venerdì, 22 Ottobre, 2021

Sfide e opportunità dell’Asia centrale e meridionale

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Una conferenza internazionale di due giorni di lavori si è svolta a Tashkent, in Uzbekistan, sul tema: “Asia centrale e meridionale: connettività regionale. Sfide e opportunità”.
Alla fine dei lavori, i ministri degli Esteri dei Paesi coinvolti hanno confermato la necessità di rafforzare la cooperazione nei settori dell’economia, degli investimenti, dell’energia e dell’innovazione tecnologica, soprattutto nell’ambito delle tecnologie ‘verdi’, anche alla luce dei progressi fatti propri grazie a progetti e iniziative in questi settori.
Nel comunicato congiunto diffuso al termine della conferenza del 15 e 16 luglio, si legge: “I ministri hanno incoraggiato la cooperazione nello sviluppo e nell’uso del potenziale di transito e logistica dell’Asia centrale e meridionale attraverso l’espansione delle infrastrutture di trasporto e comunicazione, ma anche con la creazione di nuovi corridoi di trasporto internazionale che aprano rotte convenienti e sicure verso i porti marittimi”.
Nel comunicato si sottolinea: “L’importanza del ruolo dell’Afghanistan come ‘ponte regionale’ per la connettività tra l’Asia centrale e meridionale. I ministri hanno sollecitato lo sviluppo economico dell’Afghanistan attraverso l’attuazione di progetti regionali congiunti”.
Altrettanta importanza è stata riconosciuta alla necessità di coordinare meglio l’adozione di piattaforme digitali attraverso le tecnologie dell’informazione nei settori del commercio internazionale, della regolamentazione doganale e dei trasporti, delle attività bancarie e finanziarie, così come della sanità, dell’istruzione, della scienza e della cultura, garantendo allo stesso tempo la sicurezza informatica a tutti i paesi.
Un punto centrale è stato anche la questione ambientale. I ministri hanno sottolineato l’importanza di condividere esperienze e risposte di sviluppo congiunto alle questioni ambientali e di gestione delle calamità naturali, valutando anche iniziative di cooperazione che possano contribuire alla protezione dell’ambiente e degli ecosistemi.
L’iniziativa del Presidente della Repubblica dell’Uzbekistan, ha lo scopo di rafforzare legami storicamente stretti e amichevoli, la fiducia e il buon vicinato tra l’Asia centrale e meridionale nell’interesse di tutti i popoli e paesi di entrambe le regioni. Prima dell’incontro, il ministro degli esteri uzbeko, Abdulaziz Kalimov, ha dichiarato in un’intervista: “La sicurezza e lo sviluppo dell’Asia centrale dipendono dalla stabilizzazione dell’Afghanistan. Siamo consapevoli che la soluzione al problema afgano debba essere politica: la pace e la sconfitta dei terroristi saranno possibili soltanto con il rifiuto della violenza armata e l’inizio di negoziati inclusivi, ovvero con tutte le parti afgane e con il sostegno della comunità internazionale”. Nel marzo 2018 la Conferenza di pace sull’Afghanistan si era tenuta a Tashkent, in Uzbekistan.
Alla conferenza hanno partecipato il Presidente della Repubblica dell’Uzbekistan, il Presidente della Repubblica Islamica dell’Afghanistan, il Primo Ministro della Repubblica Islamica del Pakistan, ministri degli esteri e alti rappresentanti dei paesi dell’Asia centrale e meridionale, altri Stati esteri, capi di autorevoli organizzazioni internazionali e regionali, istituzioni e aziende finanziarie globali, importanti centri di ricerca e analisi.
Quanto ai rapporti con l’Italia, presente il sottosegretario Manlio di Stefano, il ministro uzbeko ha osservato: “L’Italia è uno dei nostri partner più importanti e ha un potenziale significativo dal punto di vista economico, scientifico, tecnologico e intellettuale. Siamo interessati a rafforzare le relazioni bilaterali, in particolare nell’ambito dei progetti economici, di trasporto e comunicazione, energia e innovazione. Al tempo stesso, l’Italia ha un enorme potenziale industriale e tecnologico ed è quindi in grado di dare un contributo significativo a questi progetti a livello regionale. Di conseguenza, nel dicembre 2019 abbiamo sostenuto l’iniziativa italiana per costituire un nuovo formato 1+5 di dialogo e cooperazione con l’Asia centrale e siamo pronti a organizzare un secondo incontro ministeriale a Tashkent, in linea con la conferenza di questi giorni. Contiamo inoltre sull’Italia per rafforzare i nostri rapporti con le istituzioni dell’Unione europea e con gli altri paesi membri”.
Qualche buona prospettiva si aprirebbe, dunque, per l’Italia in quell’area asiatica rimasta finora sottosviluppata.

 

Salvatore Rondello

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