domenica, 26 Settembre, 2021

Scrive Luigi Mainolfi:
Capitalismo della sorveglianza

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Mentre riflettevo sui “comandamenti di Noam Chomsky, l’espressione “catastrofe educativa” di Galli della Loggia, Corriere della Sera del 25.7.21, mi ha bloccato, costringendomi ad approfondire la conoscenza delle cause e dei responsabili del processo che ha portato la società italiana a perdere la sua identità e gli italiani a diventare una massa senza una visione del futuro. Nella società italiana della seconda metà dell’800, c’erano gruppi sociali ben individuabili, sfruttatori e sfruttati. Nel 1892, nacque il Partito socialista italiano, che aveva come bussola un modello di società e la difesa della classe lavoratrice contro i soprusi dei padroni del vapore e delle terre. La sua scissione, guidata dal partito comunista russo, indebolì un garante della democrazia e favorì il movimento fascista. La nascita della Repubblica avvenne in un clima di confronto tra partiti che avevano dimostrato di volere una democrazia garante della libertà e della dignità dei lavoratori. Iniziò un lento miglioramento delle condizioni economiche e sociali del Paese e arrivò il boom economico degli anni ’60 e la vivacità politica degli anni successivi. Intanto, a livello mondiale, i poteri forti non tolleravano i Governi che li contrastavano (vedi uccisione di Allende, in Cile) e iniziarono a utilizzare mezzi più sofisticati (anche persuasori occulti) per orientare le masse verso un modo di pensare funzionale ai loro interessi. La tangentopoli italiana, influenzata dalla massoneria e aiutata dalla miopia del populismo berlingueriano, eliminò ogni ostacolo alla invasione dei poteri porti. La prova inconfutabile fu la vendita ai privati dei gioielli statali e la scomparsa del Ministero delle Partecipazioni statali. E, iniziò “la fabbrica del consenso”, come Noam Chomsky titolò una sua opera, del 2006. Nella quale svela il meccanismo attraverso cui il mondo dell’informazione mobilità l’opinione pubblica per sostenere e difendere gli interessi particolari che dominano la società. Per uscire dalla mentalità confusa attuale e dalla superficialità, con la quale comportamenti stupidi vengono qualificati politici, penso sia utile capire i “comandamenti” della “fabbrica del consenso”. Li vado ad elencare:1) Strategia della distrazione; 2) Creare problemi e poi offrire soluzioni; 3) Strategia della gradualità; 4) Strategia del differire; 5) Rivolgersi al pubblico come ai bambini,usando toni infantili; 6) Usare l’aspetto infantile molto più della riflessione; 7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità; 8) Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità; 9) Rafforzare l’autocolpevolezza, la massa deve considerarsi causa; 10) Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono. L’efficacia di tali comportamenti è stata favorita anche dal fatto che, negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle delle classi dominanti. Il ricorso a tecnici ha reso maggiormente manovrabili le masse, le quali, mentre nei confronti dei politici si sentivano in diritto di reclamare, criticare e proporre, nei confronti di tecnici si considerano inferiori ,“bambini e mediocri”, in adempienza dei comandamenti 6 e 8 innanzi indicati. Considerare Draghi un salvatore della Patria, che tutto sa e tutto può, dimostra la validità dell’art. 7. L’effetto della vittoria dei poteri forti sulla politica, anche per colpa di utili idioti, chierichetti di ideologie, sta sotto gli occhi di tutti. Da alcuni anni, domina la strategia della distrazione, che fa discutere di problemi di forma, mentre i settori forti dell’economia godono di provvedimenti, che fanno aumentare il peso sulle famiglie, mentre i bilanci della Banche, Assicurazioni, Finanziarie e delle imprese del digitale si chiudono con utili crescenti. La pandemia è diventata un’opportunità per alcuni affaristi (importatori o mediatori internazionali) e i loro referenti politici (D’Alema e Pivetti). Intanto, il popolo viene distratto dalle mascherine e dai No Vax, dalla proposta Zan e dal voto ai sedicenni. La trasformazione della società italiana in una società allo sbando non interessa. Speriamo che le lotte all’interno delle varie corporazioni e quelle tra le Logge provochino, nel campo dei poteri forti, un effetto simile a quello provocato, dal moralismo giustizialista, nel campo della politica della prima Repubblica. Intanto, speriamo che i veri Politici riprendano l’iniziativa, altrimenti i desideri resteranno un sogno. E, la società peggiorerà.

 

Luigi Mainolfi

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