mercoledì, 16 Giugno, 2021

Scuola, lavoro e sanità le priorità per i socialisti

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“Senza istruzione non c’è riscatto dall’ignoranza, senza istruzione non sono nessuno…l’alfabeto è un mistero, dicono che non serve se porti al pascolo un gregge di pecore o se ti rompi la schiena a zappare un campo di grano. Tanto c’è il padrone che pensa per te.”
Questa citazione da “Solo”, l’ultimo libro del compagno Nencini ben rende il senso dell’impegno socialista nel campo della conoscenza e dei saperi.

Insieme al lavoro e alla sanità, la formazione dei giovani è una priorità per i socialisti.

Non possiamo immaginare una società giusta, solidale e di uguali senza pensare ad una società in cui tutti i giovani abbiano le stesse possibilità di studiare e formarsi per poter vivere un’esistenza dignitosa in cui esprimere sé stessi, realizzare le proprie aspettative, contribuire efficacemente alla costruzione di una società migliore.

Ogni euro investito nella scuola, nell’università e nella ricerca non è una spesa ma un investimento sicuro in un futuro di solidarietà e giustizia sociale.

Il PSI “Scuola, università e ricerca”, ha lavorato alacremente, ha elaborato proposte, le ha condivise con le compagne e i compagni, con i docenti, con il personale amministrativo e con i Dirigenti Scolastici. E’ arrivato il momento di fare sintesi e portare in Parlamento il risultato di questo lavoro. La conferenza programmatica che si terrà a Roma il 3 e il 4 luglio di quest’anno è l’occasione per farlo.

Il PNRR prevede un sostanzioso pacchetto di riforme per scuola, università e ricerca, un piano che sembra aver assimilato solo alcune delle proposte fatte dal PSI e gli interventi previsti solo in parte appaiono strutturali.

Deve crescere in maniera significativa la quota del PIL da destinare alla scuola, all’università e alla ricerca.

C’è quindi molto da fare e noi socialisti abbiamo molto da proporre.

Dalla riforma dei cicli e degli Organi Collegiali alla questione precariato (che è strettamente legata alla possibilità da parte delle scuole di garantire la continuità didattica). Dalla costruzione di un sistema stabile ed efficace di formazione ed assunzione del personale docente e non docente alla valorizzare della figura dell’insegnante, alla piena e reale libertà di insegnamento, alla rimodulazione dell’orario di insegnamento. Dall’elaborazione di strumenti validi per definire il successo scolastico a una reale collaborazione tra Ministero, Uffici Scolastici Regionali e singoli Istituti. Una collaborazione in grado di unire saldamente il Paese. Una scuola efficace è l’unico reale strumento contro la disgregazione e la dispersione scolastica. Anche per questo deve essere neutralizzato il tentativo di regionalizzare l’istruzione pubblica.

Il merito non può ridursi al mero bonus da aggiungere allo stipendio, il merito si valorizza attraverso l’attribuzione di responsibilità.

Le proposte dei socialisti devono puntare a rendere più efficace e giusto il mondo dell’università e della ricerca. Iniziando col garantire il diritto allo studio. Borse di studio, aule studio, alloggi pubblici per gli studenti universitari devono essere finanziati in maniera strutturale. E’ positiva la proposta dell’attuale Governo di rendere abilitanti alcune lauree, sarebbe utile eliminare la pratica, spesso discriminante, del numero chiuso per l’accesso. La selezione, qualora debba essere, deve avvenire “in itinere”.

La ricerca universitaria rappresenta per molti giovani l’occasione per poter coronare il proprio percorso di apprendimento di conoscenze e di valori prima di metterli a disposizione di tutta la società. C’è qualcosa di più schiettamente socialista?

Valorizzare la ricerca significa eliminare gli ostacoli burocratici, di censo e clientelari che si frappongono tra lo studioso e il suo lavoro. Dobbiamo far si chè venga eliminato definitivamente il dottorato senza borsa di studio. La ricerca, così come l’insegnamento scolastico, senza una dignitosa retribuzione non può essere tollerata.

E come per l’istruzione scolastica, anche per l’università e la ricerca, è necessario favorire l’interdisciplinarità. Un punto di forza della scuola e dell’università italiana è sempre stato quello di affiancare a uno studio analitico una formazione più ampiamente enciclopedica, che ricomprenda il particolare alla luce dell’universale. Questa importante caratteristica, forse anche per via dell’influenza della tradizione anglosassone, si sta perdendo e invece va difesa.

Nell’università, per garantire realmente il merito è necessario bloccare la corsa alle pubblicazioni dei ricercatori che oggi, per sopravvivere alla vita accademica e farsi strada nel mondo dell’insegnamento universitario, sono costretti a pubblicare una grande mole di scritti, talvolta senza effettivi risultati scientifici. Tale rincorsa alla pubblicazione non migliora l’effettivo contributo del ricercatore nel proprio campo di studi: queste dinamiche devono essere assolutamente riviste affinché lo sviluppo di un lavoro di ricerca avvenga non solo puntando alla quantità, ma anche e soprattutto alla qualità.

Ecco allora che per quanto qui sopra detto, la Conferenza programmatica assume un’importanza profonda, per il PSI e anche per le giovani e i giovani che grazie al nostro lavoro potranno domani agire in una società migliore poiché guidata dai valori, verso gli obiettivi del Socialismo.

Luca Fantò
referente PSI settore di lavoro scuola, università e ricerca

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