mercoledì, 16 Giugno, 2021

Serie A verso la rivoluzione: 10 partite in 10 orari diversi

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Lo “spezzatino” voluto da Dazn per aumentare i ricavi ed evitare possibili problemi tecnici. Giallo in Lega: proposta prima approvata, poi revocata. Ferrero: “Vogliamo più soldi”
Vi ricordate la Serie A tutta in contemporanea la domenica pomeriggio? Ricordo sempre più sbiadito nel calcio moderno. Non bastasse, per i nostalgici della “radiolina” sta per arrivare un altro duro colpo: le 10 partite del campionato verranno infatti giocate in 10 orari diversi. E’ questa la proposta lanciata dall’emittente Dazn, che nelle scorse settimane si è assicurata i diritti di tutte le gare (di cui sette in esclusiva e tre in partecipazione con Sky) per il prossimo triennio. Il broadcaster spinge per questa soluzione sia per aumentare i ricavi dalle pubblicità sia per evitare quei problemi tecnici che, in più di un’occasione nell’ultimo anno, hanno scatenato l’ira degli abbonati.
Nello specifico si va verso un super “spezzatino”: si giocherebbero quattro partite di sabato alle 14:30, 16:30, 18:30 e 20:45. Poi cinque slot alla domenica partendo alle 12:30 ed a seguire nuovamente 14:30, 16:30, 18:30 e 20:45. A concludere poi il posticipo fisso il lunedì sera. Da una parte ci sarebbe la possibilità, volendo, di poter assistere a tutte le gare senza perdersi nemmeno un minuto, evitando così lo zapping domenica alle 15 (anche se ormai si giocavano non più di tre partite in contemporanea). Dall’altra un vero e proprio stravolgimento che potrebbe far storcere il naso a chi, per decenni, ha seguito il calcio negli orari standard.
La proposta ha suscitato divisioni anche tra le società. Non a caso, in un’infuocata assemblea di Lega, il nuovo programma è stato prima approvato, ma subito dopo revocato su pressioni di alcuni presidenti. Tra questi, il numero uno della Sampdoria, Massimo Ferrero, che ha tuonato: “Se Dazn vuole lo spezzatino ci deve dare più soldi”. D’accordo su questa linea anche il presidente del Genoa, Enrico Preziosi. Se ne riparlerà la settimana prossima, intanto il tema divide tutta l’opinione pubblica.
Francesco Carci

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