domenica, 13 Giugno, 2021

Scrive Lorenzo Fantacuzzi:
Siamo al punto di partenza

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Siamo al punto di partenza, ogni volta che un bacio, non omologato al comune senso del pudore, viene dato per strada, scatta l’indignazione e si torna a fare i conti con un vuoto legislativo di quasi 24 anni.
Cose come l’ultima aggressione a Roma alla stazione di Valle Aurelia non dovrebbero accadere ma invece capitano e sono sconfitte dei diritti umani in una nazione civile.
Jean Pierre Moreno di 23 anni, originario del Nicaragua, rifugiato in Italia è stato aggredito lo scorso 26 febbraio, intorno alle 21, alla stazione dei treni di Valle Aurelia a Roma mentre stava baciando il suo compagno. Calci e pugni, come si vede nel video che è in rete questi giorni. Un’aggressione in piena regola, di chiara matrice omofoba.
Aspettiamo da tanti anni una legge che potrebbe finalmente aiutare l’Italia a combattere l’odio violento e discriminatorio legato al sesso, al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità, la legge Zan, però è ancora al palo.
Questa proposta di legge ha più di vent’anni e sono state presentate diverse proposte, la prima da parte Nichi Vendola nel 1996, tutte però bocciate, contestate o dimenticate. Nel 2020 è arrivato il ddl Zan, presentata dal deputato del Partito Democratico Alessandro Zan ed è un’estensione delle cinque precedenti proposte.
Perché abbiamo bisogno di questa legge? Semplicemente perché nel nostro ordinamento penale non esiste al momento alcuna legge che punisca la violenza di natura omo-lesbo-bi-transfobica, sessista o legata alla disabilità. Nel 2019 in Italia Arcigay ha registrati 138 comprese aggressioni e omicidi. Le segnalazioni, durante la pandemia, sono aumentate fino al 40% e poi ci sono le violenze non denunciate! Secondo l’Agenzia europea dei diritti fondamentali (Fra), l’Italia è tra i Paesi con indice di discriminazione più alto secondo gli intervistati.
Chi ha attaccato questa proposta di legge? Giorgia Meloni in aula ha dichiarato: “Ma siete sicuri che gli omosessuali di questa nazione non avrebbero voluto vedervi al lavoro per difendere le loro attività piuttosto che su questa roba qui?”
La legge, però, è arrivata alla Camera a ottobre dopo vari rinvii e mille polemiche e approvata con 265 voti a favore. Le opposizioni hanno presentato più di 800 emendamenti al testo. Dopo una lunga discussione, la proposta è stata approvata con l’aggiunta di alcune modifiche come l’introduzione di alcune definizioni preliminari, del tipo, cosa si intende per “sesso”, “genere”, “orientamento sessuale”, “identità di genere e, soprattutto, l’estensione delle misure previste anche ai delitti commessi per ragioni legate alla disabilità della persona.
Quindi cosa prevede ora questa legge? Il testo della legge Zan prevede ufficialmente delle “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità”. Punisce, quindi, non solo l’omotransfobia, ma anche la misoginia e l’abilismo cioè la discriminazione nei confronti di persone con disabilità presupponendo che tutte le persone abbiano un corpo abile.
La modifica all’articolo 604bis del Codice Penale, prevede: d’ora in poi saranno punite la propaganda di idee, l’istigazione a delinquere e la costituzione di associazioni a scopi violenti e discriminatori, non solo quando legate a “motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi” (come previsto ora) ma anche se riguardanti l’orientamento sessuale, l’identità di genere o la disabilità. Poi modifica l’articolo 604ter e va ad aggiungere delle aggravanti a diversi reati se commessi con finalità discriminatorie di questo tipo. Viene inoltre stabilito che il 17 maggio sarà ufficialmente la giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia.
Approvata alla Camera, deve ancora venire discussa in Senato. Il problema è che l’ultima crisi politica, potrebbe aver rallentato le cose e addirittura messo a rischio l’approvazione stessa della proposta. I cambiamenti degli ultimi giorni hanno portato alla necessità di riequilibrare le commissioni ma vistala maggioranza risicata o comunque solo relativa al Senato, si spera di raggiungere i numeri per l’approvazione.

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