venerdì, 16 Aprile, 2021

Scrive Luigi Mainolfi:
Le risorse aspettano

0

Nei giorni scorsi, ho letto, con sommo piacere, due sintetiche “lezioni”, che hanno dato un colpo al mio pessimismo politico. Prodi ha affermato: “Per lo sviluppo di un territorio, le infrastrutture sono necessarie, ma non sufficienti”. L’Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi Pasquale Cascio ha dichiarato: “Non è che musealizzando certe cose, o stili di vita, provochiamo turismo e con avvenimenti annuali non si fa sviluppo”. Queste dichiarazioni mi hanno spinto a riprendere un argomento che mi sta a cuore e che, in periodo di Recovery fund, è attualissimo e utile per predisporre proposte efficaci. La politica dovrebbe servire a risolvere i problemi, non a predicare e a fare fotografie con le parole. Purtroppo, i rappresentanti del popolo, che dovrebbero possedere le conquiste concettuali adeguate, sono solo produttori di chiacchiere e di richieste generiche. Spesso, cerco proposte efficaci prodotte dagli innumerevoli consiglieri regionali irpini, ma trovo un deserto. Ho preso anche atto che l’esperienza del dopo terremoto ’80, caratterizzato dal consumo di oltre 50 miliardi di lire, senza creare sviluppo, non ha insegnato niente. Nonostante, la situazione irpina sia peggiore di quella esistente prima del terremoto. La popolazione diminuisce, le energie giovanili in fuga, molti comuni desertificati, la disoccupazione aumenta e il Pil provinciale decresce. Leggo di convegni sullo sviluppo delle zone interne della Campania, che, però, creano solo false e cloroformizzanti aspettative. Niente di quello che ci vorrebbe, nemmeno la dimostrazione di aver capito che gli effetti della pandemia fanno diventare più impegnativo programmare il futuro. Le condizioni future dell’economia di un paese dipendono da diversi fattori, come scoperte scientifiche che modificano i processi produttivi (la storia è piena di esempi), cambiamenti dello stile di vita, eventi straordinari (conflitti, cataclismi, epidemie), aperture di nuovi mercati e provvedimenti legislativi (tasse, assistenza, agevolazioni). Attualmente, il fenomeno che sta provocando più cambiamenti è la pandemia. La storia economica dimostra che in ogni periodo ci sono settori in espansione e settori in riduzione, in dipendenza delle trasformazioni delle società e dei rapporti internazionali. Secondo me, anche a livello territoriale è utile ricorrere a valutazioni di politica economica per decidere le scelte da fare. Da alcuni anni e in modo più ossessivo dall’anno scorso, si parla di economia ecocompatibile. Questo ci obbliga a non sottovalutare il fatto che le periodiche epidemie e i danni provocati all’ambiente dipendono anche dai rifiuti non riciclati e ammassati in discariche o scaricati a mare. Sull’ultimo numero dell’Espresso si parla del grande affare che malavitosi italiani e bulgari realizzano grazie ai rifiuti e Vito Faenza, nel libro “Il ragno e la farfalla”, riporta la confessione di un camorrista, che descrive il ruolo avuto dalla camorra nella gestione dei rifiuti, che nel corso degli anni sono aumentati spaventosamente, anche in virtù del comandamento fordiano “usa e getta”. Nella logica di un’economia ecocompatibile, i rifiuti da scarto da allontanare e nascondere devono essere visti come risorsa e fonte di nuova occupazione. La nostra Provincia dimostra poca sensibilità. Su 276 comuni che hanno dato vita alla “Strategia Rifiuti Zero”, non c’è nessun comune irpino. A mio avviso, per creare occupazione, nel mentre si riduce l’inquinamento, bisogna investire per creare un termovalorizzatore o impianti di compostaggio. Presso la Comunità Montana Partenio, dal 1984, esiste un progetto per un Termovalorizzatore. Con la Presidenza provinciale Maselli riprendemmo il discorso, che poi abortì. Ho appreso che, per iniziativa dell’ANCI, è nato il Progetto SIBATER “ Banca delle terre abbandonate”. Ho sempre pensato che non coltivare immense estensioni di terreno e come se un uomo non utilizzasse le gambe. Perciò, da Presidente della C.M. Partenio, oltre un trentennio fa feci deliberare la presa in fitto di terre incolte, per poi trasferirle a cooperative di giovani. Alcune zone dovevano essere destinate a tartufaie, che avrebbero prodotto occupazione e fascino del territorio. Le parole di Prodi confermano un principio economico, secondo il quale, in un territorio, prima si crea la produzione di beni o servizi e, poi, sorge la necessità di collegamenti con il potenziale mercato e con zone complementari. Un altro settore che alimenta l’economia è quello dello Sport. L’Irpinia ha un potenziale che non diventa, ancora, energia. Sui monti del Laceno si sciava, arrivarono la Comunità Montana e il Parco dei Picentini e tutto si bloccò. Nel 2004, da assessore provinciale all’edilizia sportiva, pensai di utilizzare il lago di Conza come campo di canottaggio. Coinvolsi Tizzano, campione olimpico, e, con pochissimi soldi, organizzammo gare nazionali. Il successo fu strepitoso, anche perché nessuna altra provincia campana poteva farci la concorrenza, perciò accolsero l’iniziativa con entusiasmo. Quanto innanzi, rappresenta una piccola parte delle risorse, che aspettano politici veri per essere valorizzate e una piccolissima parte delle iniziative prese nel passato, che potrebbero essere ripescate. Speriamo bene.

 

Luigi Mainolfi

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply