mercoledì, 4 Agosto, 2021

Scrive Luigi Mainolfi:
Invertire la tendenza

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Gli ultimi avvenimenti di carattere economico, sociale, politico e culturale mi hanno convinto che la società italiana sta toccando il fondo. Il materialismo, il consumismo, l’esibizionismo, il pietismo interessato, le diseguaglianze e l’esplosione del bracciantato giovanile sono negatività peggiori di quelle conosciute nel passato, quando, però, partiti politici e sindacati cercavano di neutralizzare i loro effetti. Adesso, dominano incontrastate e influenzano ogni aspetto della società. Si sente la mancanza di organizzazioni politiche e di uomini, che, come apostoli laici, rischiavano la vita per cercare di difendere le classi lavoratrici e la democrazia. Da molti anni, a differenza del tempo delle “rivoluzioni democratiche”, stiamo assistendo a un processo caratterizzato dall’essiccamento graduale dei valori, anche grazie al comportamento di quelli che avrebbero dovuto contrastarlo. La cattiva politica ha aiutato a crescere anche le cause che vengono da lontano. Palomba consigliava di valutare gli effetti del Galateo di Monsignor della Casa sui cambiamenti dei costumi e sulle negatività indicate. Nella storia, processi simili si sono verificati molte volte e, quando la situazione diventava insopportabile, nascevano movimenti e partiti che avevano lo scopo di invertire la tendenza alla scomparsa dei valori e degli ideali. Nel XX secolo, il progresso scientifico-tecnoligico e il fordismo ( usa e getta) hanno fatto ridurre la durata dei cicli economici e aumentare la velocità del cambiamento. L’ultima fase del ciclo attuale è caratterizzata dal dominio del liberismo affaristico a danno della partecipazione statale, dell’individualismo utilitaristico sulla solidarietà sociale e delle immagini sulle parole. Penso di non esagerare se affermo che anche disastri, come Ponte Morandi, ILVA, Isochimica, Stresa, ecc siano conseguenza del lassismo culturale, del populismo, della disinvoltura dei controlli, della corruzione della pubblica amministrazione e dell’improvvisazione degli eletti. Le conflittualità nel mondo, anche se con caratteristiche diverse e confuse, disorienta i popoli e trasforma le persone in semplici spettatori. Gli ultimi risultati elettorali in Inghilterra, Spagna e Germania hanno evidenziato l’imprevedibilità degli elettori e la crisi delle forze politiche tradizionali. Nel nostro Paese, il ricorso a tecnici per avere il Presidente del Consiglio e forse anche per avere il Presidente della Repubblica è la dimostrazione del basso livello della politica e la sua dipendenza dai poteri forti. Non a caso, nei giorni scorsi è apparso, sul Corriere della Sera, un articolo dal titolo “Confindustria ordina e il Governo esegue”. La pandemia, come tutti gli eventi catastrofici, sta dando un grande aiuto ai settori speculativi e ipocritamente provvidenziali, i quali trovano nell’economia della povertà un utile idiota della loro “economia della ricchezza”. Le ultime vicende politiche dimostrano la validità di un’affermazione nenniana “chi vuole apparire un puro, prima o poi troverà uno più puro che lo epura”. Letta, con la sua proposta di aumentare la tassazione delle grandi rendite, per dare una dote ai giovani, ha dimostrato di avvertire l’esigenza di portare il PD più a sinistra . Le altre forze politiche che fanno parte della maggioranza l’hanno snobbata, senza tentare nemmeno di confrontarsi. Per non perdere tempo ad inseguire le stelle è bene prendere atto del fatto che non si può costruire un futuro politico serio partendo da ciò che c’è. I problemi sollevati dal gruppo Agorà di Bettini e quelli dibattuti da una quarantina di prestigiosi intellettuali, riuniti nel Network “Ripensare la cultura politica della sinistra” fanno capire la confusione in cui vive la quasi totalità della maggioranza che sostiene il Governo Draghi. Gli intellettuali auspicano maggiore consapevolezza civica, maggiori fermenti collettivi, maggiore pensiero critico e maggiore movimento delle donne. A fronte di queste iniziative interessanti dal punto di vista politico e culturale, stanno nascendo gruppetti con il solo scopo di restare sul palcoscenico politico e godere ancora di vantaggi economici, pronti, però, a saltare sul carro del prossimo vincitore. Invece, ci vorrebbe altro. Quando non c’era l’Europa, in un Paese potevano nascere partiti non collegati a quelli di altri Paesi. L’esistenza dell’E.U. impone alle formazioni politiche di avere omologhi negli altri Paesi. La politica europea in un mondo globalizzano non può essere impegnata a mediare tra infinite visioni. Partiti, che sul nostro territorio pensano di essere onnipotenti, a Bruxelles cercano interlocutori per dimostrare di esistere, nel mentre appaiono ridicoli. Sarebbe utile prendere atto che le formazioni politiche che esistono in quasi tutti i Paesi europei sono il Partito Popolare e il Partito socialista. Alcune forze politiche in Italia lottano o snobbano i Socialisti e i Popolari, mentre al Parlamento Europeo li corteggiano. Mi auguro che, rispondendo alle richieste di menti prestigiose, rinascessero il PPI (Partito Popolare Italiano) e il PSI (Partito socialista italiano), anche per fare aumentare il prestigio del nostro Paese. Tutto il resto è noia.

 

Luigi Mainolfi

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