mercoledì, 1 Dicembre, 2021

Sinopoli, Cgil: “Caos scuola. Pronti alla mobilitazione”

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Il caos istituzionale e organizzativo sulla riapertura delle attività didattiche nelle scuole, aggravato dai venti di crisi del governo in carica, non è più tollerabile. I lavoratori della scuola, gli studenti e le loro famiglie vivono una situazione di grave disorientamento determinata proprio da questa situazione.
Le scelte politiche sulla scuola sono entrate ormai nel tritacarne della crisi di governo e antepongono alle attività educative finalizzate crescita umana e culturale di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, l’apertura di quasi tutte le attività economiche.
Il tutto si scarica sulle scuole creando un contesto di profondo disorientamento tra tutti i lavoratori e tra le famiglie, mentre aumentano le situazioni di grave conflittualità.
L’apertura delle attività in presenza non è un orpello ideologico o un oggetto di scambio politico, ma il risultato di precise scelte politiche ed organizzative in primo luogo a livello nazionale.
Constatiamo che la richiesta di interventi decisi su trasporti e sanità territoriale non ha prodotto conseguenti misure. Si naviga su tutto a vista, ma una vista brevissima. Si cambiamo provvedimenti nazionali quasi giorno per giorno, si moltiplicano le ordinanze regionali, i prefetti assumono decisioni che mettono in discussione l’autonomia scolastica, mentre aumentano a dismisura anche le ordinanze dei sindaci.
La Flc-Cgil, nei giorni scorsi, ha mandato alcuni messaggi precisi: la situazione nelle scuole è arrivata al limite se non oltre; si faccia chiarezza sui dati dei contagi nelle scuole o si dica che non è possibile farlo; la responsabilità della confusione è in primo luogo del governo che ha adottato norme che consentono alle Regioni di intervenire persino sulla didattica; con le ordinanze regionali abbiamo avuto un primo assaggio dell’autonomia differenziata, di cui la scuola a la carte praticata in Puglia è attualmente l’esempio più eclatante, che la Flc-Cgil considera il pericolo più grave per l’unità del nostro Paese e per il nostro sistema di istruzione.
Non siamo disponibili ad aperture indiscriminate delle scuole senza assolute garanzie di sicurezza e valide misure di prevenzione per la salute e l’incolumità di studenti e lavoratori.
Naturalmente l’elenco delle omissioni potrebbe andare avanti: i precari, le classi numerose, la mancanza di presìdi sanitari nelle scuole, il trasporto scolastico dedicato soprattutto nelle superiori.
Riteniamo indispensabili alcune scelte di fondo: il rinvio dell’apertura delle attività didattiche era e deve essere del governo nella sua collegialità, senza delegare più nulla alle Regioni a causa dell’incapacità del governo stesso di decidere; occorre rendere prioritaria la vaccinazione del personale della scuola nell’ambito del Piano strategico nazionale; è necessario valorizzare l’autonomia delle istituzioni scolastiche a partire dalla constatazione che vi sono organi collegiali con la presenza anche dei genitori e, nella secondaria di II grado, degli studenti; occorre rivedere i protocolli di sicurezza sottoscritti con i sindacati.
Riguardo al rinnovo contrattuale le risorse sono ancora insufficienti. Per la scuola parliamo di un aumento degli stipendi pari a 82 euro medi mensili lordi, ben lontano da quell’aumento a «tre cifre» da tempo promesso. È necessario intervenire con ulteriori risorse per la valorizzazione del personale, prevedere forme di defiscalizzazione di incrementi contrattuali e del salario accessori. Ma chiediamo interventi su temi di natura normativa in primis l’equiparazione in termini di diritti tra personale a tempo determinato e personale a tempo indeterminato.
La confusione in atto sta alimentando pericolose derive demagogiche facilmente manipolabili per ragioni di consenso politico. Non si può andare oltre.
Per questo chiediamo che il governo, a fronte del fallimento delle misure che andavano adottate, si assuma la responsabilità del rinvio dell’apertura delle attività didattiche in presenza. Si riporti il confronto a livello territoriale coinvolgendo le scuole. Si faccia chiarezza sui dati o si dica che non è possibile farlo. Si anticipi il rischio della terza ondata su infanzia e primaria rafforzando da subito i protocolli di sicurezza sottoscritti con i sindacati. Non si deleghi più nulla alle Regioni a causa dell’incapacità del governo a decidere. Il governo si concentri sui vaccini e sulla costruzione di dati veri sulla diffusione della pandemia nelle scuole, se vuole che le istituzioni scolastiche riaprano davvero.
È chiaro che in mancanza di risposte credibili e in tempi rapidi la Flc Cgil metterà in campo tutte le iniziative di mobilitazione consentite dalla situazione che stiamo vivendo.

 

Francesco Sinopoli

Segretario generale Flc Cgil

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