sabato, 23 Ottobre, 2021

Scrive Rino Capezzuoli:
Serve una spinta culturale per la società civile

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La società civile nei nostri territori richiede una spinta culturale per affermarsi in modo nuovo e ripartire
Il volontariato culturale è solo un aspetto, forse neppure il più importante
delle associazioni che operano sui nostri territori, dove molti ritengono volontariato solo quello assistenziale. Il volontariato si estende con più o meno fortune in molti ambiti della vita delle nostre comunità ,dallo sport all’ecologia dalla religione alla politica alle varie manifestazioni pubbliche che quasi non esisterebbero senza il volontario, capace spesso di incanalare energie che andrebbero disperse senza la voglia di fare di pochi appassionati. In definitiva il volontario raccoglie esigenze pratiche e necessita , voglia di collaborazione alla costruzione di una società migliore, portando in prima persona il proprio contributo non solo di idee ma spesso anche economico per dei servizi migliori ed un futuro di maggior benessere per tutta la nostra comunità.
Perché questo è possibile ed accade anche da noi in forme più o meno accentuate?, Forse poiché da noi sono vive quelle tradizioni civiche e sociali che hanno come modello di vita la partecipazione la collaborazione, la fiducia reciproca, una solida idea di bene comune.
Da questo l’idea , una economia basata sui distretti industriali , sulla cooperazione che trova sbocchi in forme di democrazia più o meno diffusa radicata sui territori e diretta espressione di essi. Gruppi organizzati che prima erano solo i partiti e le parrocchie ed oggi con la modernità spaziano nei più svariatii settori più o meno impegnati e dove ognuno si sente protagonista diretto. Tutto risolto dunque ? Guardandosi attentamente intorno non si direbbe.
Quanto questo volontariato è radicato nella nostra società ? Come reagisce alle spinte dell’egoismo individuale della società moderna ed alla esasperazione sempre più accentuata dei consumi e del lavoro? Il covid 19 ci ha mostrato le difficoltà di questa società con il lavoro a distanza lo smartworking l’isolamento nelle nostre case e come siano state proprio le associazioni di volontariato più delle istituzioni a rendere più vivibili questi periodi .Quindi potrà vivere e svilupparsi il volontariato classico, cioè legato ai rapporti sul territorio ,in presenza di forme di collegamenti virtuali, previsti dalle nuove scoperte e dalle nuove comunicazioni? In questo mondo in trasformazione dove le società sono traversate da profonde fratture sia materiali che economiche questo volontariato riuscirà a resistere anche con l’apporto delle nuove generazioni o sarà travolto dalla mondializzazione dove i territori sono solo dei granelli e l’economia seguirà sempre più il profitto che l’umana solidarietà’? Sono i temi difficili dell’oggi e del domani del futuro del nostro mondo e delle nostre società di cui c’è necessità stringente di parlare con intelligenza e con nuovi approcci e culture su cui a me sembra che siamo in drammatico ritardo.

 

Rino Capezzuoli

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