domenica, 28 Novembre, 2021

Scrive Luigi Mainolfi:
Propositi e scelte

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Non riesco più a digerire la non corrispondenza tra le tranquillizzanti dichiarazioni dei rappresentanti del Governo e i dati di Istituti specializzati e la realtà sociale. Più insopportabili sono le sceneggiate televisive, con protagonisti, che confondono l’economia domestica con l’economia politica e le vicende politiche nazionali con le polemiche rionali. Gli effetti negativi si riscontrano anche nelle sintesi che ne fanno i telespettatori . Le informazioni, secondo D’Avena, viaggiano in tre modi, uno dei quali è “fuori-dentro”, che può trasformare le menti, nelle quali le parole entrano, in “cervelli ingozzati”. Draghi e i suoi pappagalli ripetono, frequentemente, che il PIL crescerà del 6%, senza spiegare come e perché e senza far capire cosa hanno programmato per evitare che l’eventuale crescita faccia aumentare le diseguaglianze e i poveri. Bisognerebbe sapere che le crescite non sono tutte eguali e che gli effetti dipendono dai settori economici che le determinano. Da molti anni, la crescita del PIL non ha fatto diminuire i poveri, mentre ha fatto aumentare le diseguaglianze, tra i territori e tra i gruppi sociali. La concentrazione della ricchezza in un numero sempre più ristretto di persone e di imprese, ne è la prova. Da alcuni anni, gli imprenditori si lamentano perché non trovano lavoratori da assumere. La politica non si pone il problema di capire il perché. Secondo me, le ragioni possono essere due, lo sfasamento tra le qualifiche richieste e quelle disponibili e la qualità delle assunzioni (durata e paga). Questa e il Reddito di cittadinanza spingono verso l’arte di arrangiarsi, in modo lecito e in modo illecito, questo favorito dal lassismo degli organi preposti al controllo. La seconda Repubblica, invece di cercare colmare la differenza tra domanda e offerta di lavoro, come avveniva con gli Istituti tecnici e con la Formazione professionale, ha annullato questo settore dell’istruzione. In Campania le strutture create per tali compiti sono rimaste chiuse e gli addetti alla formazione hanno oziato fino alla pensione. L’esempio più scandaloso è rappresentato dall’Istituto di Summonte e dall’Istituto Galileo Galilei di Avellino, rimasti inutilizzati. La struttura del Galileo, grazie al mio impegno, da Assessore provinciale, dal 2007, ospita il Liceo Virgilio Marone . Purtroppo, negli ultimi anni, Licei musicali e Licei sportivi si sono aggiunti ai numerosi Istituti alberghieri, facendo crescere i potenziali disoccupati. Un altro capitolo della politica attuale è la preoccupazione per lo squilibrio ambientale. I rappresentanti del Governo, dichiarano di essere preoccupati per il futuro dell’ambiente, per l’esaurimento delle risorse minerali e per l’aumento della temperatura del pianeta, che sta diventando un incubo. Cercano, anche facendo i paggetti a Greta, di convincerci di essere impegnati a fare ridurre le negatività ambientali. Nella realtà, si procede sempre nella logica consumistica e mercantilistica. Infatti, invece di ridurre il consumo di materie prime, si obbligano le famiglie a sostituire i televisori, per esigenze delle nuove tecnologie. Mi domando, che fine faranno i milioni di televisori, che saranno sostituiti? Se ci guardiamo intorno, notiamo che la corsa ad apparire padroni di beni costosi non diminuisce. Non si capisce che bisogna agire anche a livello culturale. Un’altra contraddizione la troviamo nella preoccupazione per il decremento della popolazione italiana, dimenticando che, da molti anni, esperti sostengono che per l’equilibrio ambientale non bisognerebbe superare i 30 milioni di abitanti. Grazie a Dio, stanno aumentando gli studiosi che propongono politiche sociali e ambientali utili a scongiurare il peggioramento delle condizioni dei popoli e del Pianeta. I vincitori (David Card, Joshua Angrist e Guido Imbens) del premio Nobel 2021 per l’Economia sono sostenitori di misure contro le diseguaglianze e Angrist, in particolare, chiede più importanza per la politica pubblica sulla società. Ma la politica ha anche il compito, come dice il Papa, di “non uccidere il Pianeta”. A tal fine, ci vuole un cambio radicale della concezione della vita sociale e individuale. Purtroppo, la filosofia Taylorista –Fordista, che è stata fatta propria anche da chi dichiarava di essere alternativo, regna incontrastata. Penso che ci voglia “Una rivoluzione copernicana per l’economia giusta”, come il titolo del saggio scritto da Felwine Sarr e da Gael Giraud, un gesuita e un imam. Cosa impossibile con l’attuale classe politica.

 

Luigi Mainolfi

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