martedì, 15 Giugno, 2021

Scrive Luigi Mainolfi:
Illusione, dolce chimera

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Provvedimenti prodotti dalla Regione Campania e articoli su convegni organizzati per discutere dello sviluppo dell’Irpinia o di parti di essa, mi hanno costretto a tornare su argomenti, che mi stanno a cuore. Con la speranza di riuscire ad essere più efficace e comprensibile, vado ad esporre alcune idee sul problema dello sviluppo delle zone interne della Campania. Ricordo a quelli, che scrivono o parlano di tali argomenti, che, secondo Rossi Doria, una persona, quando vuole affrontare un problema, deve sapere che “se non ha fatto le conquiste concettuali adeguate, si agita, ma non lo risolve”. Le conquiste concettuali indispensabili sono di natura sociologica, politica e storica. Inoltre, bisogna conoscere la tendenza delle esigenze della società, le relazioni tra le economie degli Stati e il potenziale della risorse di cui si dispone. C’è, anche, un altro elemento, che influenza il formarsi delle conquiste concettuali: il modello di società a cui ci si ispira. Le conquiste concettuali di un mercatista non potranno mai essere simili a quelle di un socialista; quelle di un ex comunista sono confuse e approssimative, non avendo più riferimenti socio-politici; stesso destino per gli ex liberali, che hanno visto i loro valori emarginati, dall’esplosione di un’economia senza valori e senza freni.

Purtroppo, relativamente all’Irpinia, le proposte, che vengono avanzate dallo Stato, dalla Regione, dalla Provincia e dagli operatori politici e sindacali sono generaliste, populiste e inefficaci per creare sviluppo. A questa negatività, si aggiunge il fatto che gli strumenti inventati, come supporti amministrativi, fanno intravedere solo confusione, spreco di risorse e perdita di tempo. Invece di un solo strumento, che poteva essere il Comitato Provinciale per lo sviluppo, ce ne sono una ventina, tra Distretti Industriali, Tecnologici, Rurali, Turistici, del Vino, dell’Olio e Gal. Quale sarà il risultato economico e sociale di questa Torre di Babele? Solo illusioni e spreco di risorse, nel mentre le energie giovanili fuggono. Si parla della Lioni-Grottaminarda, della Ferrovia Benevento-Avellino-Salerno, della Calitri- Salerno e dell’Alta velocità. Ricordo che, quando fu realizzata l’autostrada Napoli –Bari, diventò famoso un concetto “l’autostrada sorvolerà l’Irpinia, ma non provocherà sviluppo”. Ed eravamo in un periodo, in cui il settore industriale, che aveva bisogno di territori e di finanziamenti agevolati, era trainante e poteva avere bisogno di ferrovie per il trasferimento delle merci e dei prodotti. Adesso, i settori, che contano e che creano ricchezza e sviluppo, hanno bisogno di altro, che può nascere grazie all’arte, alla cultura, alla fantasia e alla creatività. C’è un altro comandamento, da rispettare: “Prima di pensare a ciò che puoi offrire, pensa a quello che cercano i tuoi potenziali clienti”.

Potrebbe essere utile riscoprire la filosofia degli “Attrattori turistici”. Inoltre, non si può trascurare il fatto che ormai, le popolazioni si spostano verso le grandi città e verso i Paesi, che offrono opportunità di lavoro e di vita. Pensare che le Ferrovie citate faranno diventare l’Irpinia come la California del Far West è da ingenui. La Ferrovia Avellino- Rocchetta dimostra che le illusioni muoiono presto. Mi domando: ”La Calitri –Salerno incoraggerà i calitrani ad andare a Salerno o viceversa? Le cose da fare sono altre e quasi tutte già proposte, ma gli analfabeti strumentali, di solito presuntuosi, non hanno nemmeno cercato di conoscerle. Meno male che nella società civile, ogni tanto nascono iniziative intelligenti. Voglio complimentarmi con quelli che hanno creato il Sito “E-Commerce dell’Alta Irpinia”, dimostrando di stare più avanti di quelli che hanno cariche e di essere più produttivi di quelli, che cercano il palcoscenico e le indennità. Sono tentato di elencare tutte le proposte che ho avanzato, nel corso degli anni, ma, ricordando le battute di cui sono stato oggetto, mi astengo. Non posso, però, non richiamare, per i miei gentili lettori, quella, che mi sta particolarmente a cuore. Da Presidente della Comunità Montana Partenio, mi resi conto che la zona, comprendente i Comuni di Petruro Irpino, Montefusco, Torrioni, Chianche, Tufo, Altavilla, Santa Paolina e Montefredane, ha un notevole potenziale per lo sviluppo, grazie ai riferimenti mitologici e storici, alle visioni paesaggistiche mozzafiato e a prodotti agricoli di fama mondiale (Greco di Tufo). La zona è, in linea d’aria, a pochi KM, da Avellino, Benevento e dall’Autostrada Napoli-Bari, ma è problematico raggiungerla.

Pensammo che, intervenendo sulle strade, l’avremmo tolta dall’isolamento, facendo esplodere la sua capacità attrattiva. In un convegno dissi:- Immaginiamo come sarebbe Montefusco se fosse ubicato in Toscana. Infatti, le poche iniziative che potemmo realizzare dimostrarono la validità dell’intuizione. Purtroppo, gli amministratori di quei comuni sono tornati ad essere soli a guardare il cielo. In una situazione provinciale preoccupante, quella di Avellino è catastrofica, sia dal punto di vista economico che da quello sociale. L’esportazione della ricchezza e la diminuzione della popolazione sono gli indicatori più eloquenti.

Luigi Mainolfi

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