i contributi di singoli componenti, ciascuno con il suo tema, la sua angolatura, le sue idee non necessariamente condivise da tutti. Troverà così riflessioni tanto sul futuro, quanto sull’esperienza che abbiamo fatto, compresi gli stati d’animo con cui individualmente ne siamo usciti; sul ruolo che avrà la ricerca di base e su quello delle tecnologie che già possediamo; sulla pandemia vissuta dagli altri, nei paesi e nelle comunità più deboli, e su quella vissuta dai nostri anziani. Di sicuro in questo ventaglio troverà spunti che gli parleranno della sua stessa esperienza e che forse risponderanno ad alcune delle sue stesse domande. Come già dicevo, troverà nella nostra casa comune l’Università i primi già Rettori Prof. Emerito Augusto Preti, Prof. Emerito Sergio Pecorelli e, l’attuale Rettore Prof. Maurizio Tira tracce, fondamenta che tutti noi suggeriamo per capire i pilastri fondanti dell’Università, l’accaduto e aprire un nuovo percorso. Sono, anche queste, tracce molteplici, che è bene ricordare-memoria nella loro trattazione specifica a chi vive la casa Comune l’Università. In questa breve umile prefazione serve, addirittura troverà l’essere sopravvissuti garantendo il più importante contenitore per le nostre future generazioni, parliamo di modelli di sviluppo da cambiare se vogliamo assicurare all’umanità un futuro non più segnato da apocalissi come questa; e mettere in luce ciò che di nuovo abbiamo ricavato dall’esperienza trascorsa, che possa contribuire all’Università degli Studi di Brescia di quel futuro migliore. Sono grato anch’io al Presidente della Repubblica Prof. Sergio Mattarella, ha fatto della concittadinanza e del saggio senso del limite di ogni potere il segno del suo altissimo servizio alla Repubblica. Un prezioso, costante esempio di libertà e di responsabilità per tutti.

 

Celso Vassalini

(ex dipendente e già componente per 19 anni nel C.di A.).

Mia madre è la Chiesa e mio Padre è lo Stato

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