domenica, 26 Settembre, 2021

Scrive Maurizio Bolognetti:
Il diritto alla conoscenza è un diritto umano

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Io che credo che Parigi non vale una messa e che il diritto alla conoscenza sia un diritto umano, da questa terza classe di regime fatta di purghe e olio di ricino, dalla clandestinità a cui è condannato chi ama e ha a cuore le parole democrazia, libertà, giustizia, voglio dire grazie ai primi 164 firmatari che in poche ore hanno sottoscritto la lettera-appello indirizzata ai vertici Rai e alla Commissione di Vigilanza.
Tra i sottoscrittori di questo appello, oltre ai primi firmatari Teresa Sirianni e Sergio Mantile, numerosi medici quali Pietro Luigi Garavelli, Luigi Montevecchi, Bernardina Stefanon, Gaetano Bandieramonte, Giuseppe Murgo, Anna Maria Medugno, Giustina Marena, Roberto Parri, Franco Desiderio, Paolo Brici, Cristina Andreoni, Roberto Ciuffolotti, Gioconda Alessi, Milena Pari, Gloria Rinaldi, Diodoro Colarusso. Tra i firmatari anche molti esponenti delle Camere penali quali gli avvocati Alessandra Devetag, Elisa Bergamo, Marianna Corporente, Alessandra Camaiani, Pierumberto Starace, Antonio Lacapra, Luca Ventaloro, Paolo Rizzotto, Angelo Bianco. E ancora: i docenti universitari Romano Scozzafava e Luigi Coppola. E poi le firme di colleghi giornalisti quali Giulio Cainarca, Antonino D’Anna, Paolo Sinisgalli, Doriana Vriale, Hermes Pittelli e quelle di insegnanti, docenti, casalinghe, disoccupati; di un popolo che dice no ai manganelli di regime e alle derive autoritarie in atto.
A tutti e a me stesso voglio ricordare un intervento di Gaetano Salvemini estratto da un saggio intitolato “Il futuro degli intellettuali in Italia”:
“Un uomo vale tanto quanto sa. Se gli si impedisce di apprendere nuovi fatti e nuove idee gli si mutila l’anima e la gravità della mutilazione è proporzionata alla durata della sua ignoranza. Senza libertà di stampa, un popolo diventa cieco, sordo e muto. L’individuo si trova isolato al centro dell’esistenza. Si torna inconsciamente al sistema medievale del clan. Vi regna una notte perpetua in cui vagano spiriti smarriti, vuoti di idee”.
Ecco, in questa notte che stiamo vivendo, in cui l’emergenza è soprattutto e da tempo emergenza democratica, occorre provare a far luce. Per parte mia non posso che proseguire ad oltranza l’azione nonviolenta intrapresa il 6 giugno e, come detto, rafforzarla passando dallo sciopero della fame al digiuno.

 

Maurizio Bolognetti

Segretario di Radicali Lucani e corrispondente di Radio Radicale (in sciopero della fame dalle ore 23.59 del 6 giugno e in digiuno (solo acqua) dalle 23.59 del 4 luglio)

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