venerdì, 23 Luglio, 2021

Sfogo

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Mi fa arrabbiare il fatto che Mario Capanna abbia oggi lanciato l’idea del Parlamento mondiale, quando chi scrive nella relazione alla Conferenza programmatica aveva sollecitato il piccolo Psi a lanciare l’idea più grande, e cioè quella del governo mondiale che il grande poeta del quale celebriamo il settecentesimo anniversario della morte aveva già sostenuto col suo De Monarchia. La globalizzazione economica a cui s’é aggiunta una globalizzazione sanitaria, sotto i colpi dell’epidemia, oltre che una globalizzazione ambientale, per i disastri, quelli ad esempio accaduti in Germania, frutto dell’impazzimento del clima, non possono che rimandare a un rilancio della politica nella sua dimensione internazionale. Non c’é più spazio per nazionalismi e falsi sovranismi. Non é questo che quell’animale politico di pregiata razza, il grande Marco Pannella, aveva anticipato col suo partito transnazionale? Ciò che avviene in un mercato infetto di Wuhan o in un suo laboratorio mette in ginocchio il mondo intero. Il costo del lavoro in Oriente incide e deprime la competitività dell’intero Occidente, mentre il Wto ha segnato la fine di tutti i mercati non globali. Le stesse crisi, e probabili chiusure, di talune aziende italiane, sono la dimostrazione che gli investitori guardano a dove esiste maggiore possibilità di profitto e se non si inseriscono regole internazionali di comportamento i sindacati non possono che sguainare bandiera bianca. Capanna ha dunque ragione, stavolta. Utopia? Come tutte le grandi idee che hanno respiro anche questa avverrà, statene certi, anche se non si può dire quando. Brillante utopia, ma come spiegavano i vecchi socialisti e i libertari per cosa si deve vivere se non per la speranza di un altro mondo? E attorno ad essa si possono mobilitare energie e passioni purtroppo sopite. Peccato non essere arrivati primi, perché oggi Capanna ha avuto le prime pagine dei giornali. Anche sul Ddl Zan l’ex sessantottino la spara giusta. E’ una legge che non approva nuovi diritti, ma solo nuove pene. Perché non puntare sui primi, sacrosanti, quali il matrimonio equiparato a quello delle coppie eterosessuali per gli omosessuali, o la possibilità di adozione o la stepchild adoption? Anche questo il direttore dell’avantionline l’aveva suggerito. Inutile ricordare ancora l’intuizione sul governo Draghi, che su queste colonne era stata lanciata già nel dicembre del 2020. Lo rammento non solo perché un partito piccolo deve avere idee grandi se vuol giustificare la sua sussistenza, ma anche perché se vuole visibilità deve arrivare prima degli altri. Altro che governo Conte bis, tris, quater e quaranta quater. Finito lo sfogo mi rimetto i panni di direttore dell’Avanti per elogiare l’emendamento presentato al Senato da Riccardo Nencini e concordato con Vincenzo Maraio all’articolo 4 del Ddl Zan, laddove si parla di libertà di espressione “purché non idonea ecc. ecc”.. Ma quale bestialità é mai questa e quale idea malsana, caro Letta, quella di andare a schiantarsi per intransigenza contro la logica delle buone idee e dei numeri? La Conferenza programmatica del Psi é alle nostre spalle e adesso dovremmo lanciare la nostra piattaforma. A cominciare, penso io, dalla raccolta di firme sulla giustizia giusta che vede oggi in prima fila, oltre ai radicali, la Lega di Salvini. Ho già detto e ripetuto che l’adesione della Lega non mi mette in alcuna difficoltà. Come non mi preoccupa quando un avversario politico sposa le nostre idee. Anzi saluto la scelta con soddisfazione e orgoglio. Benvenuta Lega sul versante garantista, nostro da sempre. I cappi? Solo un lontano ricordo. Magari en attendant Di Maio revisionista e pentito sul caso di Lodi. Quello che conta, però, adesso é la nostra mobilitazione, sono i nostri tavoli che devono essere allestiti in ogni città, come già avvenuto, e giustamente, sull’eutanasia. Ma se attorno a quest’ultima non ci sono divieti politici da parte di nessuno almeno nel centro-sinistra, sulla giustizia “si parrà la tua nobilitate” oh Pd, che ancora cincischi coi magistrati, ti opponi alla separazione delle carriere e diffondi appelli a disertare referendum che si rivelano invece quanto mai indispensabili per avviare una riforma della giustizia ormai ineludibile. Fuori gli artigli e i tavoli e fuori i tabulati e le biro, socialisti. Questa battaglia é la nostra battaglia.

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