mercoledì, 21 Aprile, 2021

Se non ci fossero gli ignoranti si potrebbe anche sciare

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Per carità, nessun riferimento al passato, meglio accettare la vita per quello che forse va bene, tanto, anche volendo, non possiamo cambiare nulla.
Certo, però, prima dell’avvento della generazione dei cultori dello ‘snowboard’, quando ci si lasciava andare sulle piste a spazzaneve concentrati sulle punte degli sci come a volerle ipnotizzare perché non si incrociassero fino a farci cadere, era tutto diverso. Diversa non era la montagna, i rifugi e la polenta, ma il modo in cui si andava a sciare: nulla di compulsivo, ci si lascava andare alla pigrizia anche quando si scendeva a sci uniti, curva dopo curva, senza neanche uno spruzzo di neve, ma solo il tocco musicale delle lamine che facevano un leggero attrito sulla pista innevata come in un balletto di Carla Fracci al Teatro alla Scala.
La montagna era così imponente che faceva soggezione e, allo stesso tempo, ci dava un senso di protezione.

Si, se fosse possibile andare indietro nel tempo sono convinto che anche il Covid si sarebbe adeguato e, pur continuando a fare seriamente il suo lavoro, sarebbe stato più educato: senza esaltarsi come un matto. Ahimè, quanti ricordi!
Ma veniamo a noi, lo sci.
Quest’anno, causa Covid, sarà complicatissimo sciare, non dappertutto e naturalmente non come ai tempi di quando si sciava a spazzaneve. Regole e regolamenti condizioneranno le nostre escursioni sulla neve.
I divieti, i DPCM, quasi giornalieri, stimolano questa schizofrenia collettiva come fossimo nel bel mezzo di un ingorgo di traffico in tangenziale all’uscita dal lavoro, ma è solo colpa della nostra ignoranza: la cattiva educazione di fregarcene del prossimo, come se il mondo fosse di nostra proprietà, la ritroviamo, puntualmente, anche sulla neve a Natale. Iniziamo a prenderci a racchetate mentre siamo in coda per arrivare a destinazione, insultiamo chi ci sorpassa sui ripidi sentieri di montagna, parcheggiare fa salire la pressione a mille e quando arriviamo a metterci in fila per salire sulla seggiovia pestiamo gli sci del vicino sovreccitati come ci fossimo fatti tre canne di fila. È così che si creano gli affollamenti, ed è così che, con lo snowboard in spalla, come fosse una carabina Winchester, aggiustiamo la mira per caracollare addosso a chi pensiamo ci abbia buggerato il posto durante la salita.
Quest’anno sarà complicato sciare, soprattutto perché abbiamo sovreccitato il Covid con la nostra ignoranza, lui si è solo adeguato, non avrebbe mai pensato di andare in montagna: ci è solo arrivato a spintoni ad inizio stagione portato da quei ‘deficienti’ che pensavano a quelle destinazioni come fossero cosa loro.

Non ho dubbi, senza ignoranti nessuno avrebbe pensato di vietarci di sciare: Speranza, sempre cadaverico, avrebbe preferito il mare e Conte, con tutte le corse che fa a Palazzo Ghigi, si sarebbe concesso un Natale, finalmente a casa, con i calzoni rimboccati e i piedi dentro una bacinella con il bicarbonato. E noi? beh, tirato un sospiro di sollievo, ‘ vade retro gli ignoranti’, rilassati, avremmo potuto anche sciare.

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Zefiro

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