martedì, 20 Aprile, 2021

Scrive Marco Andreini:
Decidere in che direzione andare

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Caro direttore
permettimi di poterti dire che trovo molto importante che la Direzione abbia respinto all’unanimità le tue dimissioni, anche perché tu hai sempre saputo usare il giornale come tribuna, agorà, per tutti, iscritti e no.
Del resto non sarà un caso che insieme ai partiti della prima Repubblica, siano scomparsi anche tutti gli organi dei partiti. Tu che hai vissuto importanti stagioni in Parlamento, sai che il principio che sta alla base di un sistema pur imperfetto come la Democrazia non è la scontata e aristocratica tutela della maggioranza, ma la tutela anche giuridica delle minoranze, tali da consentire l’alternanza al potere .

Ciò che si continua a non capire è che tutto il sistema deve essere democratico a partire dai partiti stessi che legittimamente aspirano a governare. E questo principio sta alla base delle regole che una comunità si dà. Non mi interessa qui fare riferimento alla risposta che ci è pervenuta dalla commissione di Garanzia in merito al ricorso che abbiamo presentato sul ruolo degli organi, ma la voglio usare proprio per dire che nei partiti come nelle società, ciò che davvero conta è il rispetto delle leggi, nel nostro caso dello statuto. Lasciami esprimere a questo proposito un plauso ai nostri garanti che hanno affermato che l’unico organo legittimato ad assumere scelte politiche è la Direzione non certo la Segreteria che è un organo prettamente esecutivo, che deve solo attuare le decisioni della Direzione. Se noi riportiamo le considerazioni dei nostri garanti nel dibattito sul ruolo dei partiti ci accorgiamo che è proprio questo il motivo principe che ci impedisce di allearci strategicamente con un movimento che si prefigge il superamento della democrazia rappresentativa con la democrazia diretta, considerato come vero obiettivo da raggiungere per il movimento di Grillo.

Si può sostenere quello che si vuole sui M5S, ciò che non si può davvero dire è che non abbiano una visione del futuro. Grillo e Casaleggio padre avevano ipotizzato un mondo nuovo governato da una oligarchia di elevati, basato sulla decrescita felice e su una cultura anti industriale, su una società bucolica, nella quale il lavoro manuale venga svolto da automi sempre più vicini alle conoscenze umane e in grado di fare le cose meglio degli umani.
È il PD, è il Psi che devono decidere se è questa la visione della società che vogliono e sulla base di questa scelta decidere in che direzione andare. Conte è il semplice prestanome di un vero progetto strategico che per Grillo dovrebbe fare diventare la democrazia diretta governata dagli elevati lo strumento di governo della terra nel mondo visionario di Gaia.
Draghi ha fermato questo disegno che era ben avviato con il Conte 2, l’attacco feroce che si è scatenato su Draghi dopo la visita in Libia, è dato dalla disperazione di chi capisce che di qui al voto del Quirinale va distrutta la figura di Draghi in tutti i modi, perché da quelle elezioni si prefigurerà l’alleanza che governerà l’Italia del futuro. Ecco perché serve tenere aperto il confronto nel Partito, per non arrivare quel giorno a ripetere la figura fatta sul voto di fiducia al Conte ter. E non c’è real politik che tenga, con i nemici della democrazia non si fanno accordi, come ci ricorda sempre Intini e spesso tu con i tuoi editoriali.
Si può fare di tutto, scatenare tutti i pasdaran che sono sempre disponibili a compiacere il Segretario di turno, ma queste idee non sono isolate, sono radicate dentro il partito in tutte le federazioni, in tutti gli organi e fra tutti gli iscritti. Il tentativo di tenere sotto traccia, di pensare che tutto si racchiuda in documenti votati all’unanimità, è non solo sbagliato, ma rischia di mettere in cattiva luce o meglio di non dare la giusta importanza, al disperato, ma meritevole sforzo di cambiare le cose che stanno facendo il responsabile nazionale degli Enti locali e il Segretario organizzativo.

 

Marco Andreini
Direzione Nazionale

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1 commento

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    Mario Mosca on

    Da un po’ di tempo mi chiedo se il P.S.I. sia ancora un partito socialista e, di conseguenza, di sinistra. Capisco che si debba far accettare il sostegno a un governo di cui fa parte uno come Salvini, ma da qui a far passare Draghi per riformatore, attento al sociale… suvvia.
    E poi vorrei tanto mi si spiegasse perche’ con l’Orban padano e la sua lega razzista ci turiamo il naso ma con il M5S, che in fondo e’fatto e sostenuto soprattuto da gente di sinistra, non ci si potrebbe alleare.
    Cordialmente,
    Mario.

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