martedì, 3 Agosto, 2021

Scrive Luigi Mainolfi:
Bloccare il degrado

0

L’articolo di Severgnini, sul Corriere della Sera del 12 u.s., dal titolo “Siamo rassegnati alla nuova violenza”, mi ha bloccato in un campo sociologico interessante. La costatazione, finalmente, che gli episodi di violenza delle nuove generazioni si moltiplicano, sta facendo nascere l’esigenza di capirne le cause. Cosa complessa, anche perché l’informazione, che dovrebbe essere strumento per la conoscenza, non aiuta e “addo’ vede e addò ceca”. Infatti, mentre strombazza quando i violenti appartengono al campo dei concorrenti, minimizza o resta muta quando i responsabili dei crimini appartengono a modi di pensare vicini a quelli del proprio orientamento culturale. L’aumento dei casi preoccupa, ma, il constatare che gli autori delle violenze non erano stati provocati e che, nella maggior parte dei casi, non c’era un movente apparente, è irritante. Siamo in presenza di una violenza casuale e cattiva. Nel nostro Paese, negli ultimi decenni, un contributo negativo lo ha dato anche la cattiva politica. L’ultima dimostrazione che viviamo in una società –manicomio è l’uccisione di due fratellini, di 5 e 10 anni, che giocavano e di un signore che passeggiava in bici, ad Ardea. Esperti parlano dell’esistenza di un diluvio di problemi esistenziali. Se cosi fosse, vuol dire che ormai la società sta diventando un luogo di perdizione. La storia è piena di epoche in cui la degenerazione si manifestava attraverso comportamenti individuali o collettivi prodotti da ideologie, da imitazioni di religioni (massoneria e associazioni camorristiche), da movimenti populisti e da predicatori del male. A mio avviso, la degenerazione più dannosa è stata provocata da una falsa concezione della democrazia e della libertà individuale e dal confondere il modernismo con la modernità, qualifiche antagoniste come l’inferno e il paradiso. L’inizio dell’ultimo processo degenerativo, per me, è il ‘68. Penso che Pasolini avesse ragione quando giudicava fortemente negativa “la religione dei sessantottini” e quando formulava analisi, diventate profezie, come la poesia “Valle Giulia” e il saggio “Petrolio”. Come non considerare dannose le modifiche apportate alla scuola, più convegni e assemblee che distribuzione di valori, e deleteri “gli inni alle sostanze stupefacenti”di artisti. Quanti sono i drogati in Italia? Quanti autori di rapine, aggressioni, uccisioni e violenze erano drogati? Le proposte, che vengono partorite dal populismo o da esigenze tipo quelle della “borghesia di Via Veneto”, a lungo andare, producono peggioramento della mentalità popolare. La storia è piena di esempi di degenerazioni delle società e di essiccamenti delle virtù sociali e religiose, che la Religione cattolica indicava come causa delle maledizioni divine. Uno per tutti: il periodo indicato come “Via dell’amore” degenerò in Sodoma e Gomorra. Dagli inizi del ‘900, l’ingordigia capitalista ha emarginato i valori nobili, sostituendoli con quelli che consentivano il successo, la ricchezza e il prevalere sugli altri. Tutto questo favorito dal processo, in corso da secoli, che ha portato la forma a prevalere sulla sostanza dei valori. Abbattuti gli ostacoli culturali e neutralizzati i “centri di gravità permanente”, le persone e le città hanno perso l’anima e si sono essiccate. Qualcuno ha affermato che “le piazze, una volta posti di incontri educativi, sono diventate campi di battaglia”. Purtroppo, alla scoperta di un atto di violenza seguono dichiarazioni formali e servizi televisivi e giornalistici descrittivi e fuorvianti. E, tutto resta come prima e ogni luogo può essere un pericolo. Molti anni fa, tradussi in versi una mia impressione :“ La società/ è un campo di battaglia./ Il fronte non sta sul Carso./ Ogni incrocio,/ogni piazza,/ ogni discoteca,/ ogni casa,/ ogni strada,/ ogni parco giochi,/ può diventare il fronte./ Ognuno che incontri,/ può diventare/ il tuo cecchino./ Sono sicure/ solo le biblioteche/ e, forse, le Chiese”. Per cercare di uscire da questo clima da pandemia morale, bisogna far rinascere le vecchie agenzie culturali, fondate su valori di solidarietà, di rispetto dell’altro, di difesa dei deboli, soprattutto donne e bambini. Forse può servire la lettura del libro Cuore, qualificato “Vangelo laico”. Anche certe formalità e certi riti possono contribuire a formare una nuova gioventù, non violenta e più educata. Giacomo Mancini, nel 1976, concludendo un nostro Congresso Provinciale, disse :- Per costruire una società migliore, bisogna incominciare educando i ragazzi delle elementari.

 

Luigi Mainolfi

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply