martedì, 19 Ottobre, 2021

Scrive Luciano Masolini:
La lotta per i diritti non finisce mai

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L’altra settimana a Torino è stata inaugurata presso il Museo Diffuso della Resistenza, che ha la sua collocazione nei fascinosi sotterranei del maestoso complesso del Polo del Novecento, un’accuratissima mostra dalla sostanziosa documentazione interamente incentrata sul cinquantenario della nascita (nella primavera del 1971) del “Fuori!”, il “Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzinario Italiano”, un meritorio movimento di liberazione sessuale la cui appassionante storia, così ben evidenziata in questa imperdibile esposizione, anticipò (e non di poco) gli odierni “coming out”. Immettendo, quindi, una grossa trasformazione nella società di quei tempi, dai cui tanti ed innovati contributi derivano quelle rilevanti conquiste che hanno poi permesso alle persone omosessuali come a quelle transessuali di arrivare dopo tanto a beneficiare di preziosi diritti, ai quali siamo sicuri se ne aggiungeranno altri ancora, e magari speriamo il prima possibile. Attorno alla bella mostra (che rimarrà visitabile per un intero mese) ruoteranno pure ulteriori manifestazioni, in effetti un paio si sono già svolte. Come per esempio la tanto partecipata tavola rotonda di venerdì scorso (registrata anche da Radio Radicale) con la quale hanno fatto il punto (estremamente interessante) sul rapporto (più che pessimo) che intercorreva tra il giornalismo di quegli inizi anni Settanta e l’omosessualità. Giornali e riviste che ogni qualvolta si occupavano delle vicende omosessuali (e immagginatevi quando parlavano di quelle transessuali) non perdevano, purtroppo, occasione di utilizzare (a parte le testate anarchiche, quelle del Parttio radicale e pochissime altre) quasi sempre un sprezzante linguaggio (davvero tutto da analizzare) poi via via resosi nel tempo, grazie al cielo, sempre molto più evoluto e rispettoso. Ma ancora altre sono le iniziative in programma per festeggiare al meglio il cinquatesimo annivversario del “Fuori!”, a cui non possiamo che fare i più sentiti auguri. Una decina di anni fa quello splendido attivista che è Angelo Pezzana (al quale rivolgiamo tantissima gratitudine e ossequiosi saluti), a proposito dei primissimi passi del “Fuori!”, ricordandone proprio quella battagliera stagione – di cui lui stesso ne fu il maggiore artefice – scrisse: “(…) Ripensandoci quasi quarant’anni dopo, non fu poi una scelta sbagliata. Credevamo sinceramente che avremmo rivoluzionato, o almeno contribuito a modificare in profondità, il costume sessuale. Quel che allora ignoravamo era che stavamo rivoluzionando, prima di ogni altra cosa, le nostre stesse esistenze. Non eravamo più persone dalla doppia vita o comunque con una vita sessuale inconfessabile. L’inizio della visibilità cominciava dai noi stessi, come era giusto che fosse”. Questo è il fulcro di ciò che è stato il “Fuori!”, una tenace e specialissima rivoluzione che con molto coraggio e determinazione – cinquant’anni fa! – ha introdotto, appunto, quella prorompente “visibilità” così talmente forte che oramai – e molto fortunatamente – non si potrà davvero mai più fermare.

 

Luciano Masolini

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